Monthly Archive for novembre, 2009

….per fortuna che non ho figli

Il mio Amico Jworld ha lanciato uno spunto “……..meno male che non ho figli”, spunto che lui, proprio perché ne ha due che non hanno neanche un mese, fa fatica a sviluppare.

Io che ne ho una che ha quasi 11 mesi ho un po’ più di tempo e quindi provo a lanciare qualche idea.

Ho sempre adorato i bambini e ho sempre sognato un giorno di averne.

Immaginando come sarebbe stato bello vederli crescere, aiutarli a crescere, insegnargli i valori che per me sono importanti, raccontargli chi sono e permettergli di avere sempre uno sguardo libero e trasparente sul mondo.

E poi è nata Caterina, una gioia non descrivibile a parole, la sensazione di completezza, la sensazione della chiusura di un cerchio d’Amore tra me e Serena, la consapevolezza di aver creato una nuova vita, con lo stupore che l’abbiamo creata, voluta e che adesso è un essere umano indipendente da Noi pur essendo per sempre parte di Noi, di Noi come coppia, di Noi come Famiglia.

Tutto bello?…tutto facile? direi di no! sicuramente le considerazioni precedenti sono ad un livello “alto”, c’è anche un livello più “basso” o meglio la quotidianità, le ansie, le paure, la stanchezza.

L’incapacità di comprenderli fino in fondo, con i loro continui e veloci cambiamenti, di orari, di umore; l’inadeguatezza profonda che si prova quando li vedi stare male e non sai come aiutarli e il solo modo che conoscono per esprimersi è piangere….piangere e piangere ancora, crescendo imparano ad aggrapparsi forte a te e farsi coccolare, ma i primi 3-4 mesi si sentono soli al mondo e incompresi.

Tu li guardi e ti sconvolge il fatto che il tuo solo amore non basti a farli stare meglio, che la tua sola presenza, che consideri vitale per loro, non riesca a confortarli in nessun modo.

Intanto la stanchezza sale e inizia uno strano percorso di coppia, fatto di mille insidie, di mille pericoli, il principale?…….secondo me porsi su due sgabelli distanti con i bimbi nel mezzo, quindi non riuscire ad ascoltarsi più, non riuscire a ritagliarsi uno spazio come coppia e quindi per la Famiglia, riversare tutto il proprio amore sul bimbo e non lasciare più spazio a quello per la moglie/marito.

Non avere più voglia di sforzarsi per venirsi incontro, ma usare il bambino come punto di contatto.

Vi sembra non ci sia via d’uscita?…..ebbene c’è, perché ad un certo punto dal fumo denso vedi spuntare una luce, quella dell’Amore vero, quella che in tanti anni vi ha permesso di costruire una casa dalle fondamenta solide e che non crollerà nel momento di difficoltà.

E vi ricorderete che vostro figlio è l’emblema più alto del vostro Amore, che nei suoi occhi pieni di lacrime o aperti in un sorriso gioioso potete sempre riconoscere vostra moglie o vostro marito.

Quindi la considerazione conclusiva, almeno per me, è che l’affermazione “meno male che non ho figli” è assolutamente priva di consistenza, solo quando ce li hai, in un percorso che potrà essere più o meno tortuoso, ti rendi conto di quale gioia pura e meravigliosa sono in grado di farti provare in ogni singolo istante della tua vita, che non sarà più quella di quando eravate solo in due, non lo sarà mai più, ma che sarà comunque migliore.

p.s. per Jworld e Cilia, la bandiera del pirata Jack sventola per voi in alto sull’albero maestro della nostra barca con un messaggio “un giorno tutto questo sarà uno splendido ricordo”

p.p.s. Ho volutamente tralasciato una visione Divina della nascita di un figlio, ma sappiate che per me, dalla prima immagine del cuore di Caterina che batteva all’impazzata, il pensiero che la vita sia un Dono e un Miracolo di Dio è diventata una certezza assoluta.

jack

Il tesoro di Tanzi

In questi giorni rimbalza sulla televisione la storia intrigante del perduto tesoro di Calisto Tanzi.

Ci raccontano, di gioielli, pellicce e favolosi quadri da milioni di euro nascosti forse in Svizzera e forse no….

