Intercettazioni

Ancora un post che prima o poi vedrà la luce. Mi serve per precisare un’ informazione che sta passando nel silenzio più totale dell’opposizione parlamentare e amplificata dalla maggioranza, e soprattutto oggetto dell’ultimo editoriale dell’ormai ridicolo Minzolini.

Vorrei che fosse chiaro che sono favorevole a che le intercettazioni telefoniche non siano pubblicabili almeno fino alla fine dell’udienza preliminare, perchè è in quel momento che il Gip può chiedere per l’imputato l’archiviazione o il rinvio a giudizio.

Se il giudice decide per l’archiviazione, può significare che le intercettazioni e le altre prove raccolte dal pm non siano penalmente rilevanti o sufficienti, in caso contrario  lo sono e da quel momento credo possa essere legittimo per tutti noi venire informati.

Non penso ad un bavaglio per l’informazione, penso ad un rispetto maggiore per le singole persone e per i loro comportamenti privati.

E’ però altamente pretestuoso partire da ciò che pubblicano i giornali per impedire di fatto le intercettazioni, come prevede l’apposito disegno di legge fermo in Senato, per i reati che prevedono pene inferiori ai 10 anni di reclusione (per esempio, guarda caso, la corruzione).

E’ soprattutto falso il teorema della combutta magistrati-giornalisti per infangare chicchessia.

Secondo le norme vigenti, i pubblici ministeri, attraverso la polizia giudiziaria o i carabinieri, se ravvisano dei “gravi indizi di reato” possono (anzi, devono, visto che in Italia vige ancora, magari per poco, l’obbligatorietà dell’azione penale) richiedere le intercettazioni per le utenze telefoniche di un qualunque soggetto.

Una volta terminate le indagini, tutte le intercettazioni che ritengono utili a suffragare un’ipotesi di reato, vengono trasmesse, insieme alle altre prove, al giudice per le indagini preliminari, che decide se emettere degli avvisi di garanzia.

Dal momento che gli avvisi di garanzia raggiungono gli indagati, tutti gli atti dell’inchiesta diventano pubblici, cioè sono divulgabili.

Non sono, quindi, i magistrati a decidere che cosa pubblicare o meno sui quatidiani, e ancor meno sono loro a decidere cosa due soggetti si dicano al telefono (non si sa mai! Qualcuno ha scritto pure questo).

Prendete le intercettazioni che rigurdano Bertolaso, esempio emblematico. Delle oltre 20.000 pagine di atti depositati, da cui presumibilmente si ricava il perchè dell’avviso di garanzia per corruzione, sappiamo ben poco che lo riguardi direttamente, sappiamo invece tutto del tanga stretto di Monica e dei preservativi non trovati, questo perchè?Perchè i giornali pubblicano quelle intercettazioni che sanno fare facilmente presa sulla gente. E’, come sempre, una questione di business, e non un complotto della magistratura, come cerca di farci credere Berlusconi.

L’unica cosa che mi sento di dire è che per i due B. vale lo stesso discorso “se non potete essere casti siate almeno cauti”.

Jack

p.s. per favore, smettetela di parlare di “giustizia ad orologeria”, se rubate e intrallazzate sempre, prima o poi la bomba scoppia.

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