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Senza corruzione…RIPARTE IL FUTURO

senza corruzione RIPARTE IL FUTURO

Ancora Corriere

Altro editoriale “paraculo”, sempre del Corriere della Sera, stavolta è Massimo Franco a dettare la linea, scrivendo una frase che più ambigua non si può, che resta nella mente come un messaggio subliminale:”………………Questa sensazione è stata cancellata solo parzialmente dal voto col quale ieri sera la Camera ha rispedito alla Procura di Milano gli atti dell’inchiesta sulla vita privata del premier, ritenendola incompetente con 315 sì (316 se avesse votato anche Berlusconi), 298 no e un astenuto……………….”

Ricordo a tutti che l’inchiesta di Milano non riguarda affatto “la vita privata del premier”, che non è competenza della Procura, e di nessuno di noi, ma due ipotesi di reato ben precise: concussione e sfruttamento della prostituzione minorile.

La Magistratura non si occupa del privato di nessuno di noi, ma applica le leggi, non vorrei passasse l’idea balzana proposta da Franco che i Pm milanesi si siano messi in testa di intrufolarsi nella vita privata del premier.

C’è qualcosa di poco chiaro negli editoriali del Corsera, più pericolosi di quelli di Belpietro (Libero) o Sallusti (Il Giornale), perchè più subdoli, bisogna avere la possibilità di leggere molto per decriptarli e questo non è un bene nella situazione politica attuale, già confusa di suo.

Ma Jack è sempre molto attento, scrive poco, ma legge molto.

Rispettare Cristo: una nuova generazione

La religione cristiana è una religione molto tollerante, lo è per “definizione”, spesso intolleranti sono i politici che dicono di essere cattolici e di difendere le radici cristiane dell’Italia.

Per noi cristiani: Cristo è morto in croce per la salvezza di tutti, di tutti gli uomini, senza distinzione di sesso, razza, religione, condizione sociale (Vangelo/art. 3 della Costituzione, fate voi).

Una strana commistione vero?

In pochi la riconoscono, molti dovrebbero imparare ad accettarla, tutti noi dovremmo rispettarla.

Rispettare Cristo implica rispettare la Costituzione e le sue leggi, rispettare Cristo ha implicazioni profonde sull’etica e sui comportamenti verso il prossimo. Continue reading ‘Rispettare Cristo: una nuova generazione’

Prima del colpo……………….

Da qualunque parte ci vogliamo mettere o qualunque posizione moderata vogliamo assumere, è difficile difendere Silvio Berlusconi per le dichiarazioni fatte al congresso del PPE a Bruxelles.

In sostanza: il partito dei giudici comunisti cerca di mandarlo via con dei processi farsa, quando non ci riesce, la maggior parte delle volte perchè le sue leggi ad personam lo proteggono, si rivolgono alla Corte Costituzionale comunista, che boccia le sue leggi e lo rimette sulla graticola, il tutto con il Presidente della Repubblica comunista, come i suoi due predecessori, che sta a guardare.

Ma adesso lui riscreverà la Costituzione, anche da solo (!), naturalmente infischiandosene che non ha i numeri ne’ alla Camera ne’ al Senato per fare una riforma costituzionale, e ringraziamo Dio per questo.

Però ha le palle, e, con Bossi che ce l’ha duro, formano una coppia che tutto il mondo ci invidia!

Adesso veniamo alla Costituzione, quella vera, non quella berlusconizzata.

Prima un’ultima precisazione d’obbligo: il 35% dei voti (dato delle ultime elezioni europee) preso dal PDL, dimostrano che il ”popolo” non è con lui, ma qualora il PDL arrivasse anche al 60% non avrebbe comunque il potere assoluto, siamo, fino a prova contraria, una Repubblica Parlamentare.

Andiamo con ordine: nelle commissioni parlmentari viene proposta una legge; il testo, approvato a maggioranza, arriva in parlamento, in una delle due camere, dove può essere discusso e emendato; una volta approvato a maggioranza (se parliamo di una legge ordinaria), lo stesso testo passa all’altro ramo del parlamento per l’approvazione definitiva.

Qualora venisse ancora modificato, ritorna alla precedente camera, fino ad una approvazione definitiva, dello stesso  testo, sia alla Camera che al Senato.

Il testo così approvato arriva sul tavolo del Presidente della Repubblica.

Se ci sono forti dubbi di costituzionalità, è sua prerogativa rimandarlo al parlamento, segnalando dove bisogna intervenire, altrimenti lo promulga.

Il parlamento che si vede rimandare indietro una legge non controfirmata dal Capo dello Stato, ha due possibilità: o la modifica in base ai rilievi del Presidente della Repubblica, o la riapprova così com’è e a quel punto il Capo dello Stato è costretto a promulgarla comunque.

Per non complicare troppo questa analisi, tralascio i decreti legge d’urgenza e la “fiducia”, di cui questo esecutivo e anche il precedente, hanno pesantemente abusato, sostanzialmente a scapito delle prerogative del parlamento.

Diciamo che con la promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento diventa legge dello Stato.

A questo punto il potere giudiziario deve applicarla nel merito.

E se la ritiene incostituzionale nonostante l’approvazione del Presidente della Repubblica?

Si apre così un contenzioso fra poteri dello Stato, e la nostra Costituzione prevede un organo di garanzia con l’esclusiva funzione di dipanare queste controversie: la Corte Costituzionale.

