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Sentenze a’ la carte

Pubblico questo articolo di Marco Travaglio del 17 giugno scritto sul Fatto Quotidiano, perchè soprattutto la parte su Ottaviano Del Turco, ex governatore della Regione Abruzzo, è molto interessante e ci aiuta a capire come l’informazione di questo paese sia asservita se non assolutamente servile nei confonti della Casta e dei suoi adepti. Continue reading ‘Sentenze a’ la carte’

Spatuzza

Gaspare Spatuzza non è un santo, è un sanguinario assassino condannato per omicidio e strage, è stato il reggente del clan mafioso di Brancaccio dopo l’arresto a Milano dei fratelli Graviano.

Ha sciolto un bambino nell’acido ed è l’assassino di Don Pino Puglisi. Continue reading ‘Spatuzza’

Mafia 3…………..

Dal 1994 al 2009 escono dalle indagini solo frammenti, pochi riscontri delle famosa trattativa fra Stato e Mafia, fra politica e Mafia, non c’è niente di certo.

Vengono condannati all’ergastolo quelli che si riterranno essere gli esecutori materiali delle stragi di Capaci, Via d’Amelio, Firenze, Milano, ma i mandanti resteranno a volto coperto.

In questo quadro vanno inseriti gli arresti di Salvatore Riina prima e Bernardo Provenzano poi, e la condanna in primo grado per associazione mafiosa del sen. Dell’Utri.

Il 2008 e 2009 sono anni importanti, comincia a parlare Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito, ex sindaco di Palermo, condannato per Mafia. Massimo Ciancimino consegna ai magistrati di Palermo materiale scottante, fra cui il primo (e probabilmente non unico) papello, quello della trattativa fra i Ros Mori e De Donno, con Ciancimino padre, che fa da tramite, per conto di Riina e Provenzano.

Quello che lascia perplessi è la memoria a scoppio ritardato di chi quegli anni, e specialmente il 1992, li  ha vissuti in prima persona, parlo di Martelli (ministro della giustizia), di Violante (presidente della commissione antimafia), Mancino (ministro dell’interno). Tutti ricordano frammenti, smentiscono, tacciono, negano. Si vedrà.

Ed eccoci finalmente a Gaspare Spatuzza, le sue rivelazioni, come ho già detto in precedenza vanno riscontrate con estremo rigore.

Per quelle che riguardano i rapporti fra i fratelli Graviano, dell’Utri e Berlusconi, non ho niente da dirvi, anche qui si vedrà.

Personalmente tendo ad escludere che Silvio Berlusconi sia il mandante delle stragi del 1993; che fosse all’oscuro del gioco pericoloso che si stava facendo e dell’altissima posta in palio, mi resta più difficile crederlo.

Le dichiarazioni di Spatuzza sul premier hanno avuto una vasta eco, ma non sono secondo me la cosa più grave che emerge dalla sua confessione.

Spatuzza si attribuisce e quindi attribuisce al clan Graviano, la strage di Via d’Amelio, nel quale perse la vita Paolo Borsellino, dice di essere stato lui ad aver rubato la 126 poi imbottita di tritolo, sbugiardando le vecchie tesi e i vecchi collaboratori di giustizia come Scarantino, che si erano attribuiti tramite il clan di Santa Maria del Gesù, quella sanguinosa strage.

Il vero problema è che c’è una sentenza passata in giudicato, che stabilisce chi ha materialmente commesso la strage, quindi questa è la vera domanda che dobbiamo porci come opinione pubblica:”se Spatuzza quando parla di Via d’Amelio viene ritenuto credibile, chi ha avuto interesse a depistare le indagini su quella strage?, quali interessi corrotti e deviati ci sono dietro delle confessioni come quella di Scarantino? e soprattutto e sempre chi ha in mano l’agenda rossa di Paolo Borsellino?”.

Perchè così a occhio e croce sembra una Seconda Repubblica fondata sul sangue e sul ricatto, sul tradimento e sulla vergogna.

Quattro gambe troppo fragili per tenere in piedi uno Stato credibile.

Jack