Monthly Archive for settembre, 2014

Farfalla

Non mi ricordo se ne ho mai parlato qui del protocollo Farfalla, della trattativa insanguinata di sicuro si, oggi esce un articolo molto interessante sul fatto quotidiano, non molti saranno in grado di capirlo, di capirne la reale portata, ma io lo ritaglio e lo metto qui, perchè mi serve a cercare la risposta ad una domanda che mi faccio da molto tempo: chi é Giovanni Tinebra?……responsabile dell’inchiesta sulla strage di Capaci prima e Via D’Amelio poi, è colui che gestisce il falso pentito Scarantino, fatto ciò se ne va a capo del Dap (dipartimento penitenziario) e si occupa di detenuti al 41 bis, figura oscura, mai tirata in ballo in questi anni, ma sempre presente nell’ombra, un faro su di lui aprirebbe molti scenari, qualora mai si decidesse a raccontare la verità. L’articolo è del Fatto Quotidiano a firma Pipitone, grandissimo giornalista di cronaca siciliano.

C’è il verbale dell’ex capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino, e quello super riservato del pentito Sergio Flamia, le intercettazioni in carcere di Totò Riina eAlberto Lorusso e la deposizione in aula dell’ex dirigente Dap Sebastiano Ardita. Tutti elementi raccolti nell’ambito dell’indagine sulla Trattativa Stato – mafia, e che adesso vanno a comporre un nuovo fascicolo: la procura di Palermo ha infatti un’inchiesta sul cosiddetto Protocollo Farfalla, l’accordo segreto stipulato tra i servizi segreti e l’amministrazione penitenziaria per gestire il flusso d’informazioni proveniente dai penitenziari di massima sicurezza.

Nel 2004, quando a capo del Sisde c’era Mario Mori e ai vertici del Dap sedeva Gianni Tinebra, gli 007 avrebbero siglato un vero e proprio patto scritto coi vertici del Dap, per avere accesso esclusivo ai detenuti in regime di 41 bis. Rapporti borderline tra le barbe finte dell’intelligence e le carceri italiane, che sarebbero continuati anche dopo il 2007, quando, come documentato anche dalla Commissione Parlamentare Antimafia, vengono emanate nuove norme per meglio regolamentare quanto previsto dal Protocollo Farfalla. Il primo a farne cenno in un’aula di tribunale era stato il pmSebastiano Ardita, deponendo come teste al processo di primo grado per la mancata cattura diBernardo Provenzano. Ora sull’argomento è tornato anche Giovanni Tamburino, a capo del Dap fino al maggio scorso. Sentito dai pm Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo e Vittorio Teresi, Tamburino ha raccontato di “non potere escludere” l’esistenza del protocollo, aggiungendo anche di aver ricevuto da parte dei servizi segreti la richiesta d’informazioni dettagliate su “due o tre detenuti”. Uno di questi è Rosario Pio Cattafi , il boss di Barcellona Pozza di Gotto, che qualcuno chiamava “Sariddu dei Servizi Segreti”, e autore di alcune dichiarazioni davanti ai pm inerenti all’inchiesta sul patto segreto tra mafia e istituzioni.

Agli atti dell’inchiesta ci sono però anche i verbali di Sergio Flamia, il pentito di Bagheria, autore a fine 2013 di alcune dichiarazioni che alleggeriscono la credibilità di Luigi Ilardo, il boss che nel 1995 voleva portare i carabinieri nel casale di Mezzojuso dove si nascondeva Provenzano, poi assassinato poco prima di diventare formalmente un collaboratore di giustizia. Flamia, prima di mettere a verbale le dichiarazioni che screditano Ilardo, era stato intercettato mentre ripercorreva le fasi di una sua presunta collaborazione con i Servizi. È per questo che i pm sospettano un’infiltrazione dell’intelligence per manipolare le dichiarazioni di Flamia: il pentito bagherese, in alcuni verbali top secret, ha raccontato di aver ricevuto in carcere visite di alcuni agenti dei servizi anche dopo l’inizio della sua collaborazione coi magistrati. Continue reading ‘Farfalla’

Oggi

Lo chiamano il “blocco del foglio bianco”, lo chiamano “il silenzio delle parole”, forse non c’è niente da ricordare in questo momento, niente da conservare, solo parole “vecchie” e “vecchie” canzoni.