Regole………..

La verità è che non c’è più niente in grado di sconvolgerci, di farci riflettere sul degrado dello Stato, in tutte le sue componenti, specialmente quella politica.

La verità è che la famigerata “Prima Repubblica”, quella abbattuta dalla corruzione dilagante, quella attraversata dagli anni di piombo e dal delitto Moro, quella coperta dal Segreto di Stato, appare oggi infinitamente meglio della sbandierata “Seconda Repubblica”.

Una Repubblica, che non sa leggere la Costituzione, fatta da politici che non rispettano le leggi che emanano, o che le emanano solo perchè fa comodo a loro, dove si ha sempre la sensazione che il Parlamento sia il bagaglino della politica, con nani, ballerine, imitatori (spero sempre che sia Neri Marcorè e non Gasparri a parlare) e cantanti (tanti!) e non il luogo “alto” che avevano immaginato i padri costituenti, dove servire realmente i cittadini e far loro sentire lo Stato vicino, sempre.

Oggi l’ovvio diventa rissa. Dire che siamo una Democrazia parlamentare è sovversivo, perchè vogliono farci credere che il Presidente del Consiglio sia eletto direttamente dal popolo (Gasparri addirittura da sommo costituzionalista dice che è già previsto dalla Costituzione) e non è vero.

Il Presidente del Senato Schifani,che, ricordo, è la seconda carica dello Stato e vicario del Presidente della Repubblica in sua assenza, a distanza di tre giorni ha fatto due affermazioni nella maniera più assoluta inadeguate al suo ruolo.

1) “se la maggioranza cade si vada ad elezioni anticipate”. Delle due l’una, o il Presidente Schifani non conosce la Costituzione (e sarebbe paradossale) che attribuisce il potere di scioglimento delle Camere esclusivamente al Presidente della Repubblica, o la conosce e se ne infischia bellamente.

2) “è auspicabile una riforma della giustizia condivisa”, siamo daccordo, tutti i cittadini sono daccordo, poi aggiunge “che preveda la separazione delle carriere fra pm e giudici”, sbagliato!

Il Presidente del Senato può auspicare tutte le riforme che vuole, ma non deve per nessun motivo entrare nel merito, perchè riveste un ruolo di controllo e di garanzia e non politico.

Tutto questo, che dovrebbe essere scontato, fa invece spendere fiumi di parole nei telegiornali e litri di inchiostro sulla carta stampata.

Per farvi comprendere meglio il clima surreale in cui viviamo, concludo sottolineando l’indignazione dell’onorevole  Cicchitto (PDL) di fronte ad un disegno di legge parlamentare condiviso da parte del PDL, dal Pd, dall’ IDV e UDC, che concede il voto agli immigrati regolari residenti in Italia da almeno 5 anni per le elezioni amministrative; non sia mai detto, ha tuonato Cicchitto, che su temi così delicati si facciano le leggi con l’opposizione, ma mica crederanno davvero di essere in una Repubblica Parlamentare! Ricordatevi che siamo a berluscolandia dove Cicchitto è addirittura onorevole.

Jack.

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