Fini off-shore

E così ha parlato! Tutti lo aspettavano, neanche fosse il Papa, ha ammesso di essere stato forse poco accorto, ma ha rilanciato e, se fosse possibile, dilatato, la distanza fra lui e il premier.

Tatticamente è un avversario molto ostico per Berlusconi e la sua corte.

E’ riuscito a staccare 35-36 deputati dal Pdl, giocando tutto su un tema impervio per il Cavaliere, la legalità.

La vendetta di Berlusconi non si è fatta attendere, non politicamente, in quell’ambito non è proprio capace, ma scatenando una campagna mediatica furibonda, fatta di improbabili schedine del superenalotto, di personaggi squalificati come Gaucci e di venditori di cucine scavolini.

Il tutto legato ad una casa a Montecarlo, ereditata da Alleanza Nazionale, e adesso abitata dal cognato di Fini, Giancarlo Tulliani.

Tra l’acquisizione di An e l’affitto da parte di Tulliani, c’è il passaggio più oscuro di tutta la vicenda.

Ad acquistare l’appartamento da An è stata una società off-shore, con sede nell’Isola di St. Lucia.

Il sospetto è che questa società off-shore appartenga in realtà allo stesso Tulliani.

Ed ecco che, qualche giorno fa, sbuca all’improvviso una lettera confidenziale del Ministro degli Esteri di St. Lucia, nella quale si afferma che la società off-shore in questione, la Printemps, appartiene proprio a Tulliani.

Inoltre in un’intervista, per la prima volta nella storia, il Ministro degli Esteri di un paradiso fiscale, uno di quelli che non rispondono neanche alle rogatorie della magistratura, conferma il contenuto della lettera.

Sospetti a non finire: Fini è complice del cognato o il cognato ha preso in giro Fini?.

Ma ecco un altro colpo di scena: due giorni fa, un ex parlamentare della Lega Nord, avvocato, rilascia un’intervista, nella quale dichiara che la casa e quindi la società off-shore Printemps, appartengono ad un suo cliente ed esclude nella maniera più assoluta che sia di Tulliani.

Insomma una gran confusione, una nube densa di sospetti, di ricatti.

Un gioco sporco ben architettato dai due house organ berlusconiani Libero e Il Giornale, che sguazzano, ormai da un paio di mesi, in questo pantano.

Tutto  questo per affermare un principio, sempre lo stesso, secondo il quale, per dirla con De Gregori:”tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera“, cioè Berlusconi è indifendibile, ma tutti gli altri sono come lui, se non peggio.

Io spero vivamente, anche se qualche dubbio ce l’ho, che nessuno, o almeno nessuno dei naviganti di Openjack, possa dare credito a questo principio del tutto amorale e indegno.

Per chiudere, anche Fini è rimasto vittima di questo gioco, tanto da arrivare a dichiarare che si dimetterà nel caso venga fuori che la società off-shore Printemps, appartenga al cognato.

Questa affermazione non sta nè in cielo nè in terra, Fini si deve dimettere qualora si appurasse che la società off-shore proprietaria della casa di Montecarlo, appartenga a Tulliani e che lui ne fosse a conoscenza.

Solo in questo caso Fini sarebbe politicamente colpevole, badate bene, non penalmente, e solo in questo caso le sue dimissioni sarebbero doverose, per l’alto senso morale al quale dice di ispirarsi.

p.s. in tutto questo, il vero mistero dei misteri, sono le dimissioni di Vittorio Feltri da direttore de Il Giornale, con Alessandro Sallusti al suo posto, aldilà che fra i due non c’è partita, si può proprio dire che al peggio non c’è mai fine.

Jack

2 risposte a “Fini off-shore”

  1. Non sono del tutto d’accordo che Fini si debba dimettere solo se venisse provato che la casa di Montecarlo è di Tulliani E che lui lo sapeva:
    1.Mi riesce difficile pensare che se le cose stanno veramente così lui non ne sapesse niente….questa storia dell’ “a mia insaputa” l’abbiamo già sentita o no? Con tutte le differenze del caso, certo, però…
    2. A mio parere dimettersi sarebbe comunque un gesto di rispetto verso le istituzioni, di un livello al quale non siamo più abituati….mi piace pensare che i rappresentanti delle ns istituzioni debbano essere persone non semplicemente “non penalmente o civilmente perseguibili”,ma semplicemente al di sopra di ogni sospetto di qualsiasi genere, lontane da ogni ombra di compromesso o compromissione, insomma veramente di “alta levatura morale”….invece noi Italiani ci stiamo sempre più abituando a pensare che se proprio non sei un delinquente o non hai commesso un reato,già va bene!
    3. La situazione politica attuale è comunque molto strana. Il partito di “origine” di Fini (AN) non c’è più a anni. Fini non fa più parte di nessun partito, cacciato dal Pdl fonda Futuro e Libertà; non so se sia un partito o un movimento, ma di certo non c’era al momento delle elezioni. E nonostante tutto ciò sta praticamente condizionando la politica attuale del Paese. Non sono convinta che questo sia compatibile con la figura di Presidente della Camera.

