radical chic

La verità è che sono un “radical chic” come dice la Gelmini, e quindi mi sta diventando sempre più insopportabile ascoltare la gente che parla, e mi emoziona una canzone “popolare” come quella di Vecchioni a Sanremo, ne ha scritte di più belle, di più emozionanti, penso a “figlia” o a “sogna ragazzo sogna” o “Vincent”.

La verità è che non riesco più ad essere il “cronista” di questo 2011, dove la cronaca si confonde con la fantasia, con la cirnconvenzione degli incapaci, tutte le truppe sono schierate al fianco del Monarca per combattere l’ultima battaglia, quella che si gioca su un percorso di devastazione civile.

Titoli come “Berlusconi scende di nuovo in campo contro i pm di Milano”, nascondono una deriva perversa fuori controllo, così come vuol fare Butti per la Rai o Alfano per la Giustizia, vogliono la testa di Santoro, non per quello che dice, ma perchè la gente si fida, vogliono il suo share, creato con anni di denunce bipartisan e considerato da almeno 6 milioni di persone credibile, vogliono la testa di Saviano, non per Gomorra, ma perchè la gente lo segue e lo rispetta e lo ascolta, e nessuno deve essere ascoltato, specialmente se usa parole chiare e comprensibili.

Vale anche per i professori della scuola pubblica, piace al monarca la chiesa, quella dei Bagnasco, quella del compromesso morale, quella di cui non si fida più nessuno, piace al monarca Daniela Santanchè, una che non ha nessuna faccia da perdere e quindi è disposta a tutto per salvare se stessa e il suo potere occulto.

Piace al monarca questo gioco della contrapposizione continua, dello scontro continuo, perchè non sa ragionare, perchè ci stanno “inculcando” il modello dell’eseguire in silenzio, dell’obbedienza cieca e sorda, è ormai preda di se stesso e del circolo vizioso che ha creato, non può più tirarsi indietro, è concettualmente il Gheddafi del mondo occidentale.

Oggi viene fuori una piccola parte della P4, il multiplo della loggia massonica P2 del venerabile Licio Gelli, il cui piano per una “riforma epocale” della giustizia era un gioco da ragazzi rispetto a quello messo appunto da Alfano, perchè la riforma della Rai era una sciocchezza rispetto a quella pensata da Butti.

Se aveste letto “il caso Genchi, un uomo in balia dello Stato”, sapreste che non c’è niente di nuovo, che Bisignani è Bisignani dal 1992, che destra e sinistra, che Berlusconi e D’alema, si danno di gomito da almeno 15 anni……………………………..che non ci resta che emigrare.

Una risposta a “radical chic”

  1. Torniamo al tormentone di “vieni via con me”:

    – restare o partire ?

    Non per essere cerchio-bottista, ma in entrambe le alternative occorre avere una buona dose di coraggio per motivi diversi.

    Forse nel secondo caso + che di coraggio si tratta di resistenza…

    Ho solo un dubbio …..far emigrare le generazioni future o dare noi l’esempio ?

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