J&JC^9

Fratelli di nave, sono giorni pensierosi questi per il Capitano Jack, fitte di dolore mi attraversano il petto, “Signore ascolta le preghiere di noi che siamo nella prova”, per me queste parole hanno un significato profondo, toccano ogni fibra della mia Fede, spesso le ripeto la sera in balcone quando mi fumo ormai la mia finta sigaretta e penso ai miei piccoli figli e alle mie tre bambine.

Vorrei avere le parole giuste per consolarti, per darti una prospettiva, uno sguardo dal cassero, per chi non crede è facile parlare di un “Dio cattivo”, per chi crede, è impossibile, nella sua misericordia riponiamo tutto noi stessi, gli affidiamo le situazioni difficili, quelle che non capiamo, i disegni che ai nostri occhi sembrano oscuri.

Non gli imputiamo le nostre scelte, gli chiediamo spesso aiuto anche per cose piccole e insignificanti, spesso non riusciamo ad aprirgli il nostro cuore, e spesso gli chiediamo “perchè proprio a me?”

Per chi pensa che sia facile o comodo non ho mai le parole giuste per spiegare quanto invece sia complicato.

La nostra Fede è incrollabile, comunque vada, su questa nave c’è posto per tutti, atei, agnostici, perdenti, vincenti, sconfitti e vincitori.

Ma sarei un’ipocrita se non ammettessi che per gli sconfitti e i perdenti, i deboli e i dubbiosi, J&J hanno una particolare cura e attenzione, noi siamo dei combattenti, gente semplice che non si arrende, che quando si alza il vento, non chiede dove, ma pensa solo a chi andare a recuperare, a tendere una mano.

Non cambieremo, fate le vostre scelte, tanto quando l’ultimo dado sarà tirato, non è con noi che dovrete fare i conti.

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