Verso le elezioni del 2013

 

1. Il quadro politico attuale

Buongiorno a tutti.

Cerchiamo di capire insieme il quadro politico attuale.

Da una parte abbiamo la maggioranza composta da PDL e Lega, dall’altra l’opposizione con UDC, IDV, Pd.

Questo è attualmente il nostro parlamento; naturalmente c’è anche il gruppo misto, con un numero variabile di soggetti, sia alla Camera che al Senato.

Aggiungiamo che sostanzialmente l’asse del confronto politico è tra PDL-Lega e Pd-IDV, visto che Casini e il suo UDC, avvezzi dalla loro nascita, avvenuta sulle ceneri della vecchia DC, ai giochini delle poltrone, votano una volta di qua e una di la.

Giochini sui numeri nel parlamento italiano se ne sono sempre fatti, con voti trasversali, tradimenti inaspettati, compravendita di voti, se non addirittura di “onorevoli” in carne e ossa (vedi Mr B che nel 2007 prometteva posti a destra e a manca pur di far cadere il governo Prodi).

Ma in questo momento lo scontro, secondo me molto poco evidenziato dall’informazione, è sul modo con il quale superare l’attuale sistema elettorale.

Da una parte stavolta c’è l’asse PDL-Lega-Pd-IDV che sono favorevoli al bipolarismo, dall’altro l’UDC che invece adora fare la “vispa teresa”, visto che grazie al “porcellum” non è costretto a fare scelte di campo nette. Tanto che alle prossime regionali del 2010 sceglierà, a seconda dei casi, se allearsi con il PDL  o con il Pd (per semplificare). A seconda dei programmi, dice Casini, e  delle poltrone offerte, dico io, perchè sono malizioso e non mi fido del TERZISMO (di cui i due nuovi campioni, il diabolico duo Casini-Rutelli, sono maestri).

2. L’UDC, il “terzismo”.

Nell’UDC c’è un pò di tutto, da Totò “Vasa Vasa” Cuffaro, ad altri pregiudicati a vario titolo e per vari reati; ci tengo comunque a sottolineare che sarebbe ingiusto classificarlo come la discarica a cielo aperto della politica italiana, perchè lo sono un pò tutti i partiti con percentuali di delinquenti variabili.

Per corretteza e coerenza, stimabile è sicuramente Bruno Tabacci, che però è appena uscito dall’UDC ed ultimamente pure lui, sempre a caccia di cattolici per il “grande centro”, è diventato parecchio terzista.

Chi sono i terzisti?

Quelli che non prendono mai una posizione decisa, ma dialogano su tutto, quelli che girano sempre la testa dall’altra parte, quelli che facciamo “insieme” la riforma della giustizia, quelli che Luca Cordero di Montezemolo è il nostro salvatore, quelli che aspettano…………………..scelgono per convenienza e mai per convinzione, sono al centro, dove secondo loro incarnano i valori cattolici meglio degli altri, dove si stracciano le vesti per la sentenza sul Crocifisso nelle scuole e hanno due mogli (se va bene!)  e quattro amanti. 

Questa invettiva, forse troppo ingenerosa, contro l’UDC, non scagiona nessuno degli altri soggetti politici presenti in un parlamento bloccato dall’alto (vedi porcellum) e non deciso dal basso (cioè da NOI), tanto che ancora due giorni fa l’onorevole (stavolta fatemelo dire:”si fa perdire”) Calderoli ribadiva che la legge elettorale va bene così com’è e non si tocca.

3. La legge elettorale, una proposta.

Siccome io voglio invece, in un più ampio contesto di riforma Costituzionale, toccare la legge elettorale vi lancio qualche spunto:

1) teniamo il bicameratismo (è un sistema di controllo importante), ma riduciamo sensibilmente il numero di Senatori e Deputati.

2) torniamo all’uninominale secco, vogliamo 500 parlamentari in tutto?, creiamo 500 collegi uninominali da dove usciranno un Senatore e un Deputato, o al primo turno, o con il ballottaggio, se nessuno raggiunge il 50% + 1.

Questo costringerebbe i partiti a scelte più ancorate al territorio e di alto profilo.

