“….Quando lavoro produco lavoro,

potete spiegarlo  a  economisti e governanti?”….ed anche al mio capo!

Questo mio post nasce dalle riflessioni di Serena (cfr. Mamma/Professionista) e dai 1000 pensieri che ultimamente, in attesa di una risposta dal mio capo, frullano nella mia mente e che saltano fuori nei momenti più impensati della giornata, quando dormo (..effettivamente in quel momento faccio un po’ di fatica!), quando guardo alcuni programmi in TV; quando leggo il giornale la mattina; quando sto in macchina per andare a prendere i gemelli all’asilo ed ho sempre i minuti contati; quando vado a fare la spesa con: due passeggini, due buste, una cassa d’acqua…e qualche “simpaticone” ha parcheggiato davanti lo scivolo; quando a lavoro vengo “ammonita” se esco in anticipo o prendo un giorno di malattia bimbo.

Il titolo del post, l’ho preso in prestito dall’ “Elenco di alcuni pensieri delle donne che lavorano” letto lunedì sera dal Segretario della CIGL Susanna Camusso durante la trasmissione “Vieni via con me” , inoltre stamattina un articolo apparso sulla Repubblica ha attirato la mia attenzione forse perché il problema per me non sussiste visto che come prima gravidanza ho avuto due gemelli, comunque, il titolo è: “Crescere senza fratelli – Il sorpasso del figlio unico”, voi vi chiederete: “dove vuoi arrivare?”, ed io vi rispondo: non lo so.

Le domande che non mi fanno dormire continuano ad esserci, ma soprattutto in mente mi si ripropone la solita litania: “vivo in un paese triste! con una mentalità triste, e forse ormai rassegnato allo scorrere delle cose, dove non c’è più spazio per i diritti,  dove  le donne che lavorano devono, per causa di forza maggiore, convivere sia con i sensi di colpa propri che con quelli conto terzi”.

cilia =)

Elenco di alcuni pensieri delle donne che lavorano

  1. Io sono l’invisibile. Durante la notte o all’alba, pulisco il luogo dove lavorerai.
  2. Curo la vita e la morte, mi chiamano badante, sono prigioniera di un permesso di soggiorno.
  3. Ho firmato un foglio di dimissioni in bianco. Previene la gravidanza.
  4. Cerco lavoro. Meglio nascondere laurea e master, giuro di non avere specializzazioni.
  5. Corro a casa, ma la pizza con il mio capo era  necessaria per la carriera.
  6. Guardo la fabbrica e so che il mio lavoro è andato in Serbia.
  7. Invento, ricerco. Aspetto un biglietto aereo per l’estero.
  8. Curo, accudisco, lavo, stiro e tanto altro: chissà se è  un lavoro…
  9. Sono nata nel sud, posso scegliere tra obbedire o emigrare.
  10. Avevo un lavoro, poi hanno abolito il tempo pieno a scuola.
  11. Rispondo a un annuncio di lavoro: sarò abbastanza carina? E abbastanza giovane?
  12. Passo le ore ad una cassa, sorrido. Ma non era domenica?
  13. Quanti asili si possono fare con i soldi del Ponte sullo stretto di Messina?
  14. Sono un dottore. Non sono un primario.
  15. Quando lavoro produco lavoro, potete spiegarlo  a economisti e governanti?
  16. Ho inventato nuove professioni.
  17. Ho conquistato le otto ore.
  18. Ho conquistato il tempo del matrimonio, della maternità, dell’allattamento.
  19. Ho conquistato il diritto di sentirmi uguale nel lavoro,  restando differente.
  20. Felice il giorno in cui non dovrò conquistare niente di più, staranno meglio anche gli uomini.

da vieni via con me

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