la notte dei lunghi porcelli

Appaiono e scompaiono, ad un certo punto, in questa scarsa riedizione della “notte dei lunghi coltelli”, sono rimasto fermo a guardare.

Mi sento un osservatore privilegiato, li vedo laggiù agitarsi, dimenarsi, condannati, condonati, re, principi, rifatti e strafatti, salgono sui tetti, scendono nelle fogne, parlano, parlano, si riposizionano, un pò più a destra, un pò più a sinistra, sempre al centro “contro gli opposti estremismi”.

Mi fanno molto ridere tutti, nessuno escluso, anche chi si prende troppo sul serio, chi si concede controvoglia, chi apre tutto, come sempre, chi cerca la grazia, chi dovrebbe essere in galera, chi non dirà mai la verità, chi telefona a sproposito, chi fa portare via una bambina di sei anni e la fa franca, chi per una palestra non condonata viene costretta alle dimissioni, fate ridere davvero.

La barca è alla deriva, ormai affonda sotto il peso delle disuguaglianze morali, etiche, di classe.

Ma non questa barca, e la sua bandiera, a chi dice che non dovrebbe sventolare io rido in faccia, il nostro bagaglio è strettamente legato a poppa, alzate il calice fratelli marinai, si avvicina la burrasca, e lì all’orizzonte, per noi è il momento di ridere e festeggiare, tramandate come un germe i vostri valori senza vergognarvene mai, se andiamo oltre, lo sappiamo, è tutta qua la differenza……………………………………ci sono quelli che vanno sempre oltre e credono sia normale.

In alto i cuori e Hasta Siempre.

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