I cattolici non votano

In questi giorni stiamo assistendo ad un ritorno di fiamma su un argomento che sembrava ormai superato: per chi votano i cattolici?

Chiaramente, in un paese in cui lo scarto di voti fra i due poli sembra ormai ridotto al 2-3%, il voto di qualche milione di cattolici credenti e praticanti, risulta determinante, ed ecco che tutti e due gli schieramenti li tirano per la giacchetta.

C’è un terzo schieramento che li vorrebbe tutti per se ed è l’Udc, per il quale questa percentuale, equivale a 20-30 poltrone in più da poter chiedere, anzi pretendere.

Per anni, quella croce stilizzata rossa su sfondo bianco è stata un sicuro (ma falso, come dimostra la storia) approdo. Quella croce, e il nome Democrazia Cristiana, facevano da forte richiamo e da collante (e da specchietto per le allodole) per i cattolici.

Con la fine della Prima Repubblica e lo sfaldamento della Dc, abbiamo assistito alla formazione di miriadi di partiti di ispirazione “cattolica”. Il tentativo più riuscito è quello di Pierfurby, ma solo perchè ha tenuto la croce stilizzata (dopo estenuanti battaglie legali) e comunque senza mai raggiungere i fasti del passato.

Così, da un partito che superava il 30 % di consensi come la Dc, si è arrivati al massimo (ultime elezioni europee) ad uno come l’Udc che raggiunge l’8%; quindi la domanda sorge spontanea: ma per chi vota quel 22% di cattolici che un tempo resero grande la Democrazia Cristiana?

Tutti li cercano, ma loro o hanno smesso di votare o si sono dispersi in tutto l’arco costituzionale.

Oggi l’argomento, specialmente qui nella regione Lazio , dove è candidata Emma Bonino con il suo passato di battaglie laiciste, torna di attualità, e da cattolico mi appassiona e mi disorienta.

Perchè c’è una distinzione netta tra la religione cattolica e la politica, la prima non ammette compromessi di alcun tipo, bisogna mettere diligentemente in pratica la Parola di Dio, per quanto faticoso e difficile a volte ci possa sembrare, la seconda è un continuo compromesso, spesso, come dimostra la storia recente, compromessi che poco hanno di cristiano.

Perchè se un cattolico (parlo di quelli veri, non dei millantatori) volesse andare a votare cercando in questo o in quel partito, in questo o in quell’altro politico, un modo di esprimere il suo essere cristiano, allora è meglio che se ne resti a casa, per lui non c’è politco o partito che possano rappresentarlo adeguatemente.

Qualcuno potrà obiettare che l’aborto non è come rubare, che la salvaguardia della vita non è come mentire, che c’è una scala di priorità nei peccati che un essere umano può commettere.

In realtà non lo so, so che nonostante tutti gli sforzi che io possa fare, non riesco a non avere una visione laica della politica, pur essendo profondamente cristiano, la Res Publica è guidata dalla Costituzione e non dalla Bibbia, sono favorevole al testamento biologico e contrario all’idratazione  e alimentazione forzata, sono contrario all’aborto ma favorevole alla legge 194, sono contrario al divorzio ma favorevole al riconoscimento delle “coppie di fatto”.

Sono un pirata, ma comunque una persona onesta, un buon cristiano forse no, una persona trasparente si.

Jack

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