All’attacco

Quanta fatica fa questo paese, ieri sera Servizio Pubblico è stato emblematico, tre ottimi giornalisti, un politico Pd, e poi un signore……..un certo Giuseppe molto alterato, lucido ma disperato.

E un altro signore che non so chi sia che ha snocciolato numeri drammatici sulla crisi e su quello che sta per succedere all’economia delle famiglie, sia che ci sia Grillo, sia che non ci sia, sia che parli, sia che non parli.

La disperazione è ora, sono daccordo con lui quando dice che il suo merito è quello di aver ridato, in una campagna elettorale da de profundis, un pò di speranza, ma questa speranza lo travolgerà temo, perchè lui per quanto non organico, non partitico, non politico, è un enorme collettore di speranze, ma questo è un paese senza speranze, non nel “medio” periodo (che non so quant’è, ma i politici amano questo termine), ma è un paese senza speranze nel breve, brevissimo periodo.

Giugno-Luglio saranno mesi devastanti per le famiglie italiane, per i lavoratori, per le imprese.

Travaglio ha detto che Grillo non appoggerà nessuno perchè non si fida, chissà perchè da per scontato che noi dovremmo fidarci di lui e di cittadini senza nessuna esperienza politica.

Tre cose da fare subito: Ritrattare il rientro del debito in Europa, forti dell’appoggio della Francia, via il patto di stabilità dei comuni, emissioni di titoli di stato dedicati al pagamento dei debiti della pa verso le imprese, abolizione dell’imu sulla prima casa e rimodulazione delle aliquote, via il pareggio di bilancio nel 2013, subito e si può fare in due mesi una legge che contrasti l’evasione fiscale e la corruzione.

Rimborsi elettorali? Costi della politica? Conflitto di interessi? Non mi interessa!!!!!!!!

Il dimezzamento del numero dei parlamentari? E un falso problema, prima ripensiamo il bicameralismo: prima le fondamenta e poi i piani del palazzo, che siano 1000 o 500 non cambia niente, non possiamo agire sull’onda emotiva.

Via le province? Attualmente ci vuole troppo tempo, andremo in frantumi molto prima delle quattro letture necessarie per fare queste due riforme costituzionali, non solo perchè ci vuole il 75% in Parlamento, ma per i tempi tecnici fra una lettura e l’altra nelle due Camere.

Non riuscite ad avere uno sguardo sul futuro? Fate respirare questo paese!

La gente si suicida, comincia ad entrare negli uffici dello Stato e spara! Le cose che ho elencato prima si possono fare! Fatele!

Sentite che dice un’impiegata della Regione Umbria: «Se siamo percepiti come poco trasparenti, autoreferenziali e arroganti, forse dovremmo cercare di cambiare, prima che un’ondata di risentimento cieco e indistinto cambi noi, travolgendo tutto». Il cambiamento, e sono parole che andrebbero recitate a memoria come le tabelline, «non arriverà dall’alto e nemmeno un grilleggiante deus ex machina lo potrà attuare, se non sarà la pubblica amministrazione a volerlo, trovando il coraggio di riempire di contenuti quanto sbandiera ma non attua, a cominciare dalla meritocrazia. Dobbiamo smetterla di sentirci “altro” dalla gente, magari anche un po’ superiori, per poi offenderci appena ci chiamano privilegiati».  

 

Jack

 

 

 

 

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