Strani titoli

Titolava l’altro ieri l’edizione online de Il Giornale: Ciancimino indagato per associazione mafiosa, anche Mori per “concorso esterno”.

Se leggessi esclusivamente il quotidiano della famiglia Berlusconi, sarei portato a ritenere che il reato ipotizzato per Massimo Ciancimino sia più grave di quello contestato all’ex generale del Ros Mario Mori.

E a pensare che Ciancimino sia un mafioso e che tutte le sue dichiarazioni e le “carte” che ha portato a conferma delle sue testimonianze, non siano attendibili.

Perchè, inoltre, Il Giornale non ha scritto neanche una riga sulla perizia della polizia scientifica, che ha stabilito che 54 dei 55 documenti prodotti da Ciancimino sono autentici, fate attenzione, autentici non vuol dire che il loro contenuto sia veritiero; quell’unico che non è possibile attribuire con certezza, e sul quale, sempre Il Giornale ha giocato molto, è già stato verbalizzato da Ciancimino come un collage fatto da lui, contenente una parte scritta di suo pugno e una parte dal padre.

Ma il gioco di prestigio del Giornale è un altro: i due in realtà, Mori e Ciancimino sono indagati per lo stesso reato “concorso esterno in associazione mafiosa“, ma tagliando e cucendo il “titolo” del reato, si cerca di attribuire a Ciancimino responsabilità maggiori che a Mori.

La domanda è: PERCHE’?

Questa storia di intrecci, sangue e trattative si fa sempre più complicata.

L’incrocio fra Ciancimino, Mori, Spatuzza, Narracci, si fa sempre più intricato.

Ma tutte le strade portano a Via D’Amelio e ad una verità pericolosa.

Jack segue il filo rosso.

Jack

 

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