Messaggio in bottiglia

Mentre sorseggio l’ennesimo rum, un bagliore mi acceca gli occhi, è una bottiglia di vetro che galleggia silenziosa verso lariva, dentro c’è il classico foglio di pergamena, quello dei messaggi gettati in mare, quello che raccoglie di solito le ultime volontà o il ricordo di un’amore finito.

Il messaggio per me è: non ti arrendere, ho bisogno dei tuoi racconti, dei tuoi sogni infranti, per non sentirmi troppo sola quassù, mi servono i tuoi occhi.

Sono talmente ubriaco che non riesco a leggere la firma, ma so di chi è il messaggio, lo riconosco dall’indomito invito a non fermarmi.

Ieri era il giorno della memoria, da qualche anno arriva nel giorno del compleanno di mio padre, quindi per me assume un significato ancora più profondo.

Come dice Jworld, mi capita spesso che il frastuono di questo periodo mi impedisca di scorgere le cose essenziali, di disperdere le mie energie, di impantanarmi in un cinismo così radicale da farmi sembrare che niente valga una parola, se non gli affetti, quelli profondi, quelli che sono in grado di scuotermi, sempre.

Memoria…………………………….. ricordo di aver scritto un giorno che Openjack sarebbe stata la nave della memoria per Samuele, Filippo, Caterina, Futura.

E allora andiamo a cercare un vento buono per far ripartire la memoria di Openjack.

Ho comunque una certezza: i nostri figli non avranno bisogno di conoscere lo squallore di questi giorni, la bassezza di certi personaggi, la loro memoria è salva.

Il nostro compito è ancora intatto, i nostri doveri sono sempri gli stessi, la nostra Fede è ancora salda e si ribella al silenzio e alla commistione del linguaggio, noi diciamo ancora e sempre “si si, no no”.

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