Questa è l’organo supremo, fra i nostri organi di garanzia, che giudica la costituzionalità o meno di una legge approvata dal parlamento.

Se la Corte Costituzionale da ragione al potere legislativo e giudica la legge rispondente ai dettami della Costituzione, il potere giudiziario dovrà applicarla, altrimenti verrà annullata (vedi Lodo Alfano).

La cosa che Berlusconi nella sua ignoranza non sa è che i giudici sono obbligati a rivolgersi alla Corte Costituzionale qualora ravvisino che una legge abbia aspetti incostituzionali.

Veniamo alle conclusioni:

1) se Berlusconi la smettesse di dover fare leggi per salvare se stesso dai suoi problemi giudiziari, avremmo risolto metà dei nostri problemi.

2) se i suoi avvocati, nonchè parlamentari, sapessero scrivere delle leggi accettabili, non avrebbero problemi costanti con la Corte Costituzionale.

3) se i suoi seguaci la smettessero di avvalorare ogni suo delirio di onnipotenza, forse si darebbe una calmata.

Per ultimo e per non dilungarmi vi dico chiaramente che i giudici della Corte Costituzionale, compresi quelli che fanno le cene con il premier, hanno dei curricula di primissimo piano, e non hanno assolutamente nessuna pregiudiziale politica.

Potete cercare su internet i curricula o, solo per questa volta, fidarvi di Jack sulla parola.

Jack

Mafia 4………la morale

Chiudo questo lungo capitolo, ancora una volta prendendo le parole del giudice Paolo Borsellino, le ho cercate tanto, ne avevo frammenti di memoria, risalgono al 1989 e sono pronunciate a Bassano del Grappa:

“Dalle nostre indagini – diceva Borsellino – sono emersi dei rapporti tra i politici e i mafiosi. Situazioni di vicinanza o comunanza di interessi che, però, non rendevano automaticamente il politico responsabile del diritto di associazione mafiosa. Non basta fare la stessa strada per essere una staffetta. Oltre ai giudizi dei giudici, ci sono i giudizi politici. Ci sono delle regole deontologiche. Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e lacertezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”.

Vi ringrazio per l’attenzione

Jack

Mafia 3…………..

Dal 1994 al 2009 escono dalle indagini solo frammenti, pochi riscontri delle famosa trattativa fra Stato e Mafia, fra politica e Mafia, non c’è niente di certo.

Vengono condannati all’ergastolo quelli che si riterranno essere gli esecutori materiali delle stragi di Capaci, Via d’Amelio, Firenze, Milano, ma i mandanti resteranno a volto coperto.

In questo quadro vanno inseriti gli arresti di Salvatore Riina prima e Bernardo Provenzano poi, e la condanna in primo grado per associazione mafiosa del sen. Dell’Utri.

Il 2008 e 2009 sono anni importanti, comincia a parlare Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito, ex sindaco di Palermo, condannato per Mafia. Massimo Ciancimino consegna ai magistrati di Palermo materiale scottante, fra cui il primo (e probabilmente non unico) papello, quello della trattativa fra i Ros Mori e De Donno, con Ciancimino padre, che fa da tramite, per conto di Riina e Provenzano.

Quello che lascia perplessi è la memoria a scoppio ritardato di chi quegli anni, e specialmente il 1992, li  ha vissuti in prima persona, parlo di Martelli (ministro della giustizia), di Violante (presidente della commissione antimafia), Mancino (ministro dell’interno). Tutti ricordano frammenti, smentiscono, tacciono, negano. Si vedrà.

Ed eccoci finalmente a Gaspare Spatuzza, le sue rivelazioni, come ho già detto in precedenza vanno riscontrate con estremo rigore.

Per quelle che riguardano i rapporti fra i fratelli Graviano, dell’Utri e Berlusconi, non ho niente da dirvi, anche qui si vedrà.

Personalmente tendo ad escludere che Silvio Berlusconi sia il mandante delle stragi del 1993; che fosse all’oscuro del gioco pericoloso che si stava facendo e dell’altissima posta in palio, mi resta più difficile crederlo.

Le dichiarazioni di Spatuzza sul premier hanno avuto una vasta eco, ma non sono secondo me la cosa più grave che emerge dalla sua confessione.

Spatuzza si attribuisce e quindi attribuisce al clan Graviano, la strage di Via d’Amelio, nel quale perse la vita Paolo Borsellino, dice di essere stato lui ad aver rubato la 126 poi imbottita di tritolo, sbugiardando le vecchie tesi e i vecchi collaboratori di giustizia come Scarantino, che si erano attribuiti tramite il clan di Santa Maria del Gesù, quella sanguinosa strage.

Il vero problema è che c’è una sentenza passata in giudicato, che stabilisce chi ha materialmente commesso la strage, quindi questa è la vera domanda che dobbiamo porci come opinione pubblica:”se Spatuzza quando parla di Via d’Amelio viene ritenuto credibile, chi ha avuto interesse a depistare le indagini su quella strage?, quali interessi corrotti e deviati ci sono dietro delle confessioni come quella di Scarantino? e soprattutto e sempre chi ha in mano l’agenda rossa di Paolo Borsellino?”.

Perchè così a occhio e croce sembra una Seconda Repubblica fondata sul sangue e sul ricatto, sul tradimento e sulla vergogna.

Quattro gambe troppo fragili per tenere in piedi uno Stato credibile.

Jack