Mills

Qualche sera fa ero ad un seminario sui nuovi media e sull’informazione.

Ho imparato che, specialmente su internet, e in particolare per un blog, contano le prime tre righe, che devono essere in grado di convincere il lettore a proseguire nella lettura senza annoiarsi.

Quindi esprimo il concetto che mi interessa in poche parole: poichè per la giurisprudenza italiana  la corruzione è un reato “a concorso necessario”,  se Mills è corrotto, Silvio Berlusconi è un corruttore.

Il 25 Febbraio, infatti,  la Corte di Cassazione ha stabilito che il reato di cui era accusato l’avvocato inglese David Mills, cioè di essersi fatto corrompere da Silvio Berlusconi per rilasciare testimonianze compiacenti sull’origine e gestione delle sue società off-shore, è stato commesso. Tuttavia, grazie ad una delle 18 leggi ad personam, la ex-Cirielli del 2005, che ha portato la prescrizione per il reato di corruzione in atti giudiziari da 15 a 10 anni, il reato è prescritto. Sostanzialmente Mills non andrà in galera, ma dovrà comunque risarcire allo stato italiano 250.000 euro, come danno di immagine, visto che il governo Prodi si era costituito parte civile in questo processo.

Quindi, Silvio Berlusconi, dopo essere già uscito per prescrizione da qualche altro processo (Sme e Lodo Mondadori) per corruzione (le altre volte i corrotti erano i giudici Squillante e Metta della Procura di Roma), dovrà ora affrontare quest’altro procedimento, nel quale  può chiaramente solo puntare ad una nuova prescrizione, visto che il reato è ormai accertato.

E’ veramente l’uomo del “fare”.

Ci tengo a sottolineare anche un’altra cosa: nel 1994, scese in campo al grido di “siamo l’Italia che lavora contro l’Italia che ruba”.

Avremmo potuto pensare, visto che i processi Sme e Lodo Mondadori, erano riferibili a fatti precedenti il 1994, che, sulla “via di Damasco”, si fosse reso conto dei reati commessi (ma prescritti) e avesse deciso di mettere il suo talento, che indubbiamente ha, a disposizione del paese e dei cittadini italiani.

Questa sentenza invece, dimostra che ancora nel 1999, Silvio Berlusconi, che si apprestava di lì a due anni a diventare di nuovo Presidente del Consiglio, non aveva ancora “perso il vizio”.

Aldilà delle stupidaggini che sentiremo in questi giorni, e che sono già cominciate subito dopo la lettura del dispositivo della sentenza, questi sono i fatti

Io sono convinto che la legalità sia un valore assoluto e imprenscindibile per qualunque persona,  ed in particolare per un politico, ma sono solo un blogger. Ci sono fior fiore di editorialisti che discutono l’argomento, ed in particolare il Prof. Panebianco del Corriere della Sera, che già nel Marzo 1995 scriveva: “la legalità , semplicemente non è, e non può essere, un valore in sè”, quando si dice i cattivi maestri.

Concludo dicendo che la parabola di Minzolini è ormai finita,  perchè omettere le notizie scomode per il governo, può essere un modo, magari sbagliato, di fare giornalismo, ma mentire è deontologicamente inaccettabile e spero che qualcuno lo denunci, perchè non è possibile che il Tg1, sia nei titoli di testa, che poi nel lancio del servizio da studio, dica per ben due volte che l’avvocato Mills è stato assolto.

Perchè delle due l’una, o Minzolini non sa leggere, e quindi non può fare il direttore del principale telegiornale nazionale, o è in malafede, e in questo caso non può fare neanche il giornalista.

Jack

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