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Costituzione

Questa Costituzione del 1948 è un vero “calvario” per Silvio Berlusconi e la sua corte. In tutti questi anni, vuoi per incapacità, vuoi perché, ringraziando Dio, non ha mai avuto una maggioranza dei 2/3 in Parlamento, non è mai riuscito a manometterla.

La Carta mi fa pensare ad un animale ferito che combatte con tutte le sue forze per non essere abbattuto; resiste a tutti gli attacchi, a tutte le peggiori nefandezze che questa destra è in grado di pensare e proporre.

Ricorderò questo ormai quasi-ventennio dell’era berlusconiana soprattutto per questo motivo, e tutti noi dovremmo ringraziare Togliatti, De Gasperi, Scalfaro, Calamandrei e tutti gli altri “padri costituenti” per essere stati così attenti, così capaci di creare un meccanismo che impedisse il ritorno del fascismo.

Lo spirito col quale fu scritta è proprio questo: mettere a punto una serie di norme che bilanciassero i tre poteri dello Stato in modo che nessuno dei tre potesse prevalere sull’altro, e quindi di fatto per impedire il ritorno di una dittatura senza controllo.

Sia ben chiaro: il deputato Ceroni, estensore della legge costituzionale che dovrebbe modificare l’articolo 1 della Carta, ha tutto il diritto di farlo, non c’è nessun attacco alla Costituzione di tipo eversivo, c’è solo il diritto di una maggioranza a tentare di modificare la Costituzione, diritto legittimo e sancito dalla Costituzione stessa.

Attualmente l’articolo 1 recita: l’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Nella modifica proposta da Ceroni diventerebbe: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale.

E’ evidente come il tentativo del Pdl sia quello di attribuire al potere legislativo (il Parlamento) una supremazia sul potere giudiziario (la Magistratura) e sul potere esecutivo (il Governo), cosa abbastanza pericolosa soprattutto visto la tendenza di Berlusconi di ritenere il potere legislativo al servizio di quello esecutivo.

Tentativo ancor più pericoloso se si tiene conto che, con l’attuale legge elettorale, è sostanzialmente il Caimano a decidere chi debba o meno sedere in Parlamento.

Sarebbe sostanzialmente il ritorno del fascismo, magari a Ceroni sta bene, al pirata Jack per niente.

Jack

Corriere della Sera

Giorni difficili questi, di forte scontro istituzionale in Italia e di rivolte popolari in diversi paesi del Mediterraneo.

Seguo quello che succede in Egitto, in Tunisia, che si affaccia in Giordania, paesi dove da più di vent’anni c’è una dittatura strisciante, dove avvengono quotidianamente le “battaglie del pane“, mi domando: anche in Italia per tornare a scendere in piazza dobbiamo arrivare alla “battaglia del pane“?

Non ho una risposta, e allora come sempre mi affido alla lettura dei quotidiani, sommandone tre o quattro contemporaneamente, per argomento, si riesce quasi sempre ad avere un quadro completo sull’informazione che si sta cercando.

Lavoro così di solito: comincio da Repubblica, poi passo a Il Giornale, poi Il Fatto Quotidiano e poi Libero, lascio per ultimo il Corriere della Sera, giornale che non amo particolarmente, ma che data la composizione del suo Cda (c’è mezzo mondo industriale fra i suoi proprietari) è l’emblema quasi sempre di una posizione media, senza eccessi, con toni pacati, talvolta esageratamente paraculi. Continue reading ‘Corriere della Sera’

Crisi Istituzionale

Su tre provvedimenti presentati ieri in Parlamento, il governo è stato battuto, si è formata la tanto temuta, dal Cavaliere, maggioranza alternativa: Pd, Udc, Idv, Fli.

Aldilà dei contenuti dei provvedimenti, è il segnale ad essere importante: il governo politico di questo paese è giunto al capolinea.

Se Berlusconi fosse un Presidente del Consiglio serio, oggi stesso salirebbe al Colle e rimetterebbe il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica.

Credo che a quel punto Bossi uscirebbe da dietro “il cespuglio” minacciando una nuova “marcia su Roma” con i soliti 8 milioni di padani muniti di fucile e Berlusconi griderebbe al golpe nel caso in cui il Presidente della Repubblica non sciogliesse su sua richiesta le Camere. Continue reading ‘Crisi Istituzionale’

Rispettare Cristo: una nuova generazione

La religione cristiana è una religione molto tollerante, lo è per “definizione”, spesso intolleranti sono i politici che dicono di essere cattolici e di difendere le radici cristiane dell’Italia.

Per noi cristiani: Cristo è morto in croce per la salvezza di tutti, di tutti gli uomini, senza distinzione di sesso, razza, religione, condizione sociale (Vangelo/art. 3 della Costituzione, fate voi).

Una strana commistione vero?

In pochi la riconoscono, molti dovrebbero imparare ad accettarla, tutti noi dovremmo rispettarla.

Rispettare Cristo implica rispettare la Costituzione e le sue leggi, rispettare Cristo ha implicazioni profonde sull’etica e sui comportamenti verso il prossimo. Continue reading ‘Rispettare Cristo: una nuova generazione’

Il paese di “sottosopra”

Nel paese di “sottosopra” succede di tutto, tanto che una “semplice” consultazione elettorale regionale, per quanto corposa, sta diventando una resa dei conti all’interno del “partito di plastica”.

Se il problema fosse solo un riassetto all’interno del Pdl nel dopo voto, non ci sarebbe nessun problema, succede sempre, basta guardare cosa è successo al Pd dopo le primarie.

In realtà il problema è più vasto, ed ha una duplice biforcazione. Continue reading ‘Il paese di “sottosopra”’

Confusione

Momenti difficili per i comuni mortali, la sensazione è che sulla pelle dei cittadini si giochi una battaglia troppo grossa, scatenata da una classe politica troppo piccola, spesso ridicola, sempre al di sopra delle righe, e al di sotto di ogni sospetto. Continue reading ‘Confusione’