Monthly Archive for luglio, 2010

Hasta siempre

Oggi Jack salpa per un breve periodo di riposo in qualche baia sperduta nei Caraibi, Openjack resta in mare, per chiunque voglia salire o scendere o scrivere qualcosa, la penna è sempre lì.

Un abbraccio forte a tutti, tornerò, sapete che lo farò.

Un abbraccio particolare a Jworld, la mia distanza è solo fisica, non mentale.

Jack

Buone Vacanze

Dietro questa frase tratta da un articolo pubblicato oggi sul Giornale di Famiglia da Alessandro Sallusti, si celano molte cose, la pubblico (l’intero articolo proprio non ci riesco) solo perchè un giorno quando riguarderò i vecchi post pubblicati mi farà ridere e poi perchè sono un pò masochista.

…………..È evidente anche a un bambino che dietro queste vicende ci sono accordi e segreti indicibili. Sì, nella compagnia della P3 ci saranno stati anche mascalzoni e pasticcioni. Ma attenti a non cadere nel tranello, perché la vera associazione segreta, antidemocratica e golpista è quella che si muove sull’asse magistrati-sinistra e che vuole salire al potere senza passare dalle urne. Dio ce ne scampi, meglio Verdini.
Jack

25 luglio, voi dove eravate?

Ancora un articolo, stavolta un pò meno pesante, l’autore Maurizio Viroli è docente di Teoria Politica alla Princeton University, la scoperta del suo modo semplice, lineare, ed efficace di descrivere la realtà che ci circonda è tutto di Cilia e visto che tiene un blog sul Fatto Quotidiano, uno dei miei giornali preferiti se non si fosse capito, vi propongo questo articolo: Continue reading ’25 luglio, voi dove eravate?’

Sindrome dell’accerchiamento

Spesso pubblico articoli presi dai giornali, con pochi commenti, è forse la prima volta che pubblico un’intervista, lunga, difficile.

In questi giorni di mare calmo, ho letto molto, sono andato a cercare più a fondo altre verità sull’anno 1992 e in particolare sulle stragi di Capaci e Via d’Amelio.

Ne sono uscito fuori con un grandissimo senso di frustrazione e con la sindrome dell’accerchiamento, il “compromesso morale” non è altro che una rete da pesca con maglie strettissime, fatta da massoni, imprenditori, uomini politici, uomini dello Stato, che in quegli anni e in quelli a seguire hanno cercato, riuscendovi, di orientare l’opinione pubblica.

Come? Con lo stesso metodo degli “anni di piombo” e delle “stragi di Stato”, provocando la paura nell’opinione pubblica.

Roberto Scarpinato, nuovo Procuratore Generale della Repubblica di Caltanissetta, quella che per competenza si occupò delle Stragi di Capaci e Via d’Amelio, rilascia questa intervista al Fatto Quotidiano il 24 luglio 2010 a cura di Marco Travaglio, stavolta vi invito a leggerla, perchè ci fa capire quanto vicina ma lontana possa essere la VERITA’, quanti ancora sanno ma non dicono, due su tutti: Nicola Mancino (vicepresidente del Csm) all’epoca Ministro degli Interni e Luciano Violante (Pd) all’epoca Presidente della commissione Antimafia. Continue reading ‘Sindrome dell’accerchiamento’

Ed ecco il Capitano Jack

Ieri per questo blog è stata la giornata della memoria: Openjack per la prima volta ha appeso un drappo bianco al suo pennone con la scritta: FUORI LA VERITA’.

Jack ha scritto un blando commento e lanciato un filmato, perchè ferito, non aveva la forza di alzare la penna.

E’ mancata la sua commemorazione personale, ma i capitani non devono mai tirarsi indietro e, per quanto difficile possa essere per loro, guardare avanti.

Nel 1992 avevo 18 anni, non avevo voglia di informarmi e di scrivere, o meglio di scrivere si, ma erano per lo più poesie “noir“, il mondo la fuori non meritava la mia presenza, il mio impegno, le mie energie. Continue reading ‘Ed ecco il Capitano Jack’

Borsellino e la battaglia culturale

Sempre il 19 Luglio sul Fatto Quotidiano c’è un altro articolo molto interessante, è di Antonella Mascali e serve a fare memoria:

Manca come l’aria un uomo, un magistrato rigoroso come Paolo Borsellino. Lo avevo incontrato neppure un mese prima della strage. E anche se il senso della morte lo inseguiva, anche se era disperato per aver perso il “fratello” Giovanni, come sempre di fronte a una ragazza, o a un ragazzo, che voleva capire, Borsellino c’era sempre. I giornalisti alle prese con i primi articoli, li riceveva con più riguardi delle grandi firme. Continue reading ‘Borsellino e la battaglia culturale’