40

Per tutte le volte che ho pensato che fosse finita, per tutte le volte che mi sono voltato indietro e ho pianto.

Per tutto quello che ho fatto pensando di non riuscirci, per i libri che ho letto e quelli che avrei voluto leggere, per le volte che non ho studiato, per quelle che non mi sono messo in gioco fino in fondo.

Quelli che aspettano che questi 40 anni siano celebrati con le parole saranno accontentati, ma chi mi conosce sa che fuggirò lontano, e quindi scrivo oggi, quando il traguardo è vicino ma lontano.

E come sempre ringrazio tutti quelli che affrontano nel profondo il mare al mio fianco, in un modo che spesso non sono in grado di capire, ma che sento solo io.

Sere, sei la mia casa, lo sei sempre stata, anche quando abbiamo affrontato il buio, quando forse lo affronteremo di nuovo, quello che mi lega a te è eterno e indissolubile, sei l’unica che affronta sempre al mio fianco l’inquietudine, l’unica che non mi lascia mai andare al vento, l’unica a lanciarmi una coperta dopo una notte passata sul cassero in tempesta, quando pioggia e lacrime si confondono, sai lasciar scorrere la prima e asciugare le seconde.

Papà, quante cose vorrei dirti, quante cose vorrei che potessi sapere di me, quanto vorrei che potessi conoscere Caterina e Maria, ti ho perdonato per essertene andato così, prima che potessi capirti fino in fondo, tu non sai quanto mi manca il tuo abbraccio di Capodanno, papà lo sai che tua nipote è nata il 25 Dicembre?…………..papà lo sai che Maria sta diventando una coccolona?, lo sai che entrambe sono ricce e bionde come me da bambino?

E poi voi due, si voi due che leggete e lo sapete che parlo di voi, non c’è giorno che io non pensi a voi anche solo per un momento la sera mentre seduto in balcone guardo a sinistra, non c’è un solo giorno in cui non vengo a sorreggere la croce, non c’è un solo giorno in cui non mi chieda quale sia il Suo disegno, ma ogni giorno ci entro dentro per metterci una pennellata, che voi possiate vederla o meno, so che potete sentirla. Voi non potete immaginare quanto mi avete insegnato e quanto vi devo, quanto vi sono vicino, quanto vi Amo, quanto Amo i vostri figli.

Bambine sappiate che dalla prima volta che vi ho preso in braccio siete la mia vita, e che sarò sempre nel vostro viaggio, qualunque sia la meta che sceglierete, niente potrà mai portarmi lontano da voi, vorrei che da noi imparaste la capacità di amare e ascoltare, l’incapacità di mollare, vorrei che non foste mai sazie di conoscere, capire, imparare.

Mi vengono in mente solo altre tre persone che ho voglia che sappiano quanto significano per me, le cito solo per nome, so che in qualunque momento io dovessi avere bisogno di loro, ci sarebbero per me, e questo le rende speciali: Paola, Laura, Letizia; vi voglio bene e mi fido di voi.

 

 

3 Responses to “40”


  • Perchè manca ormai da troppo. Perchè riesci sempre a tirarmi fuori quelle lacrime che non sapevo di avere in fondo al mare. Perchè il regalo per me sarebbe che almeno nei 40 da venire possa gioire un pò di più di te, di Sere, delle bimbe, dei tuoi lanci e delle tue attese. Perchè anima bella, anche quando ci provi, con le camice che non ti piacciono, non ce la farai mai a fare il cattivo-glam (renziano)…CHE LO SAPPIANO TUTTI ALUNNI E BIMBE!!
    E SOPRATTUTTO CALA ERNESTO!!

  • hai detto tutto tu, tutto quello che è l’essenza del nostro essere insieme….quasi tutto…. da sotto coperta, o a volte dal ponte, o magari un attimo da lassù dall’albero maestro lottando contro le vertigini….cerco sempre di capire la corrente, di remare nel verso giusto, di gettare l’ancora al momento adatto…a volte magari sembra il contrario, ma i venti sono imbroglioni e menzogneri …. di fatto sono lì e ci sarò sempre, mi barcameno tra mille aspetti e persone e attività, urgenze e contingenze… avrei potuto essere un capitano anche io, ma invece sono fiera del mio essere mozzo…ramazzo e lustro il ponte per il mio capitano e le mie bambine…spero sempre che l’amore che ci metto passi attraverso e riesca a splendere…auguri amore, auguri capitano jack.

  • 🙂 ;'( 🙂

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