Monthly Archive for marzo, 2012

Giorni contrastati

Sono giorni pieni di emozione e difficoltà, ma anche di gioia e di speranza.

Non ho tempo per dilungarmi sulla questione riguardante l’articolo 18, ma volevo e dovevo spendere una parola, magari una sola.

Le prendo in prestito dal Segretario del Partito Democratico, esprimono il mio pensiero, e la voglia di sollevare il tema: “Se devo concludere la vita dando l’ok alla monetizzazione del lavoro, io non la concludo cosi’. Non so come faremo, ma io non la concludo cosi’. Non lo faccio, per me e’ una roba inconcepibile” .

Jack

… finalmente !

Ciao Maria …..eccoti finalmente, questi nove mesi sono sembrati molti di più.

Ma non importa, alla fine sei quì e hai riportarto il genere femminile in vantaggio ;o)

un caloroso ben arrivata da Zio Marco

… in alto la bandiera sul pennone!

Scegliere…………….

La sentenza della Corte di Cassazione sul processo al Senatore Marcello Dell’Utri, soprattutto la requisitoria del Pg Iacoviello e le parole di Luciano Violante del Partito Democratico, la revisione del processo per la strage di Via D’Amelio, lasciano in me un profondo sgomento.

La sponda fra certa magistratura, il Pdl e parte del Partito Democratico nel cercare di affossare il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” è soprattutto in questo momento storico una cosa aberrante, una cosa che mi fa pensare che la “trattativa” non sia ancora finita.

Questo “reato” andrebbe forse codificato meglio, ma nel senso dell’inasprimento: qualunque persona che pur non essendo “punciuta”, favorisce la mafia e da questa riceve favori, non commette più il reato di concorso esterno ma di associazione mafiosa tout court, con pene molto più severe.

La configurazione di questo reato servì a Falcone e Borsellino per andare a scalfire la zona grigia di interessi illeciti fra i mafiosi “punciuti” e quella classe di politici e imprenditori siciliani che con la mafia facevano affari e ricevevano favori, che ne riciclavano il denaro sporco e ne favorivano investimenti soprattutto nel Nord Italia (come il gruppo Ferruzzi e la Fininvest).

Io non difendo il 416 bis (appunto il “concorso esterno”) per onorare la memoria di questi due giudici, lo difendo perché, in questo parlamento corrotto e connivente, è l’unico strumento rimasto in mano alla magistratura per difenderci dai servitori dello Stato infedeli.

Non mi importa che il pg Iacoviello non ci creda, ci credo io, ci crede questa barca, ci crede con tutte le sue forze Openjack.

Faccio una scelta, rischiosa, ma senza rimpianti, scelgo di stare dalla parte di Antonio Ingroia e Gian Carlo Caselli, scelgo di stare dalla parte di Agnese Borsellino e Salvatore Borsellino, scelgo di stare dalla parte di chi ha il coraggio di esporsi con le proprie idee. Continue reading ‘Scegliere…………….’

Siamo seri

Io non mollo la presa e studio, leggo di continuo, rifletto.

Vedo la faccia di Pietro Grasso che annuncia in conferenza stampa una “rivoluzione copernicana” sulla strage di via D’Amelio, e mi viene da ridere: questa è l’antimafia per i polli e per il “popolo”; è l’antimafia delle banalità e delle mancate risposte.

Non mi serviva la conferenza stampa per sapere che Borsellino era un ostacolo alla “trattativa”, non mi serviva questa conferenza stampa per sapere che Scarantino è stato un pentito manovrato e un depistatore per conto terzi. Bastava, nel lontano 1994, leggere quello che pensavano delle sue contraddizioni i pm Luca Tescaroli e Ilda Boccassini, applicati a Caltanisetta nella task force che indagava sulle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Il saldo attuale dell’antimafia è di otto scarcerazioni per condanne ingiustamente inflitte nei vari processi su via D’Amelio, e di quattro nuovi ordini di custodia cautelare, tre per personaggi di spicco, ma neanche tanto, già in carcere e uno per Calogero Pulci, per calunnia aggravata e falsa testimonianza, in quanto reo di aver avvolarato le false dichiarazioni di Scarantino.

Non vedo cosa ci sia da gioire, non vedo quale sia la “rivoluzione”, come dice Attilio Bolzoni di Repubblica; si ha l’impressione che a Caltanisetta siano sprofondati in una nuova palude, sempre più profonda e maleodorante. Continue reading ‘Siamo seri’

La frustrazione del posto fisso

La mia interpretazione sulla monotonia del posto fisso di Monti, dopo un primo sentimento di offesa, ha incominciato a farsi largo e vorrei buttare giù poche righe sulla mia breve esperienza lavorativa.

Spesso chi entra nella PA con tutte le buone intenzioni di contribuire al bene comune al 110% della sue capacità, nel tempo viene annichilito da un sistema burocratico che tratta il dipendente pubblico come una peso e non come una risorsa, portandolo ad aspettare l’orario di uscita davanti ai tornelli pronto a scappare con il suo badge in mano ….credetemi una immagine triste.

Mi sono ripromesso che semmai fossi entrato nella PA, mai e poi mai , mi sarei piegato alla logica del “posto fisso” ….cioè portare a casa lo stipendio.

Oggi mi trovo dall’altra parte Continue reading ‘La frustrazione del posto fisso’