    …la verità è che noi poveracci di sinistra (?), stiamo in fondo in fondo sperando che all’elezioni non ci si vada adesso, perchè grazie alla nullafacenza della sinistra stessa perderemmo nuovamente!!! E così stiamo qui, ad aspettare che Mr. B la faccia davvero troppo grossa e debba dimettersi o q.cosa di simile….Ma siamo sicuri che gli Italiani la sappiano riconoscere questa eventuale cosa “troppo grossa” o ormai siamo abituati a tutto e pensiamo che sia normale????????

  2. Prima di rispondere al commento di Serena, ho dovuto pensarci un pò.
    In venti righe, ha aperto spiragli e spunti per una discussione lunga e articolata, cercherò necessariamente di essere il più sintetico possibile.
    Scinderei nettamente l'”affaire” Montecarlo dalla carica istituzionale di Presidente della Camera.
    Noi dobbiamo obbligatoriamente attenerci ai fatti, le illazioni, le supposizioni, non sono notizie sulle quali lavorare.
    Tutti, o quasi tutti, pensano che la Timara ltd, che ha acquistato l’appartamento di Montecarlo, nel quale vive Giancarlo Tulliani, cognato di Fini, appartenga in realtà al Tulliani stesso.
    Non ci sono prove! Non basta neanche la mail pubblicata ormai tre giorni fa dall’Avanti, diretto dal “sedicente” Lavitola, dove si dice genericamente che Tulliani è “cliente” della Timara ltd.
    Soprattutto almeno che o Tulliani o Fini confessino, non c’è modo di sapere se i due fossero daccordo o se Tulliani ha mentito a Fini.
    Su Fini, Presidente della Camera, continuo a pensare che non debba dimettersi, non ne vedo alcun motivo.
    E’ vero che ha fondato un nuovo partito, Futuro e Libertà, ma è altresì vero che non è possibile affermare che questo stia “condizionando la politica attuale”, se non dal punto di vista “prettamente” politico, ma non istituzionale.
    Le sue decisioni da Presidente della Camera sono sempre state corrette, e prese nel rispetto dei poteri previsti dalla Costituzione per la terza carica dello Stato; mai una sola volta il dissenso con Berlusconi ha guidato le sue scelte istituzionali e tanto basta, almeno per me.
    Se ci facciamo prendere dalla “pancia” rischiamo solo di finire impantanati nel fango che stanno spalando a tonnellate gli “house organ” berlusconiani, cerchiamo di tenercene fuori, altrimenti rischiamo grosso; sfiliamoci dal gioco dei Sallusti e dei Belpietro, è un gioco che non serve a niente, non serve a distinguere i “buoni” dai “cattivi”, ma solo a fare confusione, e nella confusione, invece di ragionare e facile farsi guidare da chi indica una via, qualunque essa sia.
    Sull'”alta levatura morale” dei nostri politici, auspicata da Serena, come non essere daccordo!
    Vorrei poterle dare una speranza, le dico che ci sono in Parlamento delle persone di “alta levatura morale”, ma fanno fatica a venire fuori, e se alzano la voce vengono subito zittite e coperte di fango.
    Due nomi su tutti, li scelgo in Fli, perchè nel Pd o nell’Idv, sarebbe forse scontato da parte mia, Fabio Granata e Angela Napoli, due con i quali faccio fatica a non trovarmi daccordo.
    L’ultimo punto è una verità assoluta, il Pd ha paura di andare al voto, ho solo una certezza: se ancora non basta tutto quello che ha fatto Belrusconi in questi 15 anni e quello che ha detto, non mi resta che una considerazione, non c’è niente di “troppo grosso” che possa fare per convincere gli italiani che non è il caso di riporre tutta la propria fiducia in un soggetto simile.
    jack

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