Insomma voglio tornare a decidere chi è il mio rappresentante al parlamento e a vedere “trombati” quelli tipo Ferrara (nel senso di Giuliano) al Mugello contro Di Pietro nel 1997.

A questo punto l’UDC avrebbe sempre la possibilità di fare la “vispa teresa” ma solo in appoggio, non avrebbe mai i numeri per far eleggere un suo rappresentante, esempio:

Tizio (PDL-Lega) 43%

Caio (Pd-IDV-SL) 40 %

Rutelli (UDC) 17%

a questo punto Rutelli è si determinante, ma se ne resta a casa (e non sarebbe mica male!)

4. Il PD, la questione morale, il futuro.

Nello schema sopra, ho riportato una fantomatica (ma non tanto) alleanza tra Pd, IDV e SL.

Probabilmente questi 3 partiti da soli non avranno mai in Italia i voti per essere alternativa di governo, però devono lavorare in questo senso, dando risposte chiare a domande chiare, creando consenso nella Società, principalmente ascoltandola.

Consenso, parola che il Pd ha l’obbligo di analizzare a fondo.

Visto che non vogliamo arrenderci all’idea che con la malavita organizzata “si debba convivere” (come diceva l’allora ministro Lunardi), il Pd, a rischio di rovinose cadute, ha il dovere di offrire candidature trasparenti.

Prendiamo l’esempio della Sicilia; quando ancora non c’era il “porcellum” alle elezioni politiche del 2001, 61 seggi su 61, andarono all’allora centro-destra, un voto che non si presta a nessuna interpretazione (per chi ha votato Cosa Nostra?).

Stessa cosa possiamo dire per il centro-sinistra di Prodi che alle regionali 2005 ottenne vittorie schiaccianti in Campania e Calabria, palesemente con voti della ‘ndrangheta e della camorra.

Sempre il Pd, con l’ultimo tesseramento in vista del congresso del 9-11 settembre 2009, ha mostrato una enorme fragilità: sono incalcolabili i circoli al Sud dove ci sono più iscritti che elettori; la sola provincia di Caserta ha più iscritti di tutta la Lombardia.

Chiaramente anche  il Pd è appetibile per la criminalità organizzata, se non già infiltrato.

Bersani parla di “vecchio sistema clientelare”.

Non deve bastarci: io parlo ancora di “questione morale”.

La “questione morale” deve essere il nostro principale cavallo di battaglia, quello che renderà il Pd credibile alla società e indigesto alle Mafie, quello che consentirà al Pd di fare scelte chiare e non fumose per accontentare questo o quello, in questa o quella regione, perchè “porta voti”.

Il Pd deve fare un controllo capillare del territorio e quindi dei candidati e degli amministratori locali.

Io sono ancora convinto che, da qui al 2013, noi dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze in questo, convinti che sia uno sguardo importante verso il FUTURO, convinti che si possa vincere ed essere alternativa senza dover convivere con la criminalità organizzata, convinti che da questa scelta possa sì derivare una sconfitta politica, ma comunque una vittoria morale.

Se questa, come mi auguro, sarà la scelta del Pd, noi dovremo difendere Bersani, soprattutto in caso di sconfitta. Proteggerlo dagli avvoltoi che si aggireranno sulla sua testa, da quelli che pur di vincere (e quindi sedersi) sono disposti ad accettare “il puzzo del compromesso morale” (Paolo Borsellino).

jack

Una risposta a “Verso le elezioni del 2013”

  1. caro jack, un appunto alla tua proposta di legge elettorale.
    Ok ai colleggi uninominali…ma se il candidato al colleggio lo decide comunque il partito, non c’è poi molta differenza con il sistema attuale di “liste bloccate”!
    Mi spiego meglio.
    Potrei trovarmi nella situazione in cui il candidato del “mio” partito non mi piace, non gli avrei mai dato la mia preferenza.
    Ma non ho scelta, se voglio votare il “mio” partito, o anche semplicemente, come molto più frequentemente capita, dare un voto “contro” all’altra odiata parte, mi tocca tanto per cambiare “turarmi il naso” e votarlo comunque!!!
    Facciamo le primarie anche per eleggere i rappresentanti ai colleggi uninominali?

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