Monthly Archive for febbraio, 2010

Il sol dell’Avvenire

Brutti momenti all’Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani arranca.

Da qualche giorno spara a zero su Emma Bonino candidata per il centrosinistra alla guida della regione Lazio.

Prendendo spunto dall’uscita dal Pd della Binetti ha cominciato una campagna denigratoria nei confronti della leader radicale, a colpi di “i buoni cristiani non possono votare l’abortista Bonino”.

Dall’altra parte, siccome i vescovi e la loro voce quotidiana sono delle vecchie volpi, sanno pure che non possono schierarsi apertamente con la Polverini, candidata del centrodestra + Udc, primo perchè nelle sue liste compaiono possibili collusi con la Mafia, inneggiatori del Duce e lei in prima persona, che, come dimostrano varie inchieste giornalistiche (da lei non smentite), s’è comprata 3-4 case al prezzo di una, anche dallo Ior, evadendo almeno una ventina di migliaia di euro di tasse (che equivale a rubare, e il Pontefice proprio in questi giorni sembra non apprezzare). Continue reading ‘Il sol dell’Avvenire’

I cattolici non votano

In questi giorni stiamo assistendo ad un ritorno di fiamma su un argomento che sembrava ormai superato: per chi votano i cattolici?

Chiaramente, in un paese in cui lo scarto di voti fra i due poli sembra ormai ridotto al 2-3%, il voto di qualche milione di cattolici credenti e praticanti, risulta determinante, ed ecco che tutti e due gli schieramenti li tirano per la giacchetta.

C’è un terzo schieramento che li vorrebbe tutti per se ed è l’Udc, per il quale questa percentuale, equivale a 20-30 poltrone in più da poter chiedere, anzi pretendere.

Per anni, quella croce stilizzata rossa su sfondo bianco è stata un sicuro (ma falso, come dimostra la storia) approdo. Quella croce, e il nome Democrazia Cristiana, facevano da forte richiamo e da collante (e da specchietto per le allodole) per i cattolici. Continue reading ‘I cattolici non votano’

Considerazioni

Il termine “intellettuale” è ormai oggi inflazionato.Tutti lo sono, o ritengono di esserlo. Tutti sono giornalisti, o ritengono di esserlo. Tutti sono imprenditori, o ritengono di esserlo.

Ma soprattutto tutti sono politici o ritengono di esserlo (è vero che persino Gasparri lo è, quindi perchè disperare?).

Quello che oggi è facile notare, è una totale commistione; tutti sono tutto, o pensano di poter fare, dire, scrivere, tutto.

La conseguenza, per noi “pubblico”, è restare nella più completa ignoranza, perchè schiavi di chi parla senza conoscere l’argomento, o il mestiere; basti vedere quello che combina Barbara d’Urso su Canale 5 il pomeriggio. Continue reading ‘Considerazioni’

Paola Binetti

Domenica 14 Febbraio, l’onorevole Paola Binetti, dopo molte sofferenze (credo accompagnate dall’uso del cilicio) ha lasciato il Partito Democratico.

L’ approdo è l’Udc di Pierferdinando Casini dove si incarnano, secondo lei, i valori cristiani, che si sono persi nel Pd.

Non contenta, si augura la fusione fra l’Udc e l’Api di Rutelli, per creare una nuova Dc, un partito in grado di raccogliere tra “il 15 e il 20% dei consensi” (per ora l’Api è dato allo 0,4% e Pierfurby al 7%, ma i miracoli possono sempre accadere).

La decisione era già presa, ma l’onorevole Binetti ha aspettato questa data perchè “ricorrono gli 80 anni della fondazione della sezione femminile dell’Opus Dei di cui mi onoro di far parte”. Ma i miei complimenti! Continue reading ‘Paola Binetti’

Intercettazioni

Ancora un post che prima o poi vedrà la luce. Mi serve per precisare un’ informazione che sta passando nel silenzio più totale dell’opposizione parlamentare e amplificata dalla maggioranza, e soprattutto oggetto dell’ultimo editoriale dell’ormai ridicolo Minzolini.

Vorrei che fosse chiaro che sono favorevole a che le intercettazioni telefoniche non siano pubblicabili almeno fino alla fine dell’udienza preliminare, perchè è in quel momento che il Gip può chiedere per l’imputato l’archiviazione o il rinvio a giudizio.

Se il giudice decide per l’archiviazione, può significare che le intercettazioni e le altre prove raccolte dal pm non siano penalmente rilevanti o sufficienti, in caso contrario  lo sono e da quel momento credo possa essere legittimo per tutti noi venire informati.

Non penso ad un bavaglio per l’informazione, penso ad un rispetto maggiore per le singole persone e per i loro comportamenti privati.

E’ però altamente pretestuoso partire da ciò che pubblicano i giornali per impedire di fatto le intercettazioni, come prevede l’apposito disegno di legge fermo in Senato, per i reati che prevedono pene inferiori ai 10 anni di reclusione (per esempio, guarda caso, la corruzione). Continue reading ‘Intercettazioni’

La storia che ritorna

Era il 1992, a Palermo, morivano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quando erano ormai vicini a scoprire il “terzo livello”, cioè quello strato che riguarda le collusioni e connessioni fra Stato e Mafia, fra politica e mafia.

Era il 1992, a Milano, viene arrestato per una tangente da 7 milioni di lire, Mario Chiesa, socialista, direttore del Pio Albergo Trivulzio, parte così l’inchiesta Mani Pulite, che cercherà di scoperchiare un sistema di tangenti da 10.000 miliardi di lire l’anno.

Siamo nel 2010, a Palermo, i magistrati portano avanti un’inchiesta, avvalendosi della collaborazione del testimone Massimo Ciancimino, che potrebbe aprire degli squarci di verità sulla storia d’Italia degli ultimi 20 anni, storia di una trattativa fra Stato e mafia e di un misterioso “papello”.

Siamo nel 2010, a Milano, viene arrestato per una tangente da 5 mila euro, Milko Pennisi, presidente della Commissione Urbanistica del Comune, non so che cosa succederà, quello che so è che se nel 1992 il giro di tangenti era di 10.000 miliardi di lire, oggi la Corte dei conti calcola, che la corruzione mangi al paese 60 miliardi di euro l’anno.

Seguo il filo rosso Jack