Monthly Archive for maggio, 2010

“Come è profondo il mare” – dedicato a Jack

Dedico il testo di questa canzone a mio marito Jack, per ringraziarlo dello splendido regalo di compleanno, e per incitare lui, e tutti quelli che come lui hanno la tentazione di ammainare le vele, a resistere, per noi altri che ci emozioniamo ancora sentendo una canzone cantata da due “vecchi e signori” ..e per  la bellezza del mare.

Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di faggiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

E’ inutile
Non c’è più lavoro
Non c’è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L’uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com’è profondo il mare

Poi da solo l’urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo,in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Intanto un mistico
Forse un’aviatore
Inventò la commozione
E rimise d’accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare

E’ chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E’ muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com’è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

Come è Profondo il Mare – Lucio Dalla 1977

Sere.

Taglia

E’ arrivato il momento di guardare la luna e nascondere il dito, in questo maledetto porto, hanno appeso la foto di Jack, hanno paura di quello che scrivono gli ammiragli di tutte le barche che navigano in questo splendido mare.

Jack non ha mai avuto paura, ha sempre mostrato il suo volto di pirata, l’ha fatto con chiarezza, citando le fonti, raccontando la verità, non sarà più possibile, la verità non basterà più.

In un mare in cui non basta la verità, è difficile sopravvivere, in un mare pieno di scogli, molti dei quali invisibili fino all’ultimo secondo, è forse impossibile per Openjack non incagliarsi, e nonostante la bravura del suo equipaggio, sarà sempre più difficile fare la manovra giusta, quella che può salvarla.

Sale la rabbia e la voglia di ammainare tutte le bandiere, per lasciarne solo una, quella con il teschio su sfondo nero, quella che sempre e da sempre semina morte nel mare, dove non si fanno prigionieri, dove si vive e si muore senza ragione.

Siccome non ho mai ucciso nessuno e rubato niente a nessuno, non ho mai avuto prigionieri, ma solo compagni di viaggio, ho sempre lottato contro la pena di morte, contro il silenzio, e ho sempre cercato di accogliere quante più persone possibili, Jack scende dalla nostra barca e si rifugia a terra, comincia la sua vita da clandestino del mare.

Openjack non finisce oggi, perchè è una barca piena di ideali e di sogni, e questi non possono essere imbavagliati, un giorno scrutando l’orizzonte se vedrete di nuovo alzarsi una bandiera rossa, saprete che Jack è tornato a bordo.

Hasta la victoria siempre

Jack

C’è sempre posto

Openjack è attraccata ieri in un porto nei mari del Sud, c’è gente che scende e gente che sale, salgono persone con toghe bianche e strani copricapo che poggiano a terra stuoini e si inginocchiano a pregare, io li rispetto, li ammiro, perchè vedo che noi Cristiani facciamo fatica a trovare il tempo per giungere le mani e raccoglierci in silenzio.

C’è qualcuno che ritiene che da questa barca dovrebbero scendere, perchè sono “inferiori”, perchè potrebbero cercare di “incendiare” la nostra barca, potrebbero rubarci tutto.

C’è gente che ha paura, paura di gente che prega, paura di gente disperata che cerca solo rifugio, un passaggio, una speranza.

Openjack è aperta a tutti, ha poche regole, e un solo Comandamento, rispetta tutti e da tutti vuole rispetto, chi non vuole che i propri figli giochino con altri figli, può scendere, perchè questo è il Comandamento di Openjack.

Proteggere i nostri figli vuol dire insegnargli a non avere paura a non essere diffidenti, ad essere accoglienti, a donare un proprio gioco a chi sale a bordo.

Una vecchia showgirl, ieri mi è comparsa davanti agli occhi con una frase che mi ha incendiato, perchè è lo specchio del disastro:”l’importante è stare bene“, su Openjack stare bene non è affatto importante, l’importante è sempre essere onesti, e se per esserlo qualche volta si deve stare male, il dolore è il benvenuto, su questa barca c’è sempre qualcuno pronto a curare le tue ferite, ad ascoltare il tuo dolore.

Se è il mal di mare che soffrite, salite sul cassero con J&J, e guidate un pò questa barca piena di speranza nel futuro, vedrete che la nausea passerà, vedrete che occuparsi degli altri, se non fa stare bene, fa sicuramente stare meglio, rende completi.

Jack

Viola d’inverno

Questa canzone di Roberto Vecchioni mi fa pensare a mio padre e all’amore che finisce e muore all’improvviso, a quello che avrebbe voluto dire a mia madre, oggi Jack è assetato di malinconia, vi lascio il testo

Arriverà che fumo o che do l’acqua ai fiori,
o che ti ho appena detto:
“scendo, porto il cane fuori”,
che avrò una mezza fetta di torta in bocca,
o la saliva di un bacio appena dato,
arriverà, lo farà così in fretta
che non sarò neanche emozionato…
Arriverà che dormo o sogno,
o piscio o mentre sto guidando,
la sentirò benissimo suonare mentre sbando,
e non potrò confonderla con niente,
perché ha un suono maledettamente eterno:
e poi si sente quella volta sola
la viola d’inverno.
Bello è che non sei mai preparato,
che tanto capita sempre agli altri,
vivere in fondo è scontato
che non t’immagini mai che basti
e resta indietro sempre un discorso
e resta indietro sempre un rimorso…
E non potrò parlarti, strizzarti l’occhio,
non potrò farti segni,
tutto questo è vietato da inscrutabili disegni,
e tu ti chiederai che cosa vuole dire tutto quell’improvviso starti intorno
perché tu non potrai,
non la potrai sentire la mia viola d’inverno.
E allora penserò che niente ha avuto senso
a parte questo averti amata,
amata in così poco tempo;
e che il mondo non vale un tuo sorriso,
e nessuna canzone è più grande di un tuo giorno
e che si tenga il resto,
me compreso, la viola d’inverno.
E dopo aver diviso tutto:
la rabbia, i figli, lo schifo e il volo,
questa è davvero l’unica cosa
che devo proprio fare da solo
e dopo aver diviso tutto
neanche ti avverto che vado via,
ma non mi dire pure stavolta
che faccio di testa mia:
tienila stretta la testa mia.

Jack

Con la nuova legge neppure una riga

Riporto un articolo interessante pubblicato oggi dal Corriere della Sera a firma di Luigi Ferrarella.

Cosa c’entrano le intercettazioni con il caso Scajola? Niente: alla base della sua vicenda non ci sono microspie, ma solo assegni bancari e dichiarazioni di testimoni, atti peraltro tutti non più coperti da segreto perché depositati al Tribunale del Riesame. Eppure, se fosse già in vigore la legge proposta dal ministro Alfano sulle intercettazioni, gli italiani nulla saprebbero ancora della casa di Scajola. Continue reading ‘Con la nuova legge neppure una riga’

Sciaboletta 2

Un mio Amico mi ha detto con affetto:”dai! lascia stare Scajola”.

Ma è lui che deve lasciare stare noi!

Oggi si è dimesso da Ministro per le Attività Produttive con questa frase:”Come Ministro della Repubblica non posso accettare che il mio appartamento al Colosseo sia probabilmente stato acquistato con soldi provenienti da altre persone!”.

PROBABILMENTE!!!!!!!!!!!!! Continue reading ‘Sciaboletta 2’