Prima del colpo……………….

Da qualunque parte ci vogliamo mettere o qualunque posizione moderata vogliamo assumere, è difficile difendere Silvio Berlusconi per le dichiarazioni fatte al congresso del PPE a Bruxelles.

In sostanza: il partito dei giudici comunisti cerca di mandarlo via con dei processi farsa, quando non ci riesce, la maggior parte delle volte perchè le sue leggi ad personam lo proteggono, si rivolgono alla Corte Costituzionale comunista, che boccia le sue leggi e lo rimette sulla graticola, il tutto con il Presidente della Repubblica comunista, come i suoi due predecessori, che sta a guardare.

Ma adesso lui riscreverà la Costituzione, anche da solo (!), naturalmente infischiandosene che non ha i numeri ne’ alla Camera ne’ al Senato per fare una riforma costituzionale, e ringraziamo Dio per questo.

Però ha le palle, e, con Bossi che ce l’ha duro, formano una coppia che tutto il mondo ci invidia!

Adesso veniamo alla Costituzione, quella vera, non quella berlusconizzata.

Prima un’ultima precisazione d’obbligo: il 35% dei voti (dato delle ultime elezioni europee) preso dal PDL, dimostrano che il “popolo” non è con lui, ma qualora il PDL arrivasse anche al 60% non avrebbe comunque il potere assoluto, siamo, fino a prova contraria, una Repubblica Parlamentare.

Andiamo con ordine: nelle commissioni parlmentari viene proposta una legge; il testo, approvato a maggioranza, arriva in parlamento, in una delle due camere, dove può essere discusso e emendato; una volta approvato a maggioranza (se parliamo di una legge ordinaria), lo stesso testo passa all’altro ramo del parlamento per l’approvazione definitiva.

Qualora venisse ancora modificato, ritorna alla precedente camera, fino ad una approvazione definitiva, dello stesso  testo, sia alla Camera che al Senato.

Il testo così approvato arriva sul tavolo del Presidente della Repubblica.

Se ci sono forti dubbi di costituzionalità, è sua prerogativa rimandarlo al parlamento, segnalando dove bisogna intervenire, altrimenti lo promulga.

Il parlamento che si vede rimandare indietro una legge non controfirmata dal Capo dello Stato, ha due possibilità: o la modifica in base ai rilievi del Presidente della Repubblica, o la riapprova così com’è e a quel punto il Capo dello Stato è costretto a promulgarla comunque.

Per non complicare troppo questa analisi, tralascio i decreti legge d’urgenza e la “fiducia”, di cui questo esecutivo e anche il precedente, hanno pesantemente abusato, sostanzialmente a scapito delle prerogative del parlamento.

Diciamo che con la promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento diventa legge dello Stato.

A questo punto il potere giudiziario deve applicarla nel merito.

E se la ritiene incostituzionale nonostante l’approvazione del Presidente della Repubblica?

Si apre così un contenzioso fra poteri dello Stato, e la nostra Costituzione prevede un organo di garanzia con l’esclusiva funzione di dipanare queste controversie: la Corte Costituzionale.

Questa è l’organo supremo, fra i nostri organi di garanzia, che giudica la costituzionalità o meno di una legge approvata dal parlamento.

Se la Corte Costituzionale da ragione al potere legislativo e giudica la legge rispondente ai dettami della Costituzione, il potere giudiziario dovrà applicarla, altrimenti verrà annullata (vedi Lodo Alfano).

La cosa che Berlusconi nella sua ignoranza non sa è che i giudici sono obbligati a rivolgersi alla Corte Costituzionale qualora ravvisino che una legge abbia aspetti incostituzionali.

Veniamo alle conclusioni:

1) se Berlusconi la smettesse di dover fare leggi per salvare se stesso dai suoi problemi giudiziari, avremmo risolto metà dei nostri problemi.

2) se i suoi avvocati, nonchè parlamentari, sapessero scrivere delle leggi accettabili, non avrebbero problemi costanti con la Corte Costituzionale.

3) se i suoi seguaci la smettessero di avvalorare ogni suo delirio di onnipotenza, forse si darebbe una calmata.

Per ultimo e per non dilungarmi vi dico chiaramente che i giudici della Corte Costituzionale, compresi quelli che fanno le cene con il premier, hanno dei curricula di primissimo piano, e non hanno assolutamente nessuna pregiudiziale politica.

Potete cercare su internet i curricula o, solo per questa volta, fidarvi di Jack sulla parola.

Jack

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