Monthly Archive for dicembre, 2009

…lacrime di fine d’anno.

…anche Cilia si appresta a lasciare un post sul blog di Jack, non avrei mai pensato di scrivere un post “serio” non è nella mia indole di pupazzetta perennemente con  la testa tra le nuvole, che i pensieri grandi li tiene sempre dentro in un angolino del cuore e della mente, legati stretti stretti ad un grosso punto interrogativo, chiedendosi di continuo se ha le risorse giuste  per saperli affrontare nella maniera corretta.

Di solito la mattina, dopo aver fatto colazione, è mia abitudine dare una letta on-line ai giornali, giusto per sapere cosa succede intorno a me, sia nel “cerchio più piccolo”, sia nel “cerchio più grande”, ieri mattina aprendo la pagina di Repubblica un titolo mi ha scosso: Quel ragazzo senza braccia sul treno dell’indifferenza,  l’ho letto una prima volta per conto mio, incuriosito dal mio continuo borbottare Jworld mi ha chiesto di leggerlo ad alta voce per capire cosa in quel momento mi turbasse.

L’esercizio di lettura  a voce alta, nella stessa modalità consueta ai tempi della scuola dell’obbligo, al tavolo della cucina ma con un “sussidiario” elettronico, ha scatenato in me emozioni forti, come quando vedi un film al cinema, le immagini scorrono e una voce narrante ti racconta i fatti passati e presenti, ed a questo punto il narratore si è messo a piangere, come le accade spesso al cinema ma questa volta le lacrime non erano spensierate ma amare, sdegnate, addolorate.

La pupazzetta si è iniziata a domandare: possibile che in un vagone che conterrà come minimo 25 persone, solo e soltanto un ragazzo ha preso le difese del passeggero disabile, mi sono chiesta se fossi stata io al posto loro come mi sarei comportata, forse avrei inizialmente protestato e poi dato  i 50 €  per far finire il “miserevole spettacolo” della piccineria dei due solerti dipendenti delle Ferrovie dello Stato ed dei due cinici agenti della Polfer, ma poi mi domando se questa soluzione non sia una risposta di comodo, ed invece ognuno di noi dovrebbe misurarsi con i pregiudizi e le norme di comportamento sbagliate che ormai sono diventate lecite.

Mi spiego meglio, in una società che ci vuole tutti belli, perfetti ed omogenei, siamo pronti a difendere il diverso, a non vergognarci di fronte ad un  muro di indifferenza, dettata peraltro, dalla paura di venire esclusi dall’insieme principale, sappiamo guardare negli occhi l’altro nel momento in cui solo ed inerme, si vede attaccato da due lavoratori fedeli solo alle norme del regolamento e da due rappresentanti dello Stato preoccupati solo di non sollevare un polverone; non ci deve muovere la commiserazione, è lo sdegno che ci deve risvegliare la coscienza, l’altruismo che ci deve far alzare in piedi e rischiare di essere giudicati dagli altri animi inerti.

Oggi mentre scrivo il post, sul sito di Repubblica i commenti lasciati dai lettori sono più di 2300, la maggior parte sono riflessioni simili alle mie……la speranza di fine d’anno è che non siamo soli!!

Adesso torno da cip&ciop, il segno di speranza che la vita ci ha regalato.

cilia

fine anno

Non so se avrò tempo di scrivere ancora per questo 2009, quindi mi accingo a farlo, non per fare un bilancio, ma per esprimere qualche sensazione.

E’ stato l’anno dei gemelli e di un’amicizia diventata sempre più forte.

E’ stato l’anno di Caterina e della sua crescita da guardare ogni giorno con Amore infinito.

E’ stato l’anno dei 7 amici, che si sono cercati costantemente, anche nei momenti complicati, anche quando era difficile farlo,solo per la gioia di stare insieme.

E’ stato l’anno di Jack e Jworld, la J^2, che ha dato vita a questo blog.

E’ stato l’anno di Cecilia che ha dato tutta se stessa, come sempre.

E’ l’anno della casa di Sabri e della casa nuova per Andrea e Serena.

E’ stato insomma un 2009 ricco di sorprese e proiettato al Futuro, openjack non ha avuto bisogno dei remi, ma ha sempre trovato il vento giusto.

Un grazie dal profondo a Serena, mia musa, sopportatrice, mio grandissimo Amore.

Per l’Italia è stato un anno straziante, per la disoccupazione crescente, i tagli crescenti, la corruzione crescente.

Un’Italia che si impoverisce sempre di più, in cui il degrado morale torna ad essere forte come negli anni 80-90; non salvo niente della politica di questo paese e della “Casta”.

Loro veramente mi fanno pensare a Moretti “parlano male, pensano male”, ma fanno vivere male noi, mentre loro bivaccano in parlamento.

Però lascio accesa una speranza per il Futuro, e quindi chiedo a Jworld di cambiare il rosso della bandiera di openjack, in un bel verde che piaccia a Cecilia.

p.s. continuerò a seguire le tracce dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino, contiene la nostra storia recente.

Buon 2010 a tutti

p.s. come mi rammenta Jworld ho dimenticato una cosa fondamentale che è strettamente legata al gruppo dei 7, i nostri Amici americani aspettano un bambino, questo rende ancora più carico di aspettative il 2010 che arriva, in bocca al lupo e scusatemi.

p.p.s. per Lalla il 2010 sarà sicuramente un anno migliore, noi saremo al suo fianco, per far si che ciò avvenga.

Jack

uso privato…………..

Oggi Jack lascia una riga………………potrebbe farlo privatamente…………ma vuole ringraziare e abbracciare gli altri due capitani della barca………….che lo sostengono e lo riempiono di affetto sempre ………sempre………………ogni tanto Jack ha paura………..ma loro sono lì per lui………da veri capitani e Amici veri…………………

Il lavoro porta Jack lontano per un pò………..tornerà…………….aspettatelo Buon Natale a tutti i naviganti……….

Jack

Prima del colpo……………….

Da qualunque parte ci vogliamo mettere o qualunque posizione moderata vogliamo assumere, è difficile difendere Silvio Berlusconi per le dichiarazioni fatte al congresso del PPE a Bruxelles.

In sostanza: il partito dei giudici comunisti cerca di mandarlo via con dei processi farsa, quando non ci riesce, la maggior parte delle volte perchè le sue leggi ad personam lo proteggono, si rivolgono alla Corte Costituzionale comunista, che boccia le sue leggi e lo rimette sulla graticola, il tutto con il Presidente della Repubblica comunista, come i suoi due predecessori, che sta a guardare.

Ma adesso lui riscreverà la Costituzione, anche da solo (!), naturalmente infischiandosene che non ha i numeri ne’ alla Camera ne’ al Senato per fare una riforma costituzionale, e ringraziamo Dio per questo.

Però ha le palle, e, con Bossi che ce l’ha duro, formano una coppia che tutto il mondo ci invidia!

Adesso veniamo alla Costituzione, quella vera, non quella berlusconizzata.

Prima un’ultima precisazione d’obbligo: il 35% dei voti (dato delle ultime elezioni europee) preso dal PDL, dimostrano che il “popolo” non è con lui, ma qualora il PDL arrivasse anche al 60% non avrebbe comunque il potere assoluto, siamo, fino a prova contraria, una Repubblica Parlamentare.

Andiamo con ordine: nelle commissioni parlmentari viene proposta una legge; il testo, approvato a maggioranza, arriva in parlamento, in una delle due camere, dove può essere discusso e emendato; una volta approvato a maggioranza (se parliamo di una legge ordinaria), lo stesso testo passa all’altro ramo del parlamento per l’approvazione definitiva.

Qualora venisse ancora modificato, ritorna alla precedente camera, fino ad una approvazione definitiva, dello stesso  testo, sia alla Camera che al Senato.

Il testo così approvato arriva sul tavolo del Presidente della Repubblica.

Se ci sono forti dubbi di costituzionalità, è sua prerogativa rimandarlo al parlamento, segnalando dove bisogna intervenire, altrimenti lo promulga.

Il parlamento che si vede rimandare indietro una legge non controfirmata dal Capo dello Stato, ha due possibilità: o la modifica in base ai rilievi del Presidente della Repubblica, o la riapprova così com’è e a quel punto il Capo dello Stato è costretto a promulgarla comunque.

Per non complicare troppo questa analisi, tralascio i decreti legge d’urgenza e la “fiducia”, di cui questo esecutivo e anche il precedente, hanno pesantemente abusato, sostanzialmente a scapito delle prerogative del parlamento.

Diciamo che con la promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento diventa legge dello Stato.

A questo punto il potere giudiziario deve applicarla nel merito.

E se la ritiene incostituzionale nonostante l’approvazione del Presidente della Repubblica?

Si apre così un contenzioso fra poteri dello Stato, e la nostra Costituzione prevede un organo di garanzia con l’esclusiva funzione di dipanare queste controversie: la Corte Costituzionale.

Questa è l’organo supremo, fra i nostri organi di garanzia, che giudica la costituzionalità o meno di una legge approvata dal parlamento.

Se la Corte Costituzionale da ragione al potere legislativo e giudica la legge rispondente ai dettami della Costituzione, il potere giudiziario dovrà applicarla, altrimenti verrà annullata (vedi Lodo Alfano).

La cosa che Berlusconi nella sua ignoranza non sa è che i giudici sono obbligati a rivolgersi alla Corte Costituzionale qualora ravvisino che una legge abbia aspetti incostituzionali.

Veniamo alle conclusioni:

1) se Berlusconi la smettesse di dover fare leggi per salvare se stesso dai suoi problemi giudiziari, avremmo risolto metà dei nostri problemi.

2) se i suoi avvocati, nonchè parlamentari, sapessero scrivere delle leggi accettabili, non avrebbero problemi costanti con la Corte Costituzionale.

3) se i suoi seguaci la smettessero di avvalorare ogni suo delirio di onnipotenza, forse si darebbe una calmata.

Per ultimo e per non dilungarmi vi dico chiaramente che i giudici della Corte Costituzionale, compresi quelli che fanno le cene con il premier, hanno dei curricula di primissimo piano, e non hanno assolutamente nessuna pregiudiziale politica.

Potete cercare su internet i curricula o, solo per questa volta, fidarvi di Jack sulla parola.

Jack

Mafia 4………la morale

Chiudo questo lungo capitolo, ancora una volta prendendo le parole del giudice Paolo Borsellino, le ho cercate tanto, ne avevo frammenti di memoria, risalgono al 1989 e sono pronunciate a Bassano del Grappa:

“Dalle nostre indagini – diceva Borsellino – sono emersi dei rapporti tra i politici e i mafiosi. Situazioni di vicinanza o comunanza di interessi che, però, non rendevano automaticamente il politico responsabile del diritto di associazione mafiosa. Non basta fare la stessa strada per essere una staffetta. Oltre ai giudizi dei giudici, ci sono i giudizi politici. Ci sono delle regole deontologiche. Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! […] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e lacertezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”.

Vi ringrazio per l’attenzione

Jack

Mafia 3…………..

Dal 1994 al 2009 escono dalle indagini solo frammenti, pochi riscontri delle famosa trattativa fra Stato e Mafia, fra politica e Mafia, non c’è niente di certo.

Vengono condannati all’ergastolo quelli che si riterranno essere gli esecutori materiali delle stragi di Capaci, Via d’Amelio, Firenze, Milano, ma i mandanti resteranno a volto coperto.

In questo quadro vanno inseriti gli arresti di Salvatore Riina prima e Bernardo Provenzano poi, e la condanna in primo grado per associazione mafiosa del sen. Dell’Utri.

Il 2008 e 2009 sono anni importanti, comincia a parlare Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito, ex sindaco di Palermo, condannato per Mafia. Massimo Ciancimino consegna ai magistrati di Palermo materiale scottante, fra cui il primo (e probabilmente non unico) papello, quello della trattativa fra i Ros Mori e De Donno, con Ciancimino padre, che fa da tramite, per conto di Riina e Provenzano.

Quello che lascia perplessi è la memoria a scoppio ritardato di chi quegli anni, e specialmente il 1992, li  ha vissuti in prima persona, parlo di Martelli (ministro della giustizia), di Violante (presidente della commissione antimafia), Mancino (ministro dell’interno). Tutti ricordano frammenti, smentiscono, tacciono, negano. Si vedrà.

Ed eccoci finalmente a Gaspare Spatuzza, le sue rivelazioni, come ho già detto in precedenza vanno riscontrate con estremo rigore.

Per quelle che riguardano i rapporti fra i fratelli Graviano, dell’Utri e Berlusconi, non ho niente da dirvi, anche qui si vedrà.

Personalmente tendo ad escludere che Silvio Berlusconi sia il mandante delle stragi del 1993; che fosse all’oscuro del gioco pericoloso che si stava facendo e dell’altissima posta in palio, mi resta più difficile crederlo.

Le dichiarazioni di Spatuzza sul premier hanno avuto una vasta eco, ma non sono secondo me la cosa più grave che emerge dalla sua confessione.

Spatuzza si attribuisce e quindi attribuisce al clan Graviano, la strage di Via d’Amelio, nel quale perse la vita Paolo Borsellino, dice di essere stato lui ad aver rubato la 126 poi imbottita di tritolo, sbugiardando le vecchie tesi e i vecchi collaboratori di giustizia come Scarantino, che si erano attribuiti tramite il clan di Santa Maria del Gesù, quella sanguinosa strage.

Il vero problema è che c’è una sentenza passata in giudicato, che stabilisce chi ha materialmente commesso la strage, quindi questa è la vera domanda che dobbiamo porci come opinione pubblica:”se Spatuzza quando parla di Via d’Amelio viene ritenuto credibile, chi ha avuto interesse a depistare le indagini su quella strage?, quali interessi corrotti e deviati ci sono dietro delle confessioni come quella di Scarantino? e soprattutto e sempre chi ha in mano l’agenda rossa di Paolo Borsellino?”.

Perchè così a occhio e croce sembra una Seconda Repubblica fondata sul sangue e sul ricatto, sul tradimento e sulla vergogna.

Quattro gambe troppo fragili per tenere in piedi uno Stato credibile.

Jack