Oscar Luigi Scalfaro

Il 25 Maggio 1992 è una data che questo paese dovrà ricordare sempre. E’ il giorno dell’elezione a Presidente della Repubblica di Oscar Luigi Scalfaro, democristiano, membro dell’assemblea costituente del 1946.

Siamo a due giorni dalla strage di Capaci nella quale perse la vita Giovanni Falcone, il parlamento è scosso da furiose polemiche, quello che sembrava ormai il favorito nella corsa al Quirinale, il “colluso” (come da sentenza “organico a Cosa Nostra almeno fino al 1980”) senatore Giulio Andreotti, si ritira dalla corsa.

Cosa Nostra raccoglie due “piccioni con una fava”: elimina il giudice del “maxiprocesso”, e stoppa la corsa alla carica di Presidente della Repubblica del suo ormai ex-alleato, il messaggio arriva forte e chiaro, e dal cilindro di quel parlamento esce il nome di Oscar Luigi Scalfaro.

E’ lui a difendere lo Stato dai primi attacchi eversivi mossi da Berlusconi nel 1994, per esempio il decreto “salvaladri”, e’  lui a difendere e a spiegare agli italiani l’importanza della Costituzione e delle sue leggi, memorabile il discorso del “Non ci sto!

E’ lui che negli ultimi anni della sua vita in qualunque apparizione pubblica parlava di storture, di politici corrotti, di lotta alla Mafia, di leggi vergognose, di politici impresentabili.

I suoi detrattori, soprattutto i “berluscones” più beceri, ricorderanno di sicuro il processo per i fondi neri del Sisde, nel quale la sua posizione verrà archiviata perché il “fatto non sussiste”, anzi verranno giudicate del tutto inaffidabili le persone che tenteranno di tirarlo in ballo in quella brutta storia mai del tutto chiarita.

Se ne va un Padre della Patria e un galantuomo, le bandiere a mezz’asta di Openjack sono per lui.

Jack

 

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