Responsabilità

Ad un certo punto cresci e diventi responsabile, “responsabile” di dire dei si o dei no, è lo scopo della tua vita di figlio, di genitore, è il tuo scopo di cittadino.

Oggi cercano di farmi passare per uno che non capisce la loro grandezza, la potenza del movimento, della rete.

Ma il mio senso dello Stato è un milione di volte superiore al loro, capisco chi dice “vieni a dirmelo in faccia”, c’è chi scrive che i vecchi si sono “incaprettati” al “signore della rete”

Oggi cercano di farmi passare per un parassita, un venduto, io non ho mai avuto niente, loro un posto in Parlamento.

Vogliono fare la rivoluzione, o meglio avrebbero voluto farla, in realtà vorrebbero “democraticamente” il 51% del Parlamento, io sono troppo intelligente per stare a sentire tutti questi buffoni, io non ho niente, ma ho appeso al mio balcone la bandiera di “Che” Guevara.

Mi scopro ad inseguirli, ma un giorno saranno loro ad inseguire me, io trovo sempre un dubbio nuovo per discutere, qua basta essere “contro” tutti per essere “diversi”.

Ricominciamo dall’inizio: essere responsabili significa dire si ma anche no, assumersi fino in fondo la responsabilità di quel che si dice e si decide, non è difficile bambini cresciuti da 0 a 25, potete farcela.

L’importante è non attribuire responsabilità che sono vostre ad altri, questo non si può fare, fate la vostra parte, ognuno farà la sua come sempre, bene o male dal 1946 ad oggi, il giorno che avrete il 51% da soli, io andrò a Monaco.

Volevate entrare in tanti in Parlamento, ma non così tanti da risultare determinanti, mi spiace, vi tocca crescere in fretta, forse troppo.

Jack

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