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La trattativa

Stamattina ho aperto la finestra, nel buio della notte qualche lampo di luce, di quelli che rischiarano per un momento soltanto, vorresti fosse più lungo, ma il buio persiste e il tuo grido di luce si fa ogni minuto più forte.

Parto da una frase del Presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu:”esistono tre verità, una giudiziaria, una politica e una storica, delle quali bisogna sempre tenere conto”.

Delle tre quella storica è la più completa, perché utilizza tutti gli elementi a disposizione, anche quelli che magari per la verità giudiziaria non sono sufficienti ad una condanna e portano ad una insufficienza probatoria, ma quei fatti sono lì, in una qualunque sintesi devono essere considerati, la verità politica è una verità teorica, si basa sul principio aristotelico di azione e reazione, sempre.

Teniamo a mente questa divisione perché ci tornerà utile più avanti nella storia che mi accingo a raccontare, dove ieri, senza reazione alcuna, è stato inserito un tassello fondamentale. Continue reading ‘La trattativa’

Angelo Vassallo

La storia di Angelo Vassallo sindaco di Pollica, comune del salernitano, trucidato dalla camorra con 9 colpi di pistola, è passato come il normale tributo di sangue“, che chiunque si oppone alla criminalità organizzata e alle sue brame di espansione, deve necessariamente pagare.

L’esempio di Angelo Vassallo detto il sindaco “Pescatore”, ha invece ridato a Jack una grande speranza. Continue reading ‘Angelo Vassallo’

Sindrome dell’accerchiamento

Spesso pubblico articoli presi dai giornali, con pochi commenti, è forse la prima volta che pubblico un’intervista, lunga, difficile.

In questi giorni di mare calmo, ho letto molto, sono andato a cercare più a fondo altre verità sull’anno 1992 e in particolare sulle stragi di Capaci e Via d’Amelio.

Ne sono uscito fuori con un grandissimo senso di frustrazione e con la sindrome dell’accerchiamento, il “compromesso morale” non è altro che una rete da pesca con maglie strettissime, fatta da massoni, imprenditori, uomini politici, uomini dello Stato, che in quegli anni e in quelli a seguire hanno cercato, riuscendovi, di orientare l’opinione pubblica.

Come? Con lo stesso metodo degli “anni di piombo” e delle “stragi di Stato”, provocando la paura nell’opinione pubblica.

Roberto Scarpinato, nuovo Procuratore Generale della Repubblica di Caltanissetta, quella che per competenza si occupò delle Stragi di Capaci e Via d’Amelio, rilascia questa intervista al Fatto Quotidiano il 24 luglio 2010 a cura di Marco Travaglio, stavolta vi invito a leggerla, perchè ci fa capire quanto vicina ma lontana possa essere la VERITA’, quanti ancora sanno ma non dicono, due su tutti: Nicola Mancino (vicepresidente del Csm) all’epoca Ministro degli Interni e Luciano Violante (Pd) all’epoca Presidente della commissione Antimafia. Continue reading ‘Sindrome dell’accerchiamento’

L’OLTRAGGIO IMPUNITO di Paolo Granzotto tratto da Il Giornale del 09/02/2010

A essere scandalose non sono le parole di Massimo Ciancimino, lo scandalo risiede nel fatto che quelle parole gliele si facciano pronunciare nel corso di un procedimento giudiziario che nulla ha a che vedere con Berlusconi, Dell’Utri o Forza Italia. Scandaloso è che non si sia fatto tacere il «dichiarante», incriminandolo per oltraggio alla giustizia e all’intelligenza dei componenti la Corte. Nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone si stanno giudicando il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento a Cosa Nostra per la mancata cattura, nell’ottobre del ’95, del boss mafioso Bernardo Provenzano. Cosa c’entra, dunque, la fondazione di Forza Italia? E come fa una Corte a non respingere per evidente assurdità, per palese farneticazione la «rivelazione» che Forza Italia fu il frutto della trattativa tra lo Stato e la mafia? Lo Stato rappresentato da chi, dal primo ministro Ciampi? Dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro?
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Mafia 4………la morale

