Stupidità

Oggi la parola razzismo ha assunto diversi connotati, una volta era riservata al colore della pelle, ma ormai il dramma è che è diventata una comune reazione al “diverso” in senso generale.

Abbiamo paura del “diverso”, con colore della pelle diversa, religione diversa, cultura diversa, preferenze sessuali diverse e perfino opinioni diverse.

Il problema è che “la bestia umana”, per dirla con Guccini, non ha imparato niente dai drammi della storia, anzi si è chiusa sempre più in un individualismo sfrenato, si è fatta talvolta clan, nel senso di poche persone simili che fanno da scudo verso il mondo esterno.

Educano spesso i loro figli in questo modo, ad aver paura, a diffidare, a mettersi un paio di cuffie nelle orecchie tutto il giorno, e a togliersele solo per guardare la tv o navigare su internet, da soli, senza aiutarli a capire, interpretare, cambiare prospettive alle informazioni che li bombardano costantemente.

Voi direte “stai giudicando!”, forse si, ma principalmente sto esprimendo una preoccupazione che mi riguarda da vicino come genitore di una bambina piccola attratta in maniera impressionante dalla tv, e che quando crescerà sarà attratta dal computer e dalla musica sparata nelle orecchie.

Noi come genitori abbiamo il dovere, anche quando siamo stanchi e la tv ci fa comodo e il computer ci fa comodo, di vigilare, di aiutarli, non di convincerli, ma di dargli tutti gli strumenti possibili perchè si formino una opinione libera e serena, perchè sappiano davvero ascoltare e capire, perchè sappiano riconoscere il dolore e l’amore, l’ingiustizia e l’indifferenza.

Mi riallaccio a “lacrime di fine anno” scritto da Cilia, con un’altra notizia di quelle che ti fanno disperare.

Viene da Treviso, siamo in un ristorante dove pranzano una coppia con la loro figlia disabile che gioca con dei pezzetti di carta; uno di questi finisce sul tavolo accanto ed ecco levarsi il commento di uno dei commensali “quando si ha una figlia mongola è bene starsene a casa”.

Silenzio in sala, come sempre. Nessuna reazione, neanche da parte della moglie di questo “signore” che tiene in braccio un bambino neonato.

Jack

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