Un altro punto di vista

Sono un cristiano “sui generis“, lo sono sempre stato, negli ultimi anni sono diventato più severo con me stesso e con gli altri, la fede quella no! Quella l’ho sempre avuta, insieme ad un atteggiamento molto critico nei confronti della Chiesa “degli uomini”, che in molti casi, più che la “sposa” di Cristo, mi è sembrata schiava del potere  e degli affari.

Quello che spesso mi è mancato è il coraggio di raccontare le mie difficoltà di cristiano di fronte alla vita, di fronte alle scelte degli altri, di fronte a posizioni assunte dalla Chiesa in aperto contrasto con il mio sentire interiore, con il mio essere uomo.

Immagino che queste difficoltà siano comuni a molti cattolici, soprattutto a quelli che hanno un confronto serrato con la propria coscienza.

Lo spunto per questa riflessione mi arriva dal post di Jworld e dalla vicenda di Mario Monicelli, suicidatosi a 95 anni, gettandosi da una finestra.

Napolitano ha parlato di “estremo scatto di volontà”, la Binetti di “elogio dell’eutanasia”, sbagliano entrambi secondo me, ma ognuno è libero di pensarla come vuole, senza mai dimenticare che le parole sono oggetti potenti, da maneggiare con accortezza.

Mario Monicelli si è suicidato.

La domanda che mi sono posto è: un uomo di 95 anni, cieco, a cui resta poco da vivere e quel poco sarà pieno di sofferenza, ha il diritto ad una morte che lui ritiene più dignitosa rispetto ad una vita che non vuole più vivere? La mia risposta è stata si, ne ha diritto.

Piergiorgio Welby aveva diritto a non volere una vita che si avviava verso atroci sofferenze con una lunga agonia? Si, ne aveva diritto.

Eluana Englaro aveva diritto, come aveva chiesto, di non restare in vita solo grazie a delle macchine, in stato vegetativo? Si, ne aveva diritto.

Queste risposte che sono immediate nella mia mente, diventano più difficili da elaborare se penso che queste posizioni vogliono dire essere favorevoli all’eutanasia, pratica in contrasto netto con il principio che la vita è Sacra e appartiene a Dio.

Sono disposto ad accettare di essere in errore, sono disposto a non essere creduto un buon cristiano, ma vorrei che anche gli altri non si opponessero alla riflessione.

Riguardo l’argomentazione “come glielo spieghi ad un ragazzo di 20 anni su una sedia a rotelle che deve continuare a vivere……?” per me la risposta è semplice: se la sua Fede è salda nessuna finestra potrà mei tentarlo, se la sua Fede vacilla, non sarà certo una finestra a fermarlo.

Lasciare intendere che il solo fatto di rispettare le scelte altrui, sia sinonimo di condividerle, o magari un giorno emularle, mi sembra una forzatura eccessiva.

Nessuno ha tessuto l’elogio della scelta di Monicelli, molti l’hanno rispettata, qualcuno l’ha condivisa, altri l’hanno giudicata.

In fondo l’annoso problema rimane sempre quello: rispettare la decisione di Monicelli è da stato laico, giudicarla meritevole dell’inferno è da “stato Chiesa”.

E fino a prova contraria il nostro è uno stato laico, lo “stato Chiesa” è “nell’alto dei cieli”, lì, per chi crede, verremo giudicati per le nostre azioni e da Nostro Signore.

E ancora, diciamo no al testamento biologico perchè pensiamo che tutti sceglierebbero, in determinate condizioni, di morire anzichè di vivere?

Secondo me, uno stato laico ha il dovere di garantire una “morte dolce”, in condizioni ben precise, studiate nei minimi dettagli, a chi non ritiene che la propria vita appartenga a Dio, ma si ritiene padrone del proprio destino.

Così come uno stato laico ha il dovere di garantire la possibilità dell’interruzione di gravidanza e possibilmente di farlo nel modo più sicuro e meno umiliante per le donne.

Questo perchè non possiamo imporre le nostre convinzioni, la nostra Fede a tutti gli uomini.

I cattolici sembrano ancora puntare sull’oscurantismo, sui divieti, sulla reprimenda, sui giudizi morali, quando invece dovrebbero tornare a puntare sulla catechesi e sull’ecumenismo.

L’arrocco cattolico ha prodotto solo l’allontanamento della gente dalla Chiesa e se la Chiesa non si aprirà alla discussione e alle riflessioni, i cattolici continueranno ad andare raminghi per il mondo, cercando di imporre la propria Fede, e facendolo con toni aspri  e che non ammettono repliche, e che per questo sono inaccettabili.