Una vicenda che cattura senza dubbio la nostra attenzione, evoca passate storie di puf strapieni di soldi, e stuzzica la nostra curiosità da piccoli investigatori privati.

Anche io ne sono in qualche modo “affascinata”  e ne sto seguendo gli sviluppi.

Poi però mi trovo a pensare….sarà che ancora una volta ci stanno semplicemente distraendo?

Sarà che a noi semplici cittadini quello che ci dovrebbe realmente interessare è che le persone coinvolte nel crac Parmalat, che hanno truffato milioni di cittadini in buona fede, paghino, nei luoghi e nei modi appropriati, il loro debito con la giustizia e con noi “poveracci”?

E allora, perché non si parla più del rischio che il processo Parmalat 2, se passa il “processo breve” vada  prescritto già da luglio di quest’anno?

Personalmente preferisco pensare che magari il tesoretto non si ritrovi, ma che le persone che hanno perso i loro risparmi ricevano giustizia.

Poi, se potremo tornare ad ammirare in qualche museo il mitico dipinto di Monet,  ben venga.

Ma per favore, raccontatecele tutte le storie che ci interessano.

Sere

I numeri della giustizia

Sono giorni e giorni che sento il ministro Alfano snocciolare cifre sulla giustizia e sui processi, e, visto che ho sempre pensato che i numeri non mentono mai, mi aveva quasi convinto, così come mi aveva quasi convinto Maurizio Belpietro ad Annozero, quando con i suoi numeri arrivava a dimostrare che i giudici sono dei fannulloni.

Infatti i numeri che hanno citato in più occasioni sono veritieri, assolutamente, peccato che siano una parte della verità, la sola parte che serve a dimostrare che il “processo breve” è una misura per tutti i cittadini mentre è chiaramente solo per salvare il Presidente Berlusconi dai processi Mills e Mediaset.

In realtà  cercavo un articolo, chiaro, semplice, che mettesse in evidenza tutte le cifre del sistema giustizia; un sistema soffocato, non dall’incapacità o scarsa produttività dei giudici, ma da codici ormai obsoleti e dalla mancanza di risorse economiche adeguate.

In questo articolo di Bruno Tinti pubblicato sul Fatto Quotidiano di mercoledì 25 Novembre, trovate gran parte delle informazioni che servono per farsi un’idea chiara del perchè la giustizia in Italia è così lenta, ve lo riporto integralmente:

statistiche giustizia e magistratura
Quadro 1: numero di magistrati ogni 100.000 abitanti
Quadro 2: numero delle sopravvenienze annue civili (cont.) di 1° grado per giudice:
Quadro 3: numero delle sopravvenienze annue penali (gravi) per giudice:
Quadro 4: numero dei procedimenti civili e penali di 1° grado smaltiti in un anno per Giudice:

