Sindrome Pd

Nella testa dei dirigenti del Pd scatta alle volte una strana sindrome: ogni volta che B è in difficoltà, e stavolta lo è pesantemente, qualcuno cerca di aiutarlo.

Stranamente stavolta è Veltroni, di solito sono D’Alema o Letta, i più inclini ad inciuci  di ogni genere, dalla “bicamerale“, al difendersi “dal processo“.

Se chiudo gli occhi, mi passa davanti tutta la storia del Pd.

Dal “tiro al bersaglio”, partito subito dopo il discorso” fondativo” del Lingotto di Veltroni, per arrivare alle 75 firme di oggi, che sanciscono, nonostante le smentite, la nascita di una vera e propria “corrente” all’interno del partito.

Potremmo definirlo un clamoroso autogol.

Ancor più grave, se è vero, come dice Bersani, che “la palla era nel campo avversario”.

Bastava lasciarli fare e si sarebbero suicidati politicamente da soli.

La cosa migliore sarebbe stato tacere, almeno fino al 29 Settembre, e vedere come andava il voto di fiducia che Berlusconi chiederà alla Camera, sugli ormai famosi 5 punti di programma.

Nel merito Veltroni non ha detto niente di sconvolgente, ma l’ho trovato veramente intempestivo e fuori misura. L’unica cosa politicamente scorretta è stato l’accenno al “papa straniero”.

Perchè è bene ricordarlo a tutti: lo statuto del Pd, voluto fortemente da Veltroni, prevede che il partito presenti alle primarie di coalizione, come candidato naturale, il proprio segretario.

L’unico quindi, che può rinunciare a correre per la Premiership, è Bersani stesso.

Se lo farà, e solo a quel punto, si potrà aprire un confronto su un eventuale “nome nuovo”o “papa straniero”, come dice Veltroni

Tutto sommato quindi, essendo incerto lo stesso futuro del centrosinistra, che attualmente è veramente in alto mare, il nome del candidato premier del Pd, mi sembra assolutamente secondario.

Mi sembrerebbe più logico, stilare un programma politico sul quale far convergere tutte le anime del Pd.

Una volta ottenuto questo risultato, che in questo momento, sembra già un miracolo, cercare attorno al Pd, quante più convergenze possibili e ben strutturate.

Per ben strutturate, intendo che il programma di governo deve essere ben articolato fra i partiti, così da risultare vincolante, ma deve essere semplice da leggere per gli elettori, insomma non le 2000 pagine del 2006.

A quel punto si potrà discutere delle primarie di coalizione, tenendo conto che i partiti piccoli vorranno evitarle e che Vendola, se sarà della coalizione, è un candidato duro da battere.

Insomma, per chi vuole metterci la faccia, ci sarà modo di farlo, per il momento sarebbe stato meglio far cuocere questa maggioranza nel suo brodo.

Jack

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *