Un paese incolore

In questi giorni passa spesso in tv uno spot del Corriere della Sera.

E’ uno spot strano, pieno di uomini, donne e bambini, completamente bianchi, senza connotati; e poi appare lui, Ferruccio de Bortoli, il direttore. Lui è a colori e legge il suo giornale, che leggo spesso anch’io, perchè è il quotidiano più venduto in Italia.

Il testo dello spot è questo: “un’informazione di parte crea persone immobili e impedisce al paese di fare passi avanti, per questo ci battiamo per una informazione indipendente che permetta ad ognuno di farsi la propria opinione.”

Di fronte a queste parole provo un vago senso di disagio, perchè mi immagino bianco, smunto, mentre Jack è eccentrico, feroce nelle sue opinioni, aperto nel suo spazio, e ha scelto come simbolo una barca, sempre in movimento, sempre con le vele spiegate al vento e la bandiera alta sul pennone.

Perchè Jack è di parte, lo sono le sue opinioni, i suoi sogni, le sue speranze.

Sono di parte le cose che scrive, soprattutto spero siano chiare, spero non ci sia mai in chi legge il dubbio “ma da che parte sta Jack?”.

Perchè è il dubbio che mi assale ogni volta che leggo il Corriere e soprattutto gli editoriali del prof. Panebianco e di Piero Ostellino, dove giusto e sbagliato si confondono, e non aiutano a capire, e non “educano” chi legge, sono piatti, così come lo è lo spot di De Bortoli.

Quella del Corriere sarà pure un informazione indipendente, ma non mi piace.

Essere di parte è esprimere la propria opinione, netta, senza fronzoli, e non vuol dire essere contro, per me vuol dire, “questa è la mia idea (spesso provocatoria) adesso ditemi la vostra e discutiamone”.

Invece la sensazione che mi passa leggendo il Corriere è: “ok! adesso anestetizziamoci , facciamo un lungo sonno e quando ci sveglieremo, saremo tutti più buoni, sapientemente indottrinati e convinti di essere bianchi e lucenti.”

E invece Jack è un pirata, quindi indisciplinato, cattivo, irriverente con chi mente sapendo di mentire, con chi dice solo una parte della verità, con chi dice che Andreotti è stato assolto per Mafia, e non è vero, con chi dice che la Prima Repubblica è caduta per colpa dei guidici di Mani Pulite e non di corrotti e corruttori (occhio che ci risiamo eh!), con chi dice che della Mafia non si deve parlare perchè ci fa fare brutta figura all’estero, non si deve scrivere della Mafia, non si devono fare i film sulla Mafia.

Però si può morire per mano della Mafia, ci si possono fare affari con la Mafia, si può appoggiare la Mafia, si può favorire la Mafia, si può portare in Parlamento la Mafia.

E ancora Jack ride in faccia a quelli che vogliono il Crocifisso sulla bandiera e sono sposati col rito celtico, a quelli che censurano le inchieste televisive su Dell’Utri  in nome del contraddittorio, a quelli che fanno i plastici delle case, a quelli che si autominacciano sui giornali, ma soprattutto a quelli che dicono che Einstein era uno che sapeva troppo.

Jack

Una risposta a “Un paese incolore”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *