Monthly Archive for marzo, 2011

Scuola pubblica

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950 – pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950.
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Continue reading ‘Scuola pubblica’

radical chic

La verità è che sono un “radical chic” come dice la Gelmini, e quindi mi sta diventando sempre più insopportabile ascoltare la gente che parla, e mi emoziona una canzone “popolare” come quella di Vecchioni a Sanremo, ne ha scritte di più belle, di più emozionanti, penso a “figlia” o a “sogna ragazzo sogna” o “Vincent”.

La verità è che non riesco più ad essere il “cronista” di questo 2011, dove la cronaca si confonde con la fantasia, con la cirnconvenzione degli incapaci, tutte le truppe sono schierate al fianco del Monarca per combattere l’ultima battaglia, quella che si gioca su un percorso di devastazione civile.

Titoli come “Berlusconi scende di nuovo in campo contro i pm di Milano”, nascondono una deriva perversa fuori controllo, così come vuol fare Butti per la Rai o Alfano per la Giustizia, vogliono la testa di Santoro, non per quello che dice, ma perchè la gente si fida, vogliono il suo share, creato con anni di denunce bipartisan e considerato da almeno 6 milioni di persone credibile, vogliono la testa di Saviano, non per Gomorra, ma perchè la gente lo segue e lo rispetta e lo ascolta, e nessuno deve essere ascoltato, specialmente se usa parole chiare e comprensibili.

Vale anche per i professori della scuola pubblica, piace al monarca la chiesa, quella dei Bagnasco, quella del compromesso morale, quella di cui non si fida più nessuno, piace al monarca Daniela Santanchè, una che non ha nessuna faccia da perdere e quindi è disposta a tutto per salvare se stessa e il suo potere occulto.

Piace al monarca questo gioco della contrapposizione continua, dello scontro continuo, perchè non sa ragionare, perchè ci stanno “inculcando” il modello dell’eseguire in silenzio, dell’obbedienza cieca e sorda, è ormai preda di se stesso e del circolo vizioso che ha creato, non può più tirarsi indietro, è concettualmente il Gheddafi del mondo occidentale.

Oggi viene fuori una piccola parte della P4, il multiplo della loggia massonica P2 del venerabile Licio Gelli, il cui piano per una “riforma epocale” della giustizia era un gioco da ragazzi rispetto a quello messo appunto da Alfano, perchè la riforma della Rai era una sciocchezza rispetto a quella pensata da Butti.

Se aveste letto “il caso Genchi, un uomo in balia dello Stato”, sapreste che non c’è niente di nuovo, che Bisignani è Bisignani dal 1992, che destra e sinistra, che Berlusconi e D’alema, si danno di gomito da almeno 15 anni……………………………..che non ci resta che emigrare.

Io non sto in silenzio

E’ sempre lucido Maurizio Gasparri, dice un sacco di cazzate e spera che passino così, nel silenzio dei più: “La Procura di Milano ha ignorato il pronunciamento della Camera che ritiene di competenza del Tribunale dei ministri gli eventuali reati che si addebitano a Berlusconi”.

E così il Pdl ha seguito l’unica strada possibile per insabbiare il “processo Ruby”, sollevare un conflitto fra poteri dello Stato: lo scopo non è far giudicare Berlusconi dal Tribunale dei Ministri, lo scopo è arrivare in Parlamento per l’autorizzazione a procedere, che verrebbe inevitabilmente negata da questa maggioranza e di fatto farebbe sparire il processo a Mr. B.

Magari qualcuno può erroneamente pensare che il pronunciamento della “Camera dei nominati” sia giuridicamente più importante del pronunciamneto del Gip di Milano, che si sarebbe dovuto piegare alle istanze del Parlamento, ma la nostra Costituzione non prevede questo.

Magari c’è qualcuno che non è proprio disposto a bersi che Ruby “era la nipote di Mubarak” come hanno fatto i nostri sedicenti parlamentari.

Staremo a vedere.