Facciamo finta che B&C non stiano sbattendosi per evitare che B. finisca in galera (ah, mi dimenticavo, una delle leggi partorite da B&C prevede che chi ha compiuto 70 anni in galera non ci può andare); quindi facciamo finta che il loro obiettivo non sia quello di evitare che una sentenza affermi che B. è uno che corrompe i testimoni e commette frodi fiscali per miliardi di euro. E facciamo finta quindi che il “processo breve” sia stato davvero messo in cantiere per attuare la Convenzione dei Diritti dell’Uomo (!) e dare finalmente agli italiani una giustizia rapida ed efficiente. Quindi parliamone come fosse una cosa seria.
Come tutti possono capire, dire che i processi debbono durare 6 anni (2 in Tribunale, 2 in Appello e 2 in Cassazione) ha senso solo se leggi e strutture consentono il rispetto di questi termini, cioè se è concretamente possibile rispettare questi termini. E, come tutti sanno, fino ad ora, i processi italiani hanno avuto una durata media di 7 anni e mezzo (lo ha detto, tra gli altri, lo stesso Alfano nella sua relazione al Parlamento sullo stato della giustizia in Italia). Allora, delle due l’una: o con le leggi e le strutture che abbiamo il processo non può durare meno di 6 anni; oppure i giudici italiani sono pigri e incapaci. Manco a dirlo, B&C raccontano questa storia in ogni dove: giornali e tv ospitano le loro esternazioni su giudici fannulloni, tornelli, meno politicizzazione e più lavoro e via così.
Tanto per cambiare B&C mentono; perché sanno che i giudici lavorano come bestie e che la lunghezza dei processi italiani non dipende da loro. Lo sanno perché, nell’ottobre 2008, il Cepej (Commissione europea per l’efficienza della giustizia) ha pubblicato un rapporto sullo stato della giustizia in Europa. I dati erano stati forniti dai governi di 40 paesi e dunque anche da quello italiano; ed è per questo che dico che B&C mentono; perché sanno qual è la verità e però dicono il contrario.
E qual è la verità?
Cominciamo dal numero di magistrati rapportato agli abitanti. In Italia ogni giudice deve fare da balia a molti più cittadini rispetto al suo collega straniero: più indaffarato di lui è solo il giudice spagnolo e quello inglese (ma in Gran Bretagna l’azione penale non è obbligatoria ed è la polizia che decide quali processi si fanno e quali no).
Naturalmente quanti cittadini fanno ricorso a un giudice è un dato che, da solo, non dimostra nulla; potrebbe trattarsi di cittadini onestissimi e non litigiosi; e dunque il giudice potrebbe non aver niente da fare. Ma il problema è che il nostro paese ha il record de i processi civili e penali che sopraggiungono ogni anno.
Cepej avverte che i dati forniti dall’Olanda non sono attendibili perché contraddittori tra loro; quindi questa nazione non va considerata. Sicché adesso sappiamo che in Italia ogni giudice incassa, ogni anno, un numero di processi 2 volte superiore a Belgio, Francia e Spagna, 8 volte superiore a Germania e Austria, 17 volte superiore ai Paesi scandinavi.
Nel penale le cose sono drammatiche (alcuni paesi non compaiono perché Cepej non ha ricevuto dati). La classifica Cepej tiene conto solo dei processi per reati “gravi”. Però, come tutti sanno, in Italia si fanno processi penali per guida senza patente, oltraggio a pubblico ufficiale e omesso versamento delle ritenute Inps…; sicché, se si facesse un conto complessivo, il dato italiano sarebbe almeno 5 volte più alto.
Dunque ogni giudice italiano incassa ogni anno un numero di processi penali “gravi” 2 volte superiore ai colleghi francesi e inglesi, 4 volte superiore ai colleghi tedeschi, spagnoli e danesi, 12 volte superiore a quelli austriaci. E adesso la produttività: va bene, i giudici italiani sono pochi, hanno un sacco di processi; ma quanto lavorano? Perché, se sono fannulloni… Ecco qui: numero dei procedimenti civili e penali di 1° grado smaltiti ogni anno per giudice .
Con la sola eccezione dell’Olanda, che Cepej non ritiene attendibile, in Italia ogni giudice definisce, ogni anno, un numero di procedimenti civili e penali pari al doppio dei giudici francesi, spagnoli e portoghesi, e 5 volte superiore al numero di processi definiti dai giudici tedeschi.
Ecco, se questi dati godessero della stessa pubblicità delle fandonie di B&C, gli italiani sarebbero orgogliosi dei loro giudici che lavorano molto più dei loro colleghi europei e in condizioni assai più disastrate. Ma forse il problema sta proprio qui: se i giudici italiani lavorano tanto e però non ce la fanno a terminare i processi in meno di 6 anni; sarà che non è colpa loro?
Ma, se non è colpa loro, sarà il sistema giudiziario (codici e leggi varie) che è costruito male?
E, se è il sistema giudiziario che non funziona, come si fa a dire che i processi non debbono durare più di 6 anni senza cambiarlo?
E, se non cambiano il sistema giudiziario e dicono lo stesso che i processi non debbono durare più di 6 anni (se no tutti a casa), sarà che lo scopo di B&C è solo quello di tirare B fuori dai guai?
E, se questo è lo scopo, sarà che questa gente è “unfit” (inadatta, come diceva l’Economist) a governare l’Italia?
Vedete come la verità conduce lontano?

Da tutto ciò si evince che noi abbiamo, come Stato, un assoluto bisogno di una riforma della giustizia, che sia organica e votata a far si che i processi abbiano una durata ragionevole, ma non contingentabile a priori, in nessun caso e per nessun tipo di reato.

