Tag Archive for 'Ciancimino'

TG1

Guardo raramente il Tg1, mi capita a volte quando sono a casa di altre persone, come due sere fa.

Ogni volta mi si accappona la pelle per la naturalezza con la quale passano delle notizie false.

E con quale altrettanta naturalezza passano sotto silenzio: ieri neanche il Fatto Quotidiano, di solito molto attento, ha notato il vergognoso “lancio” da studio di un serafico Giorgino, di un servizio riguardante Massimo Ciancimino:” ancora polemiche sul pentito Ciancimino, azzoppato nella sua credibilità dall’accusa di calunnia aggravata nei confronti di Gianni De Gennaro”.

Poi un servizio “indegno” che, più che raccontare i fatti e dare conto di come e perchè nasce questa accusa, cosa che dovrebbe fare qualunque Tg, si è lanciato in un proditorio attacco alla Procura di Palermo e ad Antonio Ingroia in particolare.

Giorgino dovrebbe andare a lavorare in qualche “bufalificio”, vista la propensione a raccontare “balle” con una serenità invidiabile. Continue reading ‘TG1’

La trattativa

Stamattina ho aperto la finestra, nel buio della notte qualche lampo di luce, di quelli che rischiarano per un momento soltanto, vorresti fosse più lungo, ma il buio persiste e il tuo grido di luce si fa ogni minuto più forte.

Parto da una frase del Presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu:”esistono tre verità, una giudiziaria, una politica e una storica, delle quali bisogna sempre tenere conto”.

Delle tre quella storica è la più completa, perché utilizza tutti gli elementi a disposizione, anche quelli che magari per la verità giudiziaria non sono sufficienti ad una condanna e portano ad una insufficienza probatoria, ma quei fatti sono lì, in una qualunque sintesi devono essere considerati, la verità politica è una verità teorica, si basa sul principio aristotelico di azione e reazione, sempre.

Teniamo a mente questa divisione perché ci tornerà utile più avanti nella storia che mi accingo a raccontare, dove ieri, senza reazione alcuna, è stato inserito un tassello fondamentale. Continue reading ‘La trattativa’

Strani titoli

Titolava l’altro ieri l’edizione online de Il Giornale: Ciancimino indagato per associazione mafiosa, anche Mori per “concorso esterno”.

Se leggessi esclusivamente il quotidiano della famiglia Berlusconi, sarei portato a ritenere che il reato ipotizzato per Massimo Ciancimino sia più grave di quello contestato all’ex generale del Ros Mario Mori.

E a pensare che Ciancimino sia un mafioso e che tutte le sue dichiarazioni e le “carte” che ha portato a conferma delle sue testimonianze, non siano attendibili.

Perchè, inoltre, Il Giornale non ha scritto neanche una riga sulla perizia della polizia scientifica, che ha stabilito che 54 dei 55 documenti prodotti da Ciancimino sono autentici, fate attenzione, autentici non vuol dire che il loro contenuto sia veritiero; quell’unico che non è possibile attribuire con certezza, e sul quale, sempre Il Giornale ha giocato molto, è già stato verbalizzato da Ciancimino come un collage fatto da lui, contenente una parte scritta di suo pugno e una parte dal padre.

Ma il gioco di prestigio del Giornale è un altro: i due in realtà, Mori e Ciancimino sono indagati per lo stesso reato “concorso esterno in associazione mafiosa“, ma tagliando e cucendo il “titolo” del reato, si cerca di attribuire a Ciancimino responsabilità maggiori che a Mori.

La domanda è: PERCHE’?

Questa storia di intrecci, sangue e trattative si fa sempre più complicata.

L’incrocio fra Ciancimino, Mori, Spatuzza, Narracci, si fa sempre più intricato.

Ma tutte le strade portano a Via D’Amelio e ad una verità pericolosa.

Jack segue il filo rosso.

Jack

 

Informazione

Stamattina ho pubblicato un articolo di un tal Granzotto tratto da il “Giornale”, riguardante le dichiarazioni rese da Massimo Ciancimino a Palermo, il classico esempio di come nascondere le informazioni importanti, non arrivare al nocciolo della questione, trattare cose note come se fossero chissà quali rivelazioni sconvolgenti.

E’ la solita tecnica, così si può cominciare ad urlare alla giustizia ad orologeria, a minaccire di querelarlo, come se questo bastasse per renderlo non attendibile, ma la realtà è che stavolta ha portato le “carte” e non solo le sue parole.

Tutto falso?, tutto vero?, non so, qualcuno, anche se Ghedini pensa il contrario e il Ministro Alfano non si è mai accorto di niente, avrà gli strumenti per valutare l’enorme mole di materiale messa a disposizione da Ciancimino.

Per leggere l’editoriale del “Giornale”, ma anche di D’avanzo su Repubblica, bisogna essere esperti di Mafia e di Storia Contemporanea, nessuno tra i lettori medi dei quotidiani lo è, e quindi quasi tutti passeranno oltre senza aver capito un bel niente.

L’unica cosa che posso fare, è cercare di fare un pò di chiarezza, ma senza dilungarmi, perchè come cittadini quello che deve interessarci è avere la risposta alla domanda: ma Silvio Berlusconi è stato o è ancora ricattabile dalla Mafia?, Perchè al fatto che sia un mafioso o il mandante delle stragi che hanno insanguinato l’Italia del 1993 non ci crede nessuno.

Credo che avrebbe fatto meglio a rispondere alle domande dei pm di Palermo nel 2002 e non avvelersi della facoltà di non rispondere sull’origine dei suoi capitali, credo che non avrebbe dovuto definire Vittorio Mangano (boss di Porta Nuova) un eroe e assumerlo come stalliere ad Arcore, credo che non avrebbe dovuto fidarsi tanto di Marcello Dell’Utri.

Seguo il filo rosso 

Jack

L’OLTRAGGIO IMPUNITO di Paolo Granzotto tratto da Il Giornale del 09/02/2010

A essere scandalose non sono le parole di Massimo Ciancimino, lo scandalo risiede nel fatto che quelle parole gliele si facciano pronunciare nel corso di un procedimento giudiziario che nulla ha a che vedere con Berlusconi, Dell’Utri o Forza Italia. Scandaloso è che non si sia fatto tacere il «dichiarante», incriminandolo per oltraggio alla giustizia e all’intelligenza dei componenti la Corte. Nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone si stanno giudicando il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento a Cosa Nostra per la mancata cattura, nell’ottobre del ’95, del boss mafioso Bernardo Provenzano. Cosa c’entra, dunque, la fondazione di Forza Italia? E come fa una Corte a non respingere per evidente assurdità, per palese farneticazione la «rivelazione» che Forza Italia fu il frutto della trattativa tra lo Stato e la mafia? Lo Stato rappresentato da chi, dal primo ministro Ciampi? Dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro?
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