Giudizio anticipato

“Abbiamo deciso di non scendere a nessun compromesso e di indicare il nostro candidato alla presidenza della Camera e alla presidenza del Senato, candidati che voteremo compatti”.

Crimi e Lombardi annunciano inoltre il proposito di dare “battaglia sul regolamento e per la velocizzazione dei tempi parlamentari, perché il Parlamento non si fermi anche durante le consultazioni”. Obiettivo, “riportare al centro il Parlamento dopo anni di immobilismo”.

Saranno necessarie, sottolinea Crimi, “procedure d’urgenza per fare in modo che le commissioni lavorino da subito sui provvedimenti urgenti per il Paese, perché non si può aspettare. Lo pretendiamo dalle altre forze politiche e lo pretendono i cittadini”.

Prima di Lombardi e Crimi arrivò Montesquieu: Nel libro XI de Lo spirito delle leggi, traccia la teoria della separazione dei poteri. Partendo dalla considerazione che il “potere assoluto corrompe assolutamente”, l’autore analizza i tre generi di poteri che vi sono in ogni Stato: il potere legislativo (fare le leggi), il potere esecutivo (farle eseguire) e il potere giudiziario (giudicarne i trasgressori). Condizione oggettiva per l’esercizio della libertà del cittadino, è che questi tre poteri restino nettamente separati.

Per le nuove generazioni: studiate la politica, appassionatevi allo Stato e alla Costituzione, ai diritti e doveri dei cittadini, ai diritti e doveri dei parlamentari, imparate a non essere mai “assoluti”, se lo siete, come me, non potete fare i “politci”, fare politica si, quello è un dovere di tutti, imparate che le istituzioni sono di tutti e non solo di chi vince le elezioni, che in politica non bisogna sentirsi superiori ma dialogare, sempre, su tutto.

Oggi è un giorno importante, lo è sempre, ogni volta che scrivo su questo nostro blog, perchè so che quello che scriverò, le posizioni che prenderò, le parole che userò, andranno oltre, che fra dieci anni mia figlia sarà in grado di aprirlo, di chiedermi un account per poter postare, e chissà che penserà, è un’ossessione, che la scuola pubblica ne sono certo acuirà, il nostro compito sarà questo, insegnarle il rispetto e l’educazione, insegnarle che la libertà non è uno “spazio libero”, che deve leggere molto, che deve capire quando indignarsi, che deve provare a capire.

Non posso pensare che non le interesserà la politica, che non abbia interesse a partecipare alla vita pubblica, che non abbia voglia, ogni volta, di dire come la pensa, di avere una sua opinione, di essere responsabile e consapevole delle scelte che farà, delle conseguenze che queste scelte comporteranno.

E così oggi, giorno prima dell’insediamento ufficiale del Parlamento, esprimo un giudizio netto: Il Movimento 5 Stelle, che si ritiene giustamente non responsabile del disastro che questa classe politica ha perpretato negli ultimi venti anni, è assolutamente responsabile del mancato cambiamento di rotta di questo paese, è responsabile di scelte stupide dettate solo dall’arroganza di sentirsi migliori e superiori, di volersi mischiare ma non mischiare, di volersi impegnare ma disimpegnare.

Di sentirsi investito di un qualche carisma divino, che li rende sordi e ciechi, che li rende convinti che i loro otto milioni di elettori siano migliori degli otto milioni di elettori del Pd e degli otto milioni di elettori del Pdl: lo volete capire o no che la rivoluzione che volete fare, per fortuna culturale, non partirà mai da voi politici, non avete speranza, nessuna.

Fate le vittime, vi inventate procedure istituzionali che non esistono, vi arroccate, siete i nuovi elitari di questa politca, qualcuno vi da ragione, io no, mi spiace, dovete ancora dimostrare tutto, e siccome io non ci credo al “sono tutti uguali”, vi aspetto al varco, ma a differenza vostra sono pronto ad applaudirvi.

Per esempio ha ragione Grillo quando dice, ma lo dice lui, nessuno di voi ha avuto il coraggio:”triste il paese dove il Presidente della Repubblica invece di chiudere la porta in faccia al segretario di un partito politico, nonchè ex Ministro della Giustizia, che marcia contro e entra in un tribunale della Repubblica, lo fa entrare al Quirinale e lo sta pure a sentire.

Jack

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