Jack

2 risposte a “Un altro punto di vista”

  1. C’è da chiedersi chi oggi come oggi non sia un cristiano sui generis…
    Al di là dei catechismi,dei precetti, dei dogmi delle varie Chiese (cattolica, protestanti, ortodosse..) essere cristiani significa “semplicemente” mettere Cristo al centro della propria vita, averlo come unico punto di riferimento…
    Per la mia esperienza umana, è la cosa più difficile del mondo…
    Perché Cristo è quello che ha detto “ama il prossimo tuo come te stesso”, quello che ci ricorda che è troppo facile amare gli amici, e che bisogna amare di più ancora i nemici…quello del porgi l’altra guancia, del “dai a Cesare quel che è di Cesare…ma a Dio quel che è di Dio”….colui che ha amato al primo sguardo il giovane ricco, ma poi lo ha visto voltargli le spalle perché non aveva il coraggio di abbandonare tutto per Lui, colui che ha difeso pubblicamente la Maddalena e Matteo…colui che avrebbe potuto “auto-allontanarsi” l’amaro calice, ma invece ha riposto la sua fiducia in Dio, ha affidato a Lui la sua vita perché e a Lui che appartiene….
    No, mi sento di dire che nessuno di noi è davvero un bravo cristiano…
    E non lo siamo nelle piccole cose della vita quotidiana, ancora prima di confrontarci con i grandi temi della politica sociale contemporanea come l’aborto o l’eutanasia…
    Ieri sera Jack mi ha fatto riflettere, dicendomi che i Valori che dovrebbero guidare una politica etica non sono esclusiva dei cattolici, come molti cattolici, per l’appunto, si ostinano a credere, ma sono condivisi, tra persone di estrazione e formazione completamente diversa….
    Ha ragione. Valori come la legalità, la giustizia sociale, la difesa della famiglia, del diritto del lavoro, della costituzione, sono valori trasversali a diverse fasce politiche, che vanno sicuramente dal centro alla sinistra (anche quella che molti si ostinano a considerare estrema), e mi piace pensare che forse anche a destra ci sia qualcuno che vi si riconosce e che un giorno deciderà di comportarsi di conseguenza…
    Però ci sono dei valori che invece sono tali solo per i cattolici e sono quelli che li mettono più in difficoltà quando si devono confrontare con il resto del mondo.
    Perché si parte da presupposti diversi e insanabili…
    Per un cattolico si parla di Vita dal momento del concepimento. Ovulo e spermatozoo che si uniscono sono già vita, esattamente come un bambino o un adulto.
    Per molti altri, no. “E’ troppo presto parlare di Vita”, si sente dire…
    Se per un cristiano è Vita, come si può accettare l’aborto?
    E qui iniziano i problemi, perché per un cristiano è un dovere anche rispettare la legge, è un dovere essere accanto a chi soffre, è un dovere garantire la dignità della persona, anche quando si tratta di una donna che vuole abortire…
    Nella società di oggi, che deve fare il cristiano? Essere contro l’aborto e punto? O deve lottare tutti i giorni nel rispetto della legge per fare in modo che il minor numero di donne si sentano così sole da abortire?
    La risposta non è facile come sembra, se ci si mette nella condizione razionale di pensare con onestà intellettuale che per un cristiano questo significa acconsentire all’interruzione di una Vita.
    Stessa cosa per l’eutanasia…
    Per un cristiano la Vita appartiene a Dio e non a noi.
    E non siamo liberi di farne ciò che ci pare. Questa è la Fede e come tale non andrebbe discussa o giudicata.
    Ma davanti alla sofferenza indicibile? O anche davanti all’espressione di volontà di persone che quella Fede non l’hanno e alla stessa maniera non per questo vanno giudicati?
    Ma il dilemma morale è sempre lo stesso…se ho un Valore, come posso politicamente non tenerne conto?
    Spero si capisca che a tutti questi interrogativi non ho una risposta…sono quelli che mi pongo tutti i giorni…
    Il mio lato umano mi fa provare compassione e talvolta comprensione per coloro che in situazioni di una difficoltà tale che non riesco neanche a immaginarla, fanno scelte che razionalmente considero contro la mia Fede…Ancora di più, in molti casi non saprei proprio dire come mi comporterei io, non potrei certo metterci la mano sul fuoco…
    Però mi dispiace anche quando in maniera forse un po’ ottusa, si considerano i cattolici semplicemente bigotti, senza capire che si tratta, appunto di Valori e in quanto tali da rispettare.
    Butto lì un esempio stupido: se uno ha il valore della legalità , nessuno si stupisce che faccia una legge contro l’evasione fiscale…allora perché dobbiamo essere arrabbiati e sprezzanti con i cattolici se hanno delle difficoltà a dirimere la questione del testamento biologico?

    Come al solito mi sono dilungata in maniera logorroica,mi spiace.

    Concludo tornando un attimo alla politica, e ad un argomento caro a Jack…
    Torniamo ai valori condivisi…possibile che non si riesca davvero a partire da lì per creare una politica nuova che dia davvero speranza a questo Paese?
    Quelli trattati in questi post sono sicuramente argomenti importanti, ma siamo sicuri che siano davvero le urgenze di questo Paese?
    La sinistra e i cattolici continuano a litigare su aborto, fecondazione e testamento biologico.
    Io sono convinta che siano argomenti scottanti che prima o poi dovranno essere presi in considerazione dalla politica…
    Ma non sarebbe più urgente fare prima delle riforme vere sul lavoro, sulla finanza, sulla famiglia, sull’istruzione?
    Forse quando tutte le giovani coppie avranno la certezza del lavoro, della casa, di una banca che cura i loro risparmi, di una scuola che forma dei ragazzi colti e pronti a diventare qualunque cosa vogliano, di uno Stato che è dalla loro parte…allora saremo tutti più sereni per discutere anche di altro…

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