Riabilitazione

La riabilitazione postuma è un esercizio abbastanza comune nella storia, così come il revisionismo.

Di solito guardando al passato con gli occhi di oggi, si aprono nuove prospettive, analisi, si inseriscono fatti e persone in nuovi scenari.

Si abbandona l’analisi emotiva per lasciare il campo ad una sintesi storica che permetta di contestualizzare al meglio eventi dal forte impatto sul “vissuto” di un popolo.

Ciò premesso, è necessario da parte di chi si pone di fronte alla storia, un’analisi completa e non parziale dei fatti, delle situazioni, per rendere credibile il risultato finale, qualunque esso sia.

Io nel 1992 avevo 18 anni, un anno sconvolgente come ho già scritto in qualche altro articolo, e allora non ne compresi appieno l’impatto sulla storia italiana.

Crolla la cosiddetta Prima Repubblica e crollano i partiti che fino ad allora ne avevano segnato l’esistenza. Finisce l’era della Dc, del Psi, del Pci; finiscono sotto processo, per finanziamento illecito e corruzione, nell’inchiesta Mani Pulite, i principali leader dei partiti che compongono il pentapartito.

Crolla un sistema che tutti conoscevano  e di cui tutti erano responsabili, un sistema basato su tangenti in cambio di appalti, tangenti spartite in base al proprio peso politico, tanto che verranno condannati anche leader di partiti minori come Giorgio la Malfa del Pri e verrà praticamente raso al suolo tutto il Pci milanese.

Chiaramente la parte del leone nelle tangenti nel capoluogo lombardo la fanno Dc e Psi. Quest’ultimo vedrà il suo leader Bettino Craxi, che ha lo studio in Piazza Duomo, più volte tirato in ballo nel corso dell’inchiesta.

Bettino Craxi, leader indiscusso del Psi decide di fuggire dall’Italia, perchè secondo lui è vittima di una persecuzione giudiziaria a scopo politico, si rifugia ad Hammamet in Tunisia, e non farà più ritorno in Italia.

In questi giorni si commemorano i dieci anni dalla sua morte ed è partito il tam tam mediatico per la sua riabilitazione postuma.

Potevo anche soprassedere sull’argomento, ma alla fine di questo articolo, spero di riuscire a farvene cogliere l’importanza.

Bettino Craxi nel 1985 è il primo leader socialista a diventare Presidente del Consiglio. Siamo negli anni post-terrorismo, gli anni del presunto boom economico; gli italiani si sentono più ricchi di quello che sono, spendono più di quello che possono, i dati Istat indicano che è esploso il lavoro nero, che con stime approssimative produce il 20% dell’economia nazionale.

Dopo anni di fatica, con Craxi al governo, si perde completamente di vista la spesa corrente dello Stato, che rapidamente porterà ad un debito pubblico esorbitante e mai più riassorbito.

Craxi, Andreotti e Forlani, il temibile CAF, guida con forza e determinazione il Paese.

Un Paese ammaliato e inconsapevole di quello che sta succedendo, dove entra di prepotenza la tv commerciale e finisce il monopolio Rai.

La politica in quegli anni è molto costosa, e se la Dc  può contare sui dollari americani e il Pci sui rubli sovietici, il Psi, pur mantenedo buoni rapporti con entrambi i fronti,  è molto più povero degli altri due.

Così Craxi inventa un sistema di finanziamento illecito molto redditizio: in cambio di appoggi ed appalti, chiede in cambio una tangente del 5%.

Il sistema funziona e l’ingranaggio va, fino al 1992, quando l’improvvido Mario Chiesa (Psi) è colto sul fatto e dalle sue dichiarazioni partirà l’inchiesta Mani Pulite, che travolgerà non solo i partiti del Pentapartito (Dc, Psi, Pri, Pli e Psdi) ma anche Pci e Lega Nord.

I reati contestati vanno dal finanziamento illecito alla corruzione, si parla di migliaia di miliardi che passano (chiaramente in nero) dalle grandi aziende pubbliche e private ai partiti.

Tralascio volutamente tutta una serie di informazioni che appesantirebbero la discussione ed entro nel merito.

La differenza sostanziale che salta agli occhi fra Craxi e molti degli altri imputati in Mani Pulite è l’enorme quantità di soldi che finirà nelle sue personali tasche senza passare per il partito, attraverso vari prestanome come Tradati e il più noto Maurizio Raggio.

Craxi risulterà anche essere il benificiario della più grande tangente mai versata ad una singola persona: 21 miliardi di vecchie lire partiranno dalla società All Iberian (gruppo Fininvest) e finiranno su vari conti esteri (il motivo per il quale l’attuale Premier pagherà questa tangente è un’altra storia) intestati a vari prestanome, ma nel pieno possesso di Craxi.

Resta il fatto che nel 1993 Craxi fugge dall’Italia e si rifugia in Tunisia. Finchè resterà in vita avrà accumulato condanne definitive per circa 10 anni di reclusione.

L’indecisione sullo scrivere o meno questo articolo è stata fugata un paio di giorni fa dalle parole dell’onorevole Cicchitto, pronunciate in quel di Hammamet.

Nella sostanza il concetto espresso da Cicchitto è stato questo: Craxi è stato un grande politico italiano, il più grande, vittima di una persecuzione giudiziaria da parte della magistratura, non perchè rubava, ma per calcoli politici, la stessa cosa che sta accadendo in questi ultimi 15 anni con l’altro politico più grande di tutti i tempi (se lo dice da solo!) Silvio Berlusconi perseguitato per scopi politici, ma innocente su tutta la linea.

Ecco! Questa è l’equazione che vorrei scardinare perchè è ridicola, Craxi=Berlusconi, due innocenti, perseguitati per le loro idee  e le loro azioni politiche, da una magistratura politicizzata e diciamolo pure, comunista.

Ma Jack non si nasconde dietro ad un dito e cerca sempre di usare le parole giuste al momento giusto, così i ladri sono ladri, i corrotti corrotti, i corruttori corruttori, i piduisti piduisti, e Berlusconi non è Craxi, anche se da lontano si fatica a distinguerli.

p.s. mi dispiace molto per Stefania Craxi che sembra sempre essere sull’orlo di una crisi di nervi, l’altro giorno in un momento immagino molto doloroso, si è messa a parlare dell’assenza di Bersani, forse non era il caso.

Jack

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