Burlesque

Non esiste la ragione di Stato e non esiste la morte per critica.

Mi mancavano la pagliacciate di Cicchitto e Sallusti, ritornati nei sarcofagi dopo la dipartita del Capo.

Aggiungo,  che D’ambrosio aveva risposto al Fatto Quotidiano di persona, da uomo integerrimo quale era probabilmente, e si era rifiutato di rispondere a certe domande perchè il Capo dello Stato non lo aveva “sciolto” dal vincolo, e si era pure dimesso, dimissioni respinte da Napolitano.

Lo stesso che è ossessionato da quelle due conversazioni con Mancino, che nessuno conosce e che probabilmente verranno distrutte, lo stesso che straparla con il suo eloquio stucchevole, di verità sulla trattativa Stato-Mafia, sapendo che la verità dovrà partire dallo Stato e non dalla magistratura, da quanti magari anche in buona fede, hanno trattato, che dicano la verità.

Non lasciamo lo Stato in balia di uno strisciante ricatto, non addossiamo a Ingroia e Scarpinato responsabilità che non gli competono, non è sempre una questione di scegliere da che parte stare o di maledette “prerogative”, è il momento dei segnali forti.

Napolitano ne dia uno, invece di vaneggiare sui giornali accecato dal dolore: che si è detto con Mancino?, perchè si è interessato tanto?, nel 1992 era presidente della Camera, sa qualcosa che tutti abbiamo il diritto di sapere?

Cicchitto, Gasparri, Quagliariello, Sallusti, ma non c’è pure per loro una gara di burlesque a cui partecipare?

Non capiscono…………………per dirla alla De Gregori “qui si fa l’Italia o si muore e dalla parte sbagliata si muore………..”

Jack

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