Jack

openjack

Mi sono sforzato in tutti i modi, ho cercato di far navigare openjack in mare aperto tenendo fermo il timone, ma openjack è una barca ribelle, molto giovane ed esuberante, si perde dietro alle parole, perchè fa suo il motto di Nanni Moretti:”Le Parole sono importanti, chi parla male, pensa male e vive male”.

Non so se è per questo particolare momento storico-politico, o se semplicemente prestare maggiore attenzione all’attualità di tutti i giorni, ascoltando e leggendo molto, cosa che non possono fare la maggior parte delle persone, fa sì che io mi senta frustrato e inerme di fronte alla confusione di questo “fine impero”, perchè è evidente che siamo vicini alla resa dei conti.

Un nuovo modo di parlare, di fare politica, di fare economia, di produrre energia, di convivere civilmente deve essere possibile.

Con i vecchi schemi storici, crisi morali e culturali come quella attuale, sono sfociate prima in guerre civili, poi in dittature e poi in conflitti mondiali.

Oggi gli storici sono sorpresi perchè i vecchi schemi non sono applicabili, l’era di internet e della rete, rende indecifrabile il futuro, e quindi sono incuriositi e spaventati dal sapere che cosa accadrà da qui a 20 anni all’uomo.

Perchè la rete ha reso più accessibili le informazioni, ha avvicinato i popoli e le menti, ha permesso di far conoscere da dentro la Cuba castrista (vedi il blog Yoani Sanchez), le ribellioni in Iran, le torture in Iraq, la disperazione in Niger; ma ha anche messo a disposizione di una generazione impreparata un’arma potente che senza discernimento può diventare letale.

Così possiamo facilmente trovare informazioni su come costruire bombe, su come organizzare attentati, video di giochi pericolosi da imitare.

Noi della generazione di passaggio abbiamo una grande responsabilità: tenere saldo il timone e non avere paura di insegnare ai nostri figli i valori assoluti della Verità e della Giustizia, del bene e del male, di avere il coraggio e la responsabilità delle proprie scelte, di non scendere mai a compromessi con la propria morale; di non avere paura di chi crede in un altro (altro?) Dio, ha un altro colore della pelle, parla una lingua diversa.

Dovremo con tutte le nostre forze insegnare ai nostri figli il valore Sacro dell’Accoglienza e del Rispetto.

Jack

Pentiti

“Noi scegliamo la legalità altri Spatuzza”

E ridaje!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Chi può mai aver pronunciato questa frase?Ma sempre lui, il mitico Maurizio Gasparri. Ormai ha il chiodo fisso, non sa niente, com’è giusto che sia, ma ha paura e come lui tutto il PDL, se, come annuncia il Giornale di Vittorio Feltri, è in arrivo un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa per il premier Berlusconi.

Avrà cerchiato sul suo calendario la data del 4 Dicembre, il giorno dell’interrogatorio di Spatuzza a Palermo, e da qui a quel giorno ci toccherà sopportarlo costantemente.

Vi annuncio che se sarà confermata l’indiscrezione di Feltri, dal 4 Dicembre in poi si parlerà solo di “giustizia ad orologeria”.

Questa espressione, ormai abituale per i politici del centrodestra, ha un grosso effetto mediatico, perchè fa ticchettare nella mente della gente il rumore di una bomba che sta per esplodere, e quindi impressiona.

Ma non esiste la “giustizia ad orologeria”, esiste una giustizia che lavora, specialmente su certi reati, in maniera scrupolosa, cerca costantemente riscontri, cerca conferme, intreccia dati, informazioni, rivelazioni.

Per formulare un certo tipodi accuse, e specialmente in concorso esterno in associazione mafiosa, occorre parecchio tempo e accuratezza nelle indagini, non ci si basa, come cercano di farci credere, solo sulle parole dei pentiti; non si fa in nessuna indagine sulla criminalità organizzata (troppi rischi di doppi e tripli giochi).

E adesso scadiamo nella retorica.

La legge sui pentiti, e il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, furono fortemente voluti da due martiri di Stato come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che li ritenevano fondamentali nella lotta a Cosa Nostra.

Quello che invece vedo oggi da parte del PDL è una mistificazione della realtà, perchè la Mafia silenziosa di Bernardo Provenzano si è infiltrata (anche ad altissimo livello) nelle Istituzioni e quindi i continui arresti di boss e killer (che, comunque, va sempre ricordato, non sono merito del governo, ma di giudici e forze dell’ordine), sono solo un piccolo passo di una lotta che deve salire di livello.

Se veramente questo governo volesse combattere la mafia non dovrebbe varare leggi come lo scudo fiscale, leggi come la messa all’asta dei beni confiscati alla mafia, la legge sulle intercettazioni, perchè questo, più che combattere la criminalità organizzata, mi sembra favoreggiamento.

Jack

Dichiarazioni domenicali

Non sapere quello di cui si parla è diventato ormai un vezzo irrinunciabile per certi politici, anche perchè, qualora (e quasi sempre) dicano delle sonore stupidaggini, non si trova mai nessuno pronto ad alzare il ditino e dire “ma scusi lei a parte topolino legge altro?Ha per caso mai letto quel librone che si chiama Costituzione, si, quello che comincia all’art. 1 con l’Italia  è una Repubblica fondata sul lavoro ecc. ecc. ?” e la risposta sarebbe “Ah,si! Quello che vorrebbe i cittadini tutti uguali davanti alla legge e che tutela la libertà di espressione? Roba eversiva, sovversiva, da bolscevichi!Qui è il popolo che decide, non uno striminzito liberculo”.

Domenica per esempio 2 dichiarazioni a caso.

Bondi (PDL):”Non c’è un solo paese al mondo in cui un magistrato può dire pubblicamente quello che ha detto Spataro”

E uno, colto di sorpresa, si domanda:”Chi sarà e cosa avrà mai detto questo Spataro?”. Intervistato da Lucia Annunziata (su Rai Tre), il Procuratore aggiunto di Milano ha espresso preoccupazione per l’ormai stranoto DDL sul “processo breve”, e soprattutto per quel codicillo che vorrebbe di fatto separare i pubblici ministeri dalla polizia giudiziaria, e con una “logica aziendale” (parole di Spataro) far diventare il pm l’avvocato dell’accusa, e la polizia giudiziaria l’organo che si occupa delle notizie di reato e delle indagini.

Sostanzialmente una rivoluzione del sistema giustizia, con un piccolo particolare: la polizia giudiziaria è un organo controllato dall’esecutivo, quindi dal governo, mentre il pm è espressione del potere giudiziario.

Mi spiego meglio, se dovesse effettivamente verificarsi questa situazione, vedremmo una netta prevaricazione del potere esecutivo su quello giudiziario, con il crollo di tutti i contrappesi previsti dalla nostra Costituzione, messi lì apposta per bilanciare i tre poteri indipendenti dello Stato. Le conseguenze di tutto ciò ve le lascio immaginare.

La seconda affermazione fresca di giornata, che però non ha bisogno di grossi commenti è del sempre lucido signor Gasparri, che, a proposito dell’intervista di Spataro dice:”Siamo di fronte ad un’azione eversiva contro la legalità democratica dove gli Abu Omar e gli Spatuzza (insiste!!!!!!!!!) diventano i campioni di una strategia per occupare le Istituzioni”.

Chi saranno mai questi due rivoluzionari in grado di fare tutto ciò?

 Abu Omar è l’imam di Milano che è stato sequestrato dai nostri servizi segreti (il Gen. Pollari) e dalla CIA, condotto in Egitto con la forza e lì torturato, per estorcergli chissà quali confessioni,visto che poi i sequestratori sono stati condannati, appunto per sequestro. Si tratta di  25 agenti della CIA e nessuno dei nostri Servizi Segreti. Come mai?Perchè prima il governo Prodi, e ora il Berlusconi III, hanno apposto il Segreto di Stato salvando il generale Pollari e suscitando parecchia indignazione nelle autorità statunitensi.

Spatuzza è invece il nuovo pentito di mafia, che a Palermo sta facendo importanti dichiarazioni sulla stagione stragista del 92-93 e sui legami politici tra Mafia e Stato che ne sarebbero preludio e conseguenza e che sembra tolgano il sonno a Re Silvio.

Jack