Per Cecilia

Le ho sentite tutte le parole che non riesci a dirmi, le sento sempre, ogni volta che arrivo e busso e tu apri, ti guardo in faccia e lo so come stai, solo una mattina sulle scale, ti ho chiesto “ma tu come stai?”…….per la prima volta non hai risposto “tutto bene”, ma “io sono Cecilia”.

E io lo so quanto è difficile essere Cecilia, quanta rabbia batte nel petto in questo periodo, perchè si va bene il Disegno ma proprio a me?

E poi appari all’improvviso, e non dormi, ma fai l’una per prepararmi il più bel regalo che potessi avere e come sempre il risultato è stupefacente, la musica del Capitano Jack e quelle parole.

Io ti voglio bene, quando fra vent’anni i nostri bimbi/bimbe leggeranno questo blog devono saperlo, mi viene in mente solo una metafora da bambini per quantificare, mamma che mi chiede “ma quanti sacchi?”………..”tanti sacchi” risponde quel bambino che hai visto nelle foto.

Io non ti lascio mai, non ti lascerò mai, tutti le volte continuerò a fare quella domanda “ma tu come stai?” e anche se so già la risposta, è il mio modo per starti vicina.

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