….per fortuna che non ho figli

Il mio Amico Jworld ha lanciato uno spunto “……..meno male che non ho figli”, spunto che lui, proprio perché ne ha due che non hanno neanche un mese, fa fatica a sviluppare.

Io che ne ho una che ha quasi 11 mesi ho un po’ più di tempo e quindi provo a lanciare qualche idea.

Ho sempre adorato i bambini e ho sempre sognato un giorno di averne.

Immaginando come sarebbe stato bello vederli crescere, aiutarli a crescere, insegnargli i valori che per me sono importanti, raccontargli chi sono e permettergli di avere sempre uno sguardo libero e trasparente sul mondo.

E poi è nata Caterina, una gioia non descrivibile a parole, la sensazione di completezza, la sensazione della chiusura di un cerchio d’Amore tra me e Serena, la consapevolezza di aver creato una nuova vita, con lo stupore che l’abbiamo creata, voluta e che adesso è un essere umano indipendente da Noi pur essendo per sempre parte di Noi, di Noi come coppia, di Noi come Famiglia.

Tutto bello?…tutto facile? direi di no! sicuramente le considerazioni precedenti sono ad un livello “alto”, c’è anche un livello più “basso” o meglio la quotidianità, le ansie, le paure, la stanchezza.

L’incapacità di comprenderli fino in fondo, con i loro continui e veloci cambiamenti, di orari, di umore; l’inadeguatezza profonda che si prova quando li vedi stare male e non sai come aiutarli e il solo modo che conoscono per esprimersi è piangere….piangere e piangere ancora, crescendo imparano ad aggrapparsi forte a te e farsi coccolare, ma i primi 3-4 mesi si sentono soli al mondo e incompresi.

Tu li guardi e ti sconvolge il fatto che il tuo solo amore non basti a farli stare meglio, che la tua sola presenza, che consideri vitale per loro, non riesca a confortarli in nessun modo.

Intanto la stanchezza sale e inizia uno strano percorso di coppia, fatto di mille insidie, di mille pericoli, il principale?…….secondo me porsi su due sgabelli distanti con i bimbi nel mezzo, quindi non riuscire ad ascoltarsi più, non riuscire a ritagliarsi uno spazio come coppia e quindi per la Famiglia, riversare tutto il proprio amore sul bimbo e non lasciare più spazio a quello per la moglie/marito.

Non avere più voglia di sforzarsi per venirsi incontro, ma usare il bambino come punto di contatto.

Vi sembra non ci sia via d’uscita?…..ebbene c’è, perché ad un certo punto dal fumo denso vedi spuntare una luce, quella dell’Amore vero, quella che in tanti anni vi ha permesso di costruire una casa dalle fondamenta solide e che non crollerà nel momento di difficoltà.

E vi ricorderete che vostro figlio è l’emblema più alto del vostro Amore, che nei suoi occhi pieni di lacrime o aperti in un sorriso gioioso potete sempre riconoscere vostra moglie o vostro marito.

Quindi la considerazione conclusiva, almeno per me, è che l’affermazione “meno male che non ho figli” è assolutamente priva di consistenza, solo quando ce li hai, in un percorso che potrà essere più o meno tortuoso, ti rendi conto di quale gioia pura e meravigliosa sono in grado di farti provare in ogni singolo istante della tua vita, che non sarà più quella di quando eravate solo in due, non lo sarà mai più, ma che sarà comunque migliore.

p.s. per Jworld e Cilia, la bandiera del pirata Jack sventola per voi in alto sull’albero maestro della nostra barca con un messaggio “un giorno tutto questo sarà uno splendido ricordo”

p.p.s. Ho volutamente tralasciato una visione Divina della nascita di un figlio, ma sappiate che per me, dalla prima immagine del cuore di Caterina che batteva all’impazzata, il pensiero che la vita sia un Dono e un Miracolo di Dio è diventata una certezza assoluta.

jack

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *