L’ultimo dei mohicani

Petto in fuori e schiena dritta, niente giochi, fino in fondo, a petto aperto di fronte alla sconfitta.

Contro gli striscianti sotterfugi, le parolacce, gli insulti, il cuore contro l’ostacolo, non “oltre”, contro.

Perchè questa è l’ultima volta, poi la ruota gira ancora, deve girare ancora.

Con il coraggio di farsi fare politicamente a pezzi, dentro e fuori dal partito, dentro, dalla “nomenclatura” che ancora non ha capito, fuori da chi crede nella “democrazia diretta”: la democrazia diretta può esistere solo se si garantisce un elevato livello di istruzione a tutti, altrimenti è preda dell’istinto a prevalere del più forte, di uno, uno solo.

Ho messo l’orecchio a terra e non ho capito l’onda che stava arrivando, se l’avessi capito avrei fatto scelte diverse, metto l’orecchio a terra stavolta e lo metto nella mia terra, stavolta sento bene il pulsare della mia gente.

E’ la mia fine, ma in questo gioco sono l’unico che non ha niente da perdere, chi la libertà, chi la faccia, chi è senza coraggio, se mi chiederete un compromesso, ancora una volta, bhe! stavolta no!, c’è in ballo molto di più delle vostre piccolezze, delle battaglie morali, c’è in ballo l’idea stessa di essere partito, io non mi piego, se mi piegherete stavolta lo faccio sapere a tutti.

Senza paura, io capitano di questa barca non faccio calcoli, e ti appoggio, stavolta fino in fondo.

Suerte! Jack

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