Chiudo questo lungo capitolo, ancora una volta prendendo le parole del giudice Paolo Borsellino, le ho cercate tanto, ne avevo frammenti di memoria, risalgono al 1989 e sono pronunciate a Bassano del Grappa:

“Dalle nostre indagini – diceva Borsellino – sono emersi dei rapporti tra i politici e i mafiosi. Situazioni di vicinanza o comunanza di interessi che, però, non rendevano automaticamente il politico responsabile del diritto di associazione mafiosa. Non basta fare la stessa strada per essere una staffetta. Oltre ai giudizi dei giudici, ci sono i giudizi politici. Ci sono delle regole deontologiche. Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! […] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e lacertezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”.

Vi ringrazio per l’attenzione

Jack

Mafia 3…………..

Dal 1994 al 2009 escono dalle indagini solo frammenti, pochi riscontri delle famosa trattativa fra Stato e Mafia, fra politica e Mafia, non c’è niente di certo.

Vengono condannati all’ergastolo quelli che si riterranno essere gli esecutori materiali delle stragi di Capaci, Via d’Amelio, Firenze, Milano, ma i mandanti resteranno a volto coperto.

In questo quadro vanno inseriti gli arresti di Salvatore Riina prima e Bernardo Provenzano poi, e la condanna in primo grado per associazione mafiosa del sen. Dell’Utri.

Il 2008 e 2009 sono anni importanti, comincia a parlare Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito, ex sindaco di Palermo, condannato per Mafia. Massimo Ciancimino consegna ai magistrati di Palermo materiale scottante, fra cui il primo (e probabilmente non unico) papello, quello della trattativa fra i Ros Mori e De Donno, con Ciancimino padre, che fa da tramite, per conto di Riina e Provenzano.

Quello che lascia perplessi è la memoria a scoppio ritardato di chi quegli anni, e specialmente il 1992, li  ha vissuti in prima persona, parlo di Martelli (ministro della giustizia), di Violante (presidente della commissione antimafia), Mancino (ministro dell’interno). Tutti ricordano frammenti, smentiscono, tacciono, negano. Si vedrà.

Ed eccoci finalmente a Gaspare Spatuzza, le sue rivelazioni, come ho già detto in precedenza vanno riscontrate con estremo rigore.

Per quelle che riguardano i rapporti fra i fratelli Graviano, dell’Utri e Berlusconi, non ho niente da dirvi, anche qui si vedrà.

Personalmente tendo ad escludere che Silvio Berlusconi sia il mandante delle stragi del 1993; che fosse all’oscuro del gioco pericoloso che si stava facendo e dell’altissima posta in palio, mi resta più difficile crederlo.

Le dichiarazioni di Spatuzza sul premier hanno avuto una vasta eco, ma non sono secondo me la cosa più grave che emerge dalla sua confessione.

Spatuzza si attribuisce e quindi attribuisce al clan Graviano, la strage di Via d’Amelio, nel quale perse la vita Paolo Borsellino, dice di essere stato lui ad aver rubato la 126 poi imbottita di tritolo, sbugiardando le vecchie tesi e i vecchi collaboratori di giustizia come Scarantino, che si erano attribuiti tramite il clan di Santa Maria del Gesù, quella sanguinosa strage.

Il vero problema è che c’è una sentenza passata in giudicato, che stabilisce chi ha materialmente commesso la strage, quindi questa è la vera domanda che dobbiamo porci come opinione pubblica:”se Spatuzza quando parla di Via d’Amelio viene ritenuto credibile, chi ha avuto interesse a depistare le indagini su quella strage?, quali interessi corrotti e deviati ci sono dietro delle confessioni come quella di Scarantino? e soprattutto e sempre chi ha in mano l’agenda rossa di Paolo Borsellino?”.

Perchè così a occhio e croce sembra una Seconda Repubblica fondata sul sangue e sul ricatto, sul tradimento e sulla vergogna.

Quattro gambe troppo fragili per tenere in piedi uno Stato credibile.

Jack