Per te

E ti chiedi sempre dove hai sbagliato…………sia che i tuoi figli abbiano 3-4 anni o 17 anni, problemi diversi, però i lucciconi negli occhi e il dolore che senti, la solitudine di scelte difficili, io le capisco, meglio le sento. “E’ facile per te”, se non vi volessi bene sarebbe facile, se avessi la pretesa di confrontarmi con te, sarebbe facile.

Affronto le cose che ci succedono sempre con molta prudenza, non so mai che consiglio darvi o aspettarmi da voi, in fondo a te, che dovresti essere fiera di te stessa, e che lo sei così poco, vorrei solo dirti che, al netto dell’affetto, hai fatto un ottimo lavoro di madre, che ti dice il contrario non si guarda bene intorno.

Qual’è il nostro compito di genitori oggi?…….insegnargli l’educazione?, come ci si comporta?, l’importanza dello studio?, di credere sempre nelle proprie idee ma di essere aperti al dialogo?, di non dire bugie?, di impegnarsi sempre fino in fondo?, di non vendersi mai? corpo e anima mai?, la verità è che non lo so e non lo sai tu.

Quando sbaglia, e io ho sbagliato e tu hai sbagliato, soluzioni?, punizioni?, proibizioni?, dialogo?, comprensione?, non lo so, con me punizioni e proibizioni non hanno funzionato, io sono sbocciato da solo a vent’anni e poi a trentacinque, sotto spinte diverse, il dolore e la passione, ma spinte mie personali, non per induzione, quelle non hanno funzionato.

Insegniamo ai nostri figli che la “cultura rende liberi”, la disciplina, l’impegno, non sono vincoli alle caviglie, ma un modo per crescere, per rendersi conto di qual’è il loro posto nel mondo.

Quello che so, mi ha permesso di scegliere, e se sono qui a scrivere di te è perchè capisco quanto è difficile, ma non ci si “ritira”, si combatte fino in fondo, questo è un buon insegnamento, ci si impegna di più, ma non ci si arrende, noi non siamo le loro guardie, il nostro compito è dargli gli strumenti perchè capiscano, imparino ad ascoltare, possano scegliere, oggi, domani, fra dieci anni, almeno possano tentare di fare la scelta giusta.

Chi lo sa che resterà di queste parole quando sarà il mio momento, il momento del Capitano Jack di affrontare la cruda realtà, quando Cate si chiuderà in una stanza a scrivere poesie “noir”, chissà se farò come mia madre che mi diceva “non mi piace quella roba, è troppo triste”, Cate ha tante parole in testa, come me, e le usa a sproposito, come me, ne percepisco i tratti, chissà se sapremo accompagnarla nei momenti in cui le si spezzerà il cuore perchè una amica l’ha lasciata sola, o il ragazzo è sparito nel nulla.

Spero un giorno di vederla rientrare a casa con la Kefia al collo (quella di Zio Marco) e un’agenda rossa nella mano, vestita male, ma con gli occhi fieri e ben aperti.

Io ti ammiro e ti voglio bene, sei una gran donna, vittorie e sconfitte fanno parte della vita, per natura non riusciamo a goderci le vittorie e ci trituriamo nelle sconfitte, fa parte del nostro essere ed è perchè siamo così che ci vengono i lucciconi, di quella luce in fondo agli occhi impareremo prima o poi ad essere fieri .

Jack

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