Sempre Bonanni

Non l’ho mai fatto, comincio ora per la prima volta: stesso argomento, l’aggressione al segretario della Cisl Bonanni, dopo Stefano Feltri del Fatto Quotidiano, un articolo tratto dal Giornale di oggi, non c’è l’autore, è un articolo di redazione, da prassi attribuibile a Vittorio Feltri.

Torino – Quello che ora la politica teme più di tutto è un autunno davvero caldo. Dopo la brutale aggressione al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, alla Festa del Pd di Torino è stata denunciata per lancio di oggetti pericolosi, danneggiamento aggravato e accensioni pericolose la giovane identificata ieri nel corso della contestazione. “Ci hanno proprio provato a farmi male – spiega Bonanni in un’intervista alla Stampa – se mi prendevano in faccia, con quel bengala, mi ammazzavano”. La ragazza denunciata è la figlia di un pm.
La ragazza denunciata
Secondo le immagini scattate durante il blitz di ieri pomeriggio, sarebbe stata una ragazza a lanciare il fumogeno che ha raggiunto il giubbotto di Bonanni poco prima che lasciasse il palco. Altre persone che hanno partecipato alla contestazione sono in via di identificazione. La ragazza, Rubina Affronte, 24enne fiorentina, come rileva la Stampa oggi, è figlia del pm Sergio Affronte, in servizio alla procura di Prato. Il pm non smentisce: “Per deontologia e per correttezza, la mia risposta è no comment”. La giovane, che farebbe riferimento al centro sociale Askatasuna, è già stata denunciata in passato per invasione di terreni ed edifici.
Il Pdl: “Verso un autunno caldo”
“Si comincia con i grillini che volevano impedire a Dell’Utri o a Schifani, e domani non si sa a chi altri, di esprimersi; si prosegue con Di Pietro che li giustifica e li incoraggia, spiegando che bisogna ‘zittire’ gli avversari; si arriva ai gruppuscoli che ieri potevano ferire molto gravemente Raffaele Bonanni”. Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, denuncia “la deriva pericolosa” degli ultimi giorni: “Quando si percorrono queste strade scivolose, non si sa mai come e dove si possa andare a finire”. Secondo Capezzone, “consapevolmente o no”, c’è chi sottovaluta questa deriva o pensa – peggio ancora – di poterla cavalcare: “E’ un errore drammatico. Un piccolo gruppo, ma organizzato e desideroso di puntare sulla violenza, può sempre tentare di approfittare di queste zone grigie, magari sperando in un incidente, in una reazione delle forze dell’ordine, in una situazione di caos. E’ bene che tutti siano consapevoli di questo. Non bastano le parole di denuncia dell’uno o dell’altro episodio. Occorre lavorare – conclude – per isolare i violenti, e anche tutti quelli che, con l’uno o l’altro pretesto, pensano di poterli giustificare, incoraggiare, usare”.

Se qualcuno ha voglia di cimentarsi, può cercare le differenze.

Jack

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