Un altro anno

E’ stato un anno difficile qui a Tortuga, si è spesso alzato un vento fastidioso, un vento insistente che ha fatto scricchiolare l’equipaggio.

Qualcuno avrebbe mollato, qualcuno, per fortuna, ha tenuto serrati i ranghi, ma il vento continua a spirare forte e quindi il futuro è indecifrabile.

A qualcuno si è spezzato il cuore, qualcuno ha fallito, qualcuno si è sentito solo, qualcuno è finalmente felice, per qualcuno il futuro è in balia delle onde, per qualcuno è stato un anno esageratemente faticoso.

Mi piacerebbe poter fare una previsione ottimistica per il 2011, ma temo che, per molti di noi, sarà l’anno della resa dei conti, e quando arriverà il momento di tirare la linea, il risultato sarà incerto.

E nell’incertezza si nasconde la paura e nella paura salgono le tensioni…..quelle interne all’equipaggio non sono in grado di decifrarle e questo per un capitano è un grande fallimento.

Alcune tensioni nascondono un’incapacità di comunicare molto forte, che spesso mi ha spinto, sbagliando, ad andare oltre, a forzare la mano, a non voler essere il solo a sapere.

Nella mia bandana tengo chiuse le 7 monete d’oro e le 3 monetine, quelle che ritengo essere il mio tesoro, e un tesoro va sempre protetto, sempre.

I miei stati d’animo hanno subito forti scossoni, non sempre sono riuscito a proteggermi e a proteggere le persone a cui voglio più bene.

Spero di essere sempre riuscito a far sentire la mia vicinanza, la mia presenza, la mia condivisione.

Ho giocato molte mani, sempre a carte scoperte, ho giocato forte con il destino e lui mi ha giocato.

Ho giocato spesso con Jworld e Cilia e sono mani di cui vado molto fiero.

Ho giocato molto insieme a Laura e almeno per me ne è valsa la pena.

Ho giocato spesso con i nostri bambini e guardarli è stato un vero spettacolo, sono il futuro di questa nave, sono loro ad insegnarti le regole del gioco, tuo dovere è ricordarle e rispettarle.

Continuo a giocare con Serena, lo faccio da una vita, punto sempre tutto, a volte mi nascondo, a volte non dico tutto quello che dovrei o potrei, ma è la più bella partita della mia vita.

Jack

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