Emergency

Si è fatto un gran parlare in questi giorni dei tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan, spesso secondo me a sproposito, specialmente da parte delle auorità del governo italiano.

Il mio pensiero lo affido allo stesso Gino Strada, che oggi 15 Aprile 2010 su Repubblica, scrive un bellisssimo editoriale, ne riporto una piccola parte, ma secondo me molto significativa:

Noi curiamo anche i Talebani. Certo, e nel farlo teniamo fede ai principi etici della professione medica, e rispettiamo i trattati e le convenzioni internazionali in materia di assistenza ai feriti. Li curiamo, innanzitutto, per la nostra coscienza morale di esseri umani che si rifiutano di uccidere o di lasciar morire altri esseri umani.
Curiamo i talebani come abbiamo curato e curiamo i mujaheddin, i poliziotti e i soldati afgani, gli sciiti e i sunniti, i bianchi e i neri, i maschi e le femmine.
Curiamo soprattutto i civili afgani, che sono la grande maggioranza delle vittime di quella guerra.
Curiamo chi ha bisogno, e crediamo che chi ha bisogno abbia il diritto ad essere curato.
Crediamo che anche il più crudele dei terroristi abbia diritti umani, quelli che gli appartengono per il solo fatto di essere nato, e che questi diritti vadano rispettati.
Essere curati è un diritto fondamentale, sancito nei più importanti documenti della “cultura sociale”, se si vuole “politica”, dell’ultimo secolo.
E noi di Emergency lo rispettiamo. 

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