Crisi Istituzionale

Su tre provvedimenti presentati ieri in Parlamento, il governo è stato battuto, si è formata la tanto temuta, dal Cavaliere, maggioranza alternativa: Pd, Udc, Idv, Fli.

Aldilà dei contenuti dei provvedimenti, è il segnale ad essere importante: il governo politico di questo paese è giunto al capolinea.

Se Berlusconi fosse un Presidente del Consiglio serio, oggi stesso salirebbe al Colle e rimetterebbe il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica.

Credo che a quel punto Bossi uscirebbe da dietro “il cespuglio” minacciando una nuova “marcia su Roma” con i soliti 8 milioni di padani muniti di fucile e Berlusconi griderebbe al golpe nel caso in cui il Presidente della Repubblica non sciogliesse su sua richiesta le Camere.

Le strade per il Presidente della Repubblica, nonostante le sciocchezze che scrive Sallusti su Il Giornale, o dicono Maroni e Bondi, o scrive Belpietro su Libero, è già scritta.

La nostra Costituzione infatti prevede che il Presidente della Repubblica sia obbligato a verificare se in Parlamento esista una maggioranza politica diversa che abbia i numeri per sostenere un nuovo governo, il famoso “giro di consultazioni”.

Al termine del quale il Presidente della Repubblica o conferirà il mandato di formare un nuovo governo ad un personaggio diverso da Berlusconi, probabilmente Casini, o verificherà che c’è la possibilità per un Berlusconi bis, magari allargato all’Udc, o se le consultazioni avranno dato un esito negativo scioglierà le Camere e indirà nuove elezioni.

Qualunque cosa leggerete o sentirete sui giornali e in televisione da esponenti del centrodestra e da giornalisti del centrodestra, questa è la nostra Costituzione, queste sono le regole alle quali deve scrupolosamente attenersi il Presidente Giorgio Napolitano.

Berlusconi si appellerà al popolo  e minaccerà una grande manifestazione di piazza, citerà l’articolo 1 della Carta, invocherà la sovranità popolare che questo articolo sancisce.

Ma dell’articolo 1 citerà, come sempre, solo la prima parte, noi per dovere di cronaca lo riportiamo per intero, in modo che sia chiaro il ruolo della Costituzione nella nostra Democrazia.

Articolo 1 della Costituzione Italiana (da www.senato.it)

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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