Spatuzza

Gaspare Spatuzza non è un santo, è un sanguinario assassino condannato per omicidio e strage, è stato il reggente del clan mafioso di Brancaccio dopo l’arresto a Milano dei fratelli Graviano.

Ha sciolto un bambino nell’acido ed è l’assassino di Don Pino Puglisi.

E’ stato arrestato nel 1997, ma ha deciso di pentirsi solamente nel 2008.

La “legge sui pentiti” prevede che dal momento in cui il “pentito” decide di iniziare a collaborare, ha 180 giorni di tempo per fare le sue dichiarazioni e poter così entrare a far parte dello speciale programma di protezione che riguarda i collaboratori di giustizia.

Spatuzza inizia a rendere le sue dichiarazioni spontanee il 26 giugno 2008, poi riprende dal 16 giugno 2009 e ancora dal 4 dicembre 2009.

Quindi, almeno per la prima serie di dichiarazioni, ben oltre i sei mesi previsti dalla legge.

Per tale motivo, ieri, la commissione centrale del Viminale, presieduta dal sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano (Pdl), ha respinto la sua richiesta di ammissione al programma di protezione, contro la richiesta e il parere favorevole delle tre Procure della Repubblica, Palermo, Firenze e Caltanissetta, che indagano sulla stagione stragista del 1992-93.

In particolare Spatuzza, accusato di 6 stragi e 40 omicidi, si dichiara colpevole delle due stragi più “depistate” della storia di questo paese, quella di Capaci e quella di Via d’Amelio.

Per la strage, in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino, si autoaccusa del furto della 126 usata per l’attentato e permette alla procura di Caltanissetta di riaprire il filone di inchiesta sui  mandanti “occulti” di quelle stragi, smentendo totalmente le dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, che hanno fortemente condizionato i processi “Borsellino 1 ” e “Borsellino 2”.

Le reazioni della “politica” sono come al solito scomposte e tendono ad alzare un fumo denso per non farci vedere l’orizzonte.

La palma dell’indecenza stavolta va all’ex piduista Fabrizio Cicchitto che dichiara:”Salutiamo positivamente, la decisione della Commissione centrale del Viminale per la definizione e l’applicazione delle misure speciali di protezione perché non si è lasciata influenzare da teoremi politici, ma ha valutato la qualità del pentito sulla base delle innumerevoli contraddizioni emerse dalle sue dichiarazioni. E’ questa una disposizione corretta che inverte un atteggiamento durato molti anni di una gestione a dir poco superficiale dei programmi di protezione”.

Tanto per comicniare questa dichiarazione è priva di senso, in quanto il parere della Commissione centrale del Viminale, è un parere esclusivamente amministrativo, e non un parere di merito, che spetta e spetterà sempre, anche se a Cicchitto piacerebbe il contrario, alla magistratura e non ai paggi del monarca.

Infatti come fa notare il pm della Direzione Distrettuale Antimafia Nino di Matteo:” l’attendibilità delle dichiarazioni di Spatuzza resta di competenza dell’autorità giudiziaria“.

Lo schema è il solito: Spatuzza non entra nel programma di protezione di conseguenza non è attendibile.

Noi vorremmo la verità e non e ancora depistaggi di Stato.

Ricordo a tutti che siamo ancora alla ricerca dell’Agenda rossa di Paolo Borsellino.

Jack

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