Rispettare Cristo: una nuova generazione

La religione cristiana è una religione molto tollerante, lo è per “definizione”, spesso intolleranti sono i politici che dicono di essere cattolici e di difendere le radici cristiane dell’Italia.

Per noi cristiani: Cristo è morto in croce per la salvezza di tutti, di tutti gli uomini, senza distinzione di sesso, razza, religione, condizione sociale (Vangelo/art. 3 della Costituzione, fate voi).

Una strana commistione vero?

In pochi la riconoscono, molti dovrebbero imparare ad accettarla, tutti noi dovremmo rispettarla.

Rispettare Cristo implica rispettare la Costituzione e le sue leggi, rispettare Cristo ha implicazioni profonde sull’etica e sui comportamenti verso il prossimo.

Rispettare Cristo non è cercare il potere per il potere, rispettare Cristo significa dare senza condizioni e amare il proprio prossimo.

Immagino le obiezioni: ma nella Costituzione sono contenute leggi in aperto contrasto con gli insegnamenti di Cristo, soprattutto la legge 194 sull’aborto, la legge sul divorzio.

Ma noi dobbiamo fare una netta e fondamentale distinzione: una nuova generazione di politici cattolici, non vuol dire assolutamente una nuova generazione di politici per i cattolici.

Il significato della “Nuova Generazione” di cui parla il Papa, l’urgenza e la forza con la quale ripete questo messaggio è strettamente legata, per me, alla mancanza di etica dell’attuale classe politica, all’assoluta mancanza di rispetto per il prossimo dell’attuale classe politica, al mercimonio, alla corruzione che dominano questa classe politica.

Perché se la “Nuova Generazione di politici cattolici” serve solo per imporre ai laici e ai mussulmani (per citare la comunità religiosa più presente in Italia) il crocifisso nelle scuole, per privilegiare “le coppie sposate che intendono procreare” (Sacconi, professione: Ministro della Repubblica), per imporre l’obiezione di coscienza sulla pillola RU486, per vietare il preservativo, per favorire la scuola privata, la sanità privata, allora non serve a niente.

Non è quello di cui ha bisogno questo paese per tirarsi fuori da una crisi etica così profonda da produrre oltre 60 miliardi di euro di corruzione l’anno.

Serve a questo paese una “Nuova Generazione di politici cattolici” solo se sarà una generazione aperta al confronto, aperta alle esigenze di tutti, che riporti in alto la “questione morale” e gli insegnamenti di Cristo.

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