Ritorno

Passato il momento di sconforto riprendo la penna, il prossimo appuntamento elettorale è per il 2013, elezioni politiche, c’è tempo per riflettere.

La vera domanda è:”quanti danni potrà fare Berlusconi in questi tre anni di legislatura che rimangono?”.

Intanto come al solito tutti cantano vittoria, pur essendo questi risultati praticamente indecifrabili, o meglio, proviamo a decifrarli con qualche singolo dato.

Cominciamo dal Pd: sostanzialmente invariato il suo risultato rispetto alle europee del 2008 e ben lontano dal 33% del tanto bistrattato Veltroni, questo partito non ha appeal, non fa una opposizione chiara, non ha recuperato i voti degli operai del Nord, che sono andati tutti alla Lega Nord.

Diciamo che ha tenuto, ma deve recuperare slancio, potenza nelle azioni e radicamento sul territorio.

Bersani deve essere conscio che se nel 2013 vuole avere una chance di vittoria deve superare il 30% altrimenti la partita sarà di nuovo persa.

L’Idv di Di Pietro ha ottenuto un buon risultato, circa il 9%, peccato che dai flussi dei voti appare evidente come non abbia strappato un solo voto al Pdl, ma tutti o quasi al Pd, e questo non serve a molto in chiave futura, serve però a legittimarlo come compagno di viaggio autorevole.

Meglio del “fornaio”, che, come avevo previsto, ha preso un sacco di “poltrone”, ma è rimasto fermo al 5,8% delle scorse elezioni europee, Pierfurby s’è confermato un uomo da salotto e neanche di quelli “buoni”.

Vendola ha stravinto in Puglia, ma il suo SeL con lo sbarramento al 4%, sarebbe ancora fuori dal Parlamento, visto che si è fermato al 3,6%.

Però la sua forza l’ha dimostrata in questa battaglia quasi solitaria, fatta sul territorio, e nonostante lo scandalo sulla sanità pugliese esploso negli ultimi giorni di campagna elettorale.

E’ secondo me un buon candidato premier per le elezioni del 2013.

Il Pdl ha perso mestamente queste elezioni, chiudendo abbondantemente sotto la soglia del 30%, il declino di Berlusconi è avviato, bisogna temere i colpi di coda.

S’è salvato grazie al suo strapotere mediatico, grazie al quale ha imperversato, in barba a tutte le regole, nell’ultima settimana di campagna elettorale; e nel ruolo di “vittima” o “imputato”, che sono i suoi preferiti, e agli errori marchiani del Pd, soprattutto in Campania e Calabria, ha così potuto cantare vittoria.

Ma è un fuoco di paglia, il suo partito si sta sciogliendo come neve al sole.

Per esempio se prendiamo l’ultimo dato elettorale a partiti separati e cioè An e Forza Italia da una parte e Ds e Margherita dall’altro abbiamo: An 13%, Fi 30% a “destra” e Ds 18%  e Margherita 12% a “sinistra”.

Sognava il 51% per il suo Pdl, ma non ci va neanche vicino.

Ha vinto la Lega Nord, che supera il 10% e stravince nel Nord, portando a casa due governatori fondamentali, Cota (Piemonte) e Zaia (Veneto), e tenta di affacciarsi nella roccaforte rossa appenninica.

Buoni i risultati in Emilia Romagna, Umbria, Marche, Toscana.

Sarà qui, in queste zone, che il centrosinistra, dovrà erigere la sua “linea del Piave”, fatta di idee, risposte, sudore, fatica, confronto.

Prima di chiudere un solo accenno al povero Rutelli, non è mai stato nominato, è finito tristemente nella voce gli “altri”, con il suo 0,5%; prima di arrivare al 7-8% di cui si accreditava, dovrà mangiare ancora tanta cicoria.

L’ultima considerazione è per il Lazio dove “frangetta nera” ha vinto per 70.000  voti, ma ha pedalato in giro per la regione molto più della Bonino, che ha basato la sua campagna elettorale principalmente a Roma, dove infatti ha stravinto.

Ma non è bastato, esulta qualcuno nel Pd, il che fa ridere, perchè dimostra ancora una volta la stupidità di questa classe dirigente.

Esultano in Vaticano, dove qualche vescovo, già temeva di dover perdere tutte le cliniche accreditate presso la regione e qualche altro privilegio in campo scolastico, ottenuti sotto la giunta Storace e proseguiti sotto quella Marrazzo.

Vi saluto, vado a sciogliere le vele, Jack riprende il timone

Jack

2 risposte a “Ritorno”

  1. Analisi lucida, il problema è che purtroppo non sei riuscito rispondere alla tua prima domanda su quanti danni potranno essere ancora fatti da B! Del resto ammetto che è un’operazione piuttosto complessa perché non si sa quanti minzolini spunteranno fuori in questi anni.
    Per me innanzi tutto sarà determinante capire come affronteranno il tema del federalismo fiscale.

  2. Intanto grazie per il commento, credo che, a leggere i giornali di oggi, i danni saranno molti, alcuni non riparabili nanche nello spazio di una legislatura, la realtà è che a Berlusconi dell’ammodernamento dello Stato, che pur si impone, non gliene importi nulla, tanto che può salire al Colle un tizio che andava in giro con la maglietta contro Maometto e spacciarsi per il vero riformatore (Calderoli), dobbiamo sperare che il Pd vada a vedere il bluff, ma non si pieghi, e quindi che il nostro megalomane Presidente del Consiglio tenti di fare da solo le riforme anche quando servirebbe una maggioranza dei 2/3 del Parlamento.
    Dopo di che confidare che il “popolo silente” chiamato al referendum, come impone la Costituzione, si svegli dal letargo e reagisca; su Napolitano non scommetterei, mi spiace ma non vedo un futuro molto roseo.
    Spero che (e dimmi come siamo ridotti) veramente Fini non voglia morire leghista.

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