Monthly Archive for gennaio, 2012

Ricordare

Avrei dovuto scrivere qualche giorno fa, per ricordare, per ricordarti, se su questa barca non ricordiamo le persone che abbiamo amato di più e che sono andate, perdiamo quell’esercizio di memoria che è fondamentale per continuare a restare insieme, a volerci bene, a cercarci.

Mi scontro sempre con le barriere della mente, con quello che penso e sento, quando credo che nessuno mi capisca, o che il mio dolore sia il più incredibile e inconcepibile, mi volto e vi guardo, il messaggio per tutti voi è che anche nei momenti difficili sappiate che non siete soli, che quando la scelta è difficile, basta scegliere una strada senza rimpianti.

Ho insegnato a mia figlia che “quando hai paura del buio…………….accendi la luce”, lei non ne capisce il significato recondito, ma tutti voi si.

Se un giorno mi andrà vi racconterò di quanto è vergognoso il rinvio a giudizio di De Magistris e Genchi per abuso di ufficio nell’inchiesta “Why Not“, di come se ti avvicini al potere occulto che piega le gambe di questo paese, questo potere sia in grado di spezzarti in due, di come sia vergognosa la proposta di una nota di demerito nel curriculum di Antonio Ingroia per essersi definito ad un convegno del Pdci “partigiano della Costituzione”.

Come altro dovrebbe definirsi un magistrato?

Due note di colore per farvi sapere che leggo e penso ancora, che se pensate che io creda che il “bastardo che sta sempre al sole”, quello che si sta vendendo mezza Antigua, con la sua “cultura” e la sua “banda”, sia finito, e con lui lo scopo di questa nave, siete lontani dalla realtà, questa è sempre e sarà sempre la nave di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la nave di Emergency, la nave della Pace e della Carità, la nave dei piccoli, la neve con le bandiere rosse a sventolare forte sull’orizzonte.

Per questo nuovo inizio, dopo tanto vuoto e tanto silenzio, faccio di nuovo i nomi dei capitani, di quelli che nonostante le differenze vibrano al di sopra e all’unisono, e nel profondo vibrare del loro cuore sanno riconoscersi anche al buio, anche quando l’oscurità rende invisibile la linea dell’orizzonte, sanno trovarsi e ritrovarsi: Marco, Serena, Cecilia, Laura e Andrea, sanno che allungando una mano possono sempre farsi una carezza.

La J^2 vi da di nuovo il benvenuto a bordo.

Jack

Oscar Luigi Scalfaro

Il 25 Maggio 1992 è una data che questo paese dovrà ricordare sempre. E’ il giorno dell’elezione a Presidente della Repubblica di Oscar Luigi Scalfaro, democristiano, membro dell’assemblea costituente del 1946.

Siamo a due giorni dalla strage di Capaci nella quale perse la vita Giovanni Falcone, il parlamento è scosso da furiose polemiche, quello che sembrava ormai il favorito nella corsa al Quirinale, il “colluso” (come da sentenza “organico a Cosa Nostra almeno fino al 1980″) senatore Giulio Andreotti, si ritira dalla corsa.

Cosa Nostra raccoglie due “piccioni con una fava”: elimina il giudice del “maxiprocesso”, e stoppa la corsa alla carica di Presidente della Repubblica del suo ormai ex-alleato, il messaggio arriva forte e chiaro, e dal cilindro di quel parlamento esce il nome di Oscar Luigi Scalfaro.

E’ lui a difendere lo Stato dai primi attacchi eversivi mossi da Berlusconi nel 1994, per esempio il decreto “salvaladri”, e’  lui a difendere e a spiegare agli italiani l’importanza della Costituzione e delle sue leggi, memorabile il discorso del “Non ci sto!

E’ lui che negli ultimi anni della sua vita in qualunque apparizione pubblica parlava di storture, di politici corrotti, di lotta alla Mafia, di leggi vergognose, di politici impresentabili.

I suoi detrattori, soprattutto i “berluscones” più beceri, ricorderanno di sicuro il processo per i fondi neri del Sisde, nel quale la sua posizione verrà archiviata perché il “fatto non sussiste”, anzi verranno giudicate del tutto inaffidabili le persone che tenteranno di tirarlo in ballo in quella brutta storia mai del tutto chiarita.

Se ne va un Padre della Patria e un galantuomo, le bandiere a mezz’asta di Openjack sono per lui.

Jack

 

Tornare?

Qualcuno mi aspettava in questo spazio bianco, dove si ammainano le vele e si spezza il respiro.

In quest’anno nuovo ci saranno tante cose da raccontare, non so se ci sarò, ci sarò con le emozioni quando mi prenderanno alla gola, lasciandomi senza fiato.

Non ci sarà politica, non ci sarà costume, o parole da politicanti distorti.

Ci sarò quando ne ho voglia, con la bandana rossa e le monete lungo le trecce.

Il 2011 è stato l’anno di Zoe e della sua nuova stella.

Il 2011 è stato l’anno di Marco e di un dolore da condividere e proteggere.

Il 2011 é stato l’anno della foto strappata, con rabbia e rimpianti.

Non conosco la rotta di questa nave, non so più leggere, non ho più voglia di misurarmi con l’”equità”, con quelli che mentono, con quelli che non rispondono, che non sperano, che non pregano, con quelli che non hanno niente da chiedere, con quelli che si annoiano sempre.

Vi direi “salite a bordo”, ma lo sapete meglio di me, non sono in grado di garantire niente, solo questo spazio bianco.

Jack