E’ lui il problema

Ieri sera ho seguito le dichiarazioni di voto finali sul “processo breve””, il Nadir di tutte le leggi ad personam, con una aggravante: i danni che provocherà sono incalcolabili.

Quando parlo di danni, non mi riferisco al numero di procedimenti tagliati subito o a regime da questa legge, una guerra esclusivamente di numeri tra il Ministro della Giustizia Alfano e il Csm.

Mi riferisco a quel senso di ingiustizia che mi ha lasciato dentro, insieme ad una convinzione profonda: questa legge non ha niente a che fare con la giustizia.

In questi anni i politici, tutti, si sono riempiti la bocca con frasi tipo:”bisogna garantire la certezza della pena“, “c’è un disperato bisogno di giustizia per le vittime“.

Due frasi sacrosante, che condivido in pieno, ma questa legge, fatta dai “garantisti de noantri”, fa tutto tranne che “garantire” giustizia: è una legge pensata dai colpevoli per i colpevoli.

Risolve, almeno, uno dei quesiti che in questi anni mi ha posto più volte Jwolrd (il capitano latitante di questa nave), il quale ha sempre sostenuto, a differenza mia, che il problema non sia Berlusconi.

Questa legge dimostra la mia tesi, perchè, se non ci fosse Berlusconi Presidente del Consiglio dei Ministri, a nessun malato di mente verrebbe in testa di varare una legge tanto ingiusta.

Ma capisco Cicchitto, perchè se il presupposto di partenza di una qualunque discussione in materia di giustizia è che Berlusconi è un perseguitato dai Pubblici Ministeri per fini politici, allora non ci sarà mai via di uscita al cortocircuito.

Basta parlare chiaro:”noi non ci faremo processare nelle piazze  e nelle aule di Tribunale” ha detto tutto accorato l’ex piduista.

Quindi il problema non è la “ragionevole durata dei processi”, perchè in fondo 3 anni possono essere ragionevoli o meno a seconda della complessità dell’inchiesta (per Tanzi non bastano, per Berlusconi nel processo Mills avanzano, da qui anche la necessaria “prescrizione breve”), il problema è proprio non farsi processare.

E stavolta a B&C il gioco di prestigio sembra essere riuscito.

Prossima mossa? A questo punto proprio non saprei, confidiamo nel Presidente della Repubblica, ma guai ad arrendersi